Un Diavolo di ragazza

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Voto:

Prodottino distribuito direttamente in videocassetta sul finire degli anni Ottanta dalla Culture Shock Releasing e rimasto per decenni un VHS sulle pareti dei videonoleggi, la cui caratteristica distintiva sarebbe quella di albergare l’attore Dana Ashbrook ad un passetto dal diventare il memorabile Bobby Briggs di Twin Peaks (1989-1991). La vicenda del film parte dall'archetipo di un appuntamento fra due soggetti complicati: il goffo Carl viene convinto dall'amico David a uscire con Maggie (Liane Curtis), ragazza impanicata. La festa di compleanno a cui vengono trascinati è il teatro della loro reciproca imbarazzante incompatibilità, fino a quando Maggie, che si è allontanata per un momento di solitudine, viene investita da un fascio di luce che le installa dentro nientemeno che Satana in persona. La possessione, poiché avviene su una donna degli anni Ottanta, implica invariabilmente capelli cotonati, scollatura importante, eloquio sfacciato ma che risulterebbe da educanda se paragonato agli attuali sproloqui social. La nuova Maggie posseduta è una donna liberata che non fa nulla di più se non sedurre e svuotare le anime di tutti gli uomini che le capitano a tiro. Sullo sfondo di questo caos, si muove Chaser (Dana Ashbrook), losco emissario di Dio, con un passato da donnaiolo dissoluto ma con la peculiare qualifica di aver inventato il preservativo, circostanza che gli ha fatto guadagnare la reincarnazione come cacciatore di demoni. Chaser insegue Satana da eoni, con un'ulteriore complicazione sentimentale: i due, in passato, hanno avuto una qualche liaison. Sarà Diane (Lezlie Deane), la ragazza pratica del gruppo, a doverlo supportare fino al prevedibile epilogo. Chiaro che ci si trova dinnanzi ad un fantasy-horror demenziale di quelli che, ai tempi, animavano la stagione direct-to-video, in questo caso (ma non era cosa rara) con un meccanismo narrativo che era poco più di un filo su cui appendere una serie di gag di variabile riuscita. Ciò che salva il film dall'irrilevanza assoluta è quasi interamente la performance di Liane Curtis: la sua traiettoria, da timida paralizzata a "stronza" diabolica, possiede una vitalità autentica e anche una potenzialità proto-femminista. Proto, però, perché sotto la superficie comica affiora una visione delle donne non priva di ambiguità: il film tende a sovrapporre emancipazione sessuale femminile e possessione demoniaca, come dire che emancipata è peccatrice. Ma, come detto più sopra, il problema vero di Maggie, nella circostanza, non era il maschilismo ma l’airstyle. Ashbrook, nel ruolo dell'agente divino, eccede, così come farà anche lavorando per Lynch, nella sua consueta tendenza all'enfasi fino a risultare più irritante che simpatico, ricordando lo stile di un Matthew Lillard (lo Stuart di Scream, 1996). I titoli di coda ci ricordano che il film è dedicato con affetto "alle Girlfriends from Hell di tutto il mondo". Dedica apprezzata, ma le baddies non credo abbiano troppa voglia di guardare questo film, faticoso anche per la seconda serata.


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Titolo originale

Girlfriend from Hell

Regista:

Daniel Peterson

Durata, fotografia

92', colore

Paese:

USA

Anno:

1989

Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0