Coma profondo

-

Voto:

Susan Wheeler (Genevieve Bujold) è una giovane specializzanda in chirurgia al Boston General Hospital, osservante e metodica in un ambiente che tende a trattare le donne come presenze tollerate più che integrate. Quando la sua migliore amica Nancy Greenly (Lois Chiles), ricoverata per un intervento di routine, emerge dalla sala operatoria in uno stato di morte cerebrale irreversibile, Susan non si rassegna alla spiegazione ufficiale ed inizia un'indagine autonoma che presto la mette in rotta di collisione con l'establishment ospedaliero: il primario Harris (Richard Widmark), il fidanzato e collega Mark Bellows (Michael Douglas) e il dottor George (Rip Torn). La sua ricerca la conduce al Jefferson Institute, struttura di eccellenza per pazienti in stato vegetativo.


banner Amazon music unlimited, 90 milioni di brani senza pubblicità, exxagon per Amazon

LA RECE

Medical horror innestato nella paranoia istituzionale trasforma l'ospedale da spazio di cura in macchina di controllo e sfruttamento del corpo umano. Crichton dirige con rigore visivo crescente, affidandosi a Genevieve Bujold per dare vita a un personaggio femminile che rifiuta tanto la vittimizzazione quanto l'eroismo facilmente consumabile. L'immagine dei corpi sospesi in un vuoto asettico rimane la condensazione più esatta di ciò che il film ha da dire.

Pellicola di Crichton in cui sembrano convergere le sue maggiori ossessioni: la scienza come sistema opaco e potenzialmente predatorio (Jurassic Park, 1993), e il corpo umano come oggetto di studio e controllo, non dimenticando che il regista, creatore del serial E.R. - medici in prima linea (1994-2009), il mondo medico lo conosceva dall'interno, dato che studiò medicina e fu scrittore per vocazione, cosa che, poi, prese il sopravvento sulla sua prima ipotesi di carriera. Coma Profondo, secondo i ritmi del thriller settantino, costruisce su un'escalation lenta e controllata in un mondo sanitario in cui la fiducia del paziente diventa vulnerabilità sistemica per manovre del "camice bianco" che segue interessi che non hanno niente di ippocratico, amplificando la narrativa paranoide che colpisce, in effetti, il mondo medico e farmaceutico, non di rado vittima di dicerie terrorizzanti che raccontano di mezzi e fini atti a patologizzare il più possibile la popolazione, se non a sterminarla del tutto. Il complottismo (ri)emerso con il Covid illustra bene la narrazione. Il romanzo di Robin Cook da cui il film è tratto, quindi, danza a braccetto con i temi cari a Crichton, accumulando indizi e depistaggi con la pazienza di un mystery classico, quasi alla maniera della Nancy Drew aggiornata alle ansie della modernità ospedaliera. È nella seconda metà che Crichton trova il registro che gli appartiene davvero, quello del thriller fisico e dinamico: l'intrusione di Susan nei condotti di aerazione dell'ospedale, l'inseguimento attraverso i corridoi del Jefferson Institute, il finale in sala operatoria dove la protagonista stessa diventa potenziale vittima del meccanismo che ha scoperto. Queste sequenze tengono lo spettatore in una buona linea di tensione, partecipando al dramma di chi capisce di essere vulnerabile in un luogo deputato alla cura. Scena cult, indiscutibilmente quella che si svolge al Jefferson Institute: un hangar asettico in cui decine di corpi quasi nudi sono sospesi a fili dal soffitto, oscillanti come marionette in una coreografia post-umana, fra l’ipertecnologico e la cella frigorifera del macellaio della grande distribuzione; figure inerti, assenza di suoni, toni violacei e richiamo non tanto al body horror ma una certa fantascienza distopica. Al centro di tutto c'è la graziosa e risoluta Genevieve Bujold. Il buon lavoro di casting sceglie, appunto, una donna di aspetto non prorompente e dai lineamenti delicati e fanciulleschi per agire, invece, in modo più energico delle controparti maschili, soprattutto del partner Michael Douglas, scritto volutamente sottotono e ancora lontano dallo stardom che avrebbe guadagnato di lì a qualche anno, funzionale nel suo ruolo di contrappeso. Non solo. Susan-Genevieve combatte, fra le corsie, una lotta che è di credibilità di genere, non lasciandosi ridurre né al ruolo di vittima né a quello di eroina in un mondo medico che pare trattare le professioniste con sufficienza e le altre donne come cavie. Coma Profondo, comunque, non è privo di limiti: il ritmo della prima parte è compassato fino alla lentezza, e alcune svolte narrative si affidano a meccanismi abbastanza convenzionali. Visto decenni fa, impattò molto meglio rispetto alla re-visione odierna; oggi, un po’ di mordente si è perso. Consigliato? Be', chi ama il thriller di quegli anni, penso l’abbia già visto; per gli altri, non è, in effetti un film così indispensabile. Il che non vuole dire visione inutile.

TRIVIA

John Michael Crichton (1942-2008) dixit: “Sia chiaro: tutte le professioni sembrano pessime nei film. E c'è una buona ragione per questo. I film non descrivono percorsi di carriera, usano stili di vita interessanti al servizio di una trama. Quindi gli avvocati sono tutti privi di scrupoli e i medici sono tutti indifferenti. Gli psichiatri sono tutti pazzi e i politici sono tutti corrotti. Tutti i poliziotti sono psicopatici e tutti gli uomini d'affari sono ladri. Anche i cineasti se la cavano male: i registi sono megalomani, gli attori sono mocciosi viziati. Dal momento che tutte le occupazioni sono rappresentate negativamente, perché aspettarsi che gli scienziati vengano trattati diversamente?” (IMDb.com)

⟡ Sono state girate due versioni di tutte le scene dei pazienti in coma nella clinica del coma. Una versione li aveva seminudi mentre l'altra, per le proiezioni televisive, li aveva coperti.

⟡ In un'intervista alla rivista «Millimeter», il regista di questo film Michael Crichton ha detto: «Questa è una storia che contiene molti elementi di realtà: la paura che le persone hanno di un intervento chirurgico, la paura di morire per mano del medico, le fobie degli ospedali. Sono paure molto reali e, quindi, esagerarle non sarebbe molto divertente. La mia idea era di mettere insieme il quadro in modo tale che le paure fossero messe in una prospettiva sicura e potessero essere vissute come paure, senza risvegliare ansie più profonde e reali». Quasi dello stesso avviso il produttore Martin Erlichman che, con questo film, voleva fare per gli ospedali cosa lo Squalo (1975) aveva fatto alle persone con l'oceano: «Le persone hanno una paura primordiale dell'oceano e lo Squalo ha suscitato quella fobia. In modo simile, Coma profondo accentua i timori primordiali degli ospedali. Questa è una fobia ancora più forte perché una persona può sempre astenersi dall'andare in acqua, ma non sempre può evitare la necessità di andare in ospedale!»

⟡ Le comparse che hanno lavorato nella scena della sospensione, attaccate ai cavi, sono state pagate di più poiché, oltre ad essere nude, hanno anche fatto una grande fatica. Il regista Crichton racconta: “Era tecnicamente molto complicato perché le persone potevano rimanere appese solo per sei minuti... Vedete, la sospensione in realtà proveniva solo dai fianchi e dal collo. Ma poiché ci si comportava come se si fosse sospesi dappertutto con dei cavi, si metteva a dura prova la schiena... Avevamo costruito dei tavoli speciali montati su dei martinetti, come quelli delle auto, e la gente si sedeva su questi tavoli tra una ripresa e l'altra. […] Abbiamo usato sedici persone reali e quindici manichini ma la maggior parte di ciò che la telecamera vede sono persone reali».

⟡ Fra alcune location di ripresa abbiamo: la sala di dissezione della University of Southern California Medical School, il municipio di Los Angeles, un impianto di condizionamento d'aria a Century City e quattro teatri di posa presso i Metro-Goldwyn-Mayer Studios di Culver City, dove lo scenografo Albert Brenner ha creato il set per il Jefferson Institute. L'edificio in stile brutalista utilizzato per gli esterni della malvagia struttura medica è, in realtà, l'ex quartier generale e ufficio vendite della Xerox al 191 di Spring Street a Lexington, Massachusetts, situato a circa 10 minuti dal centro di Boston, vicino all'incrocio tra le strade 2 e 128. A partire dal 2021, è la sede di Mimecast, una società di Cyber Security. L'edificio è stato modificato dal 1978 ma è in gran parte invariato.

⟡ Nel film compare anche Ed Harris, in una breve scena per lo più sullo sfondo con le spalle alla telecamera e nel ruolo di patologo intento a discutere come realizzare il delitto perfetto, e Tom Selleck in una particina soprattutto comatosa. Ed Erris, inoltre, appare in seguito come uno dei cadaveri sospesi al Jefferson Institute. A meno che non fosse solo una comparsa, non viene mai spiegato come il suo personaggio sia diventato un'altra vittima. Entrambi gli attori sarebbero presto diventati famosi.

⟡ Farrah Fawcett ha perso il ruolo della dottoressa Susan Wheeler a causa del suo impegno con le Charlie's Angels (1976).

⟡ Sono state apportate alcune modifiche durante l'adattamento cinematografico del romanzo originale del film, fra cui il fatto che, nel libro, la protagonista era dichiaratamente femminista.

⟡ Di questo film, è stato fatto un remake realizzato come una miniserie televisiva in due parti, Coma (2012), andato in onda su A&E Network nel settembre 2012, prodotto da Ridley Scott e Tony Scott (Scott Free).

⟡ Michael Douglas guida una Fiat 131 Mirafiori Special o l’equivalente che, nel mercato USA, fu chiamata Brava.

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di buon livello

Titolo originale

Coma

Regista:

Michael Crichton

Durata, fotografia

113', colore

Paese:

USA

Anno:

1978

Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

Amazon prime banner, exxagon per Prime video