Anna Maria Pietrangeli (Pier Angeli)

Attrice

Anna Maria Pietrangeli: ancora innamorata, profondamente ed eternamente, di James Dean

Anna Maria Pietrangeli nacque il 19 giugno 1932 a Cagliari, nel cuore della Sardegna, figlia di Luigi Pietrangeli, ingegnere edile, e di Enrichetta, donna di carattere forte e ambizioni precise. Aveva una sorella gemella, Maria Luisa, con la quale condivise non solo il volto ma anche il destino. Cresciute in una famiglia borghese e devota, le due bambine furono educate secondo i rigidi canoni del cattolicesimo italiano dell'epoca: disciplina, riservatezza, purezza. La famiglia si trasferì presto a Roma, dove le gemelle Pietrangeli frequentarono il liceo e iniziarono a muovere i primi passi nel mondo del cinema. Fu lì, tra le strade di una città che si risvegliava dopo la guerra, che Anna Maria venne notata per la sua bellezza: era mediterranea ma con un volto delicato, ed occhi grandi e scuri. Nel 1950, a soli diciott'anni, Anna Maria ottenne il suo primo ruolo cinematografico importante in Domani è troppo tardi di Léonide Moguy, un film che fece scalpore per i suoi contenuti progressisti sull'educazione sessuale. L'anno seguente recitò in Domani è un altro giorno, sempre di Moguy. Furono questi due film a catturare l'attenzione degli scout della MGM, che cercavano un volto nuovo, europeo, per il loro prossimo progetto.

Teresa: l'arrivo a Hollywood e il contratto d'oro

Nel 1951, Anna Maria Pietrangeli venne scelta per interpretare il ruolo della protagonista in Teresa, diretto da Fred Zinnemann. Il film raccontava la storia di una giovane sposa italiana che seguiva il marito soldato americano negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per la MGM, Anna Maria incarnava perfettamente il tipo della «sposa di guerra italiana»: bella, innocente, vulnerabile, esotica quanto basta per incuriosire il pubblico americano ma abbastanza europeizzata da non spaventarlo. La sua performance le valse critiche positive e un contratto a lungo termine con la Metro-Goldwyn-Mayer. Fu in quel momento che Anna Maria Pietrangeli diventò Pier Angeli, un nome più facile da pronunciare e da ricordare per il pubblico americano, un nome che suonava elegante e misterioso. Insieme a lei, anche la sorella Maria Luisa firmò un contratto con la MGM, assumendo il nome d'arte di Marisa Pavan. Nel 1952, poi, il Motion Picture Herald elesse Pier Angeli «stella di domani». Tutto sembrava andare per il verso giusto. Ma la realtà, come spesso accade, era ben diversa dalle apparenze.

Una gabbia dorata: i ruoli minori e l'ombra della madre

Nonostante il contratto prestigioso, i ruoli che la MGM assegnò a Pier Angeli non furono mai particolarmente rilevanti. Apparve in film come L'immagine meravigliosa (1951) con Stewart Granger, I lupi mannari (1952), Sombrero (1953) e La fiamma e la carne (1954). Erano pellicole di second'ordine, dove Pier recitava come comprimaria o al massimo come co-protagonista, ma mai come vera stella. Hollywood l'aveva incasellata in un ruolo preciso: la ragazza dolce e sensibile, la sposa devota, la fidanzata comprensiva; non le davano mai l'opportunità di mostrare la complessità emotiva di cui era capace. Ma c'era un problema ancora più grande: sua madre, Enrichetta Pietrangeli. Donna di fede ferrea e di ambizioni smodate, Enrichetta si era trasferita con le figlie a Hollywood e aveva preso il controllo totale delle loro vite. Gestiva i loro contratti, sceglieva i loro fidanzati, decideva con chi potevano uscire e con chi no. Per Pier, che era di carattere più fragile e remissivo rispetto alla sorella, questa presenza opprimente divenne una prigione invisibile. Enrichetta accompagnava la figlia ovunque, vigilava sui suoi incontri, controllava le sue telefonate. Voleva che Pier rimanesse pura, casta, incontaminata dallo sporco mondo di Hollywood. Ma quello che ottenne, come spesso accade con tali premesse, fu l'esatto opposto.

James Dean: l'amore impossibile che segnò una vita

Fu nel 1954 che Pier Angeli incontrò James Dean. Lui era un giovane attore emergente, ribelle, tormentato, disperatamente alla ricerca di affetto. Lei era una ragazza dolce, cattolica, prigioniera delle aspettative altrui. Lei si innamorarono con la furia disperata di chi sa che quell'amore è destinato a finire male. I due si vedevano in segreto, si scrivevano lettere appassionate, progettavano un futuro insieme. Dean parlava di sposarla, di portarla via da tutto e da tutti. Pier sognava di essere finalmente libera, di vivere un amore autentico lontano dal controllo soffocante di sua madre. Enrichetta, ovviamente, disapprovava profondamente quella relazione. Dean era protestante, divorziato, squattrinato, moralmente discutibile. Non era il tipo di uomo che sua figlia doveva sposare. Anche il manager di Dean, Dick Clayton, e gli stessi dirigenti della MGM vedevano con preoccupazione quella storia: temevano che il matrimonio rovinasse l'immagine di entrambi. Pier venne pressata da ogni lato: la madre le faceva scenate isteriche, lo studio minacciava di rescindere il suo contratto. La giovane attrice, educata all'obbedienza, non ebbe la forza di ribellarsi. Ed ecco che il 24 novembre 1954, Pier Angeli sposò Vic Damone, cantante italo-americano sotto contratto con la MGM, bello, di successo, cattolico. Un matrimonio perfetto sulla carta. Qualcuno racconta che James Dean, escluso dalla cerimonia, rimase fuori dalla chiesa in sella alla sua motocicletta, ascoltando le campane che suonavano per il matrimonio della donna che amava. Poi se ne andò sgommando via, con il rumore del motore che copriva qualsiasi altro suono. I due non si sarebbero mai più parlati.

Vic Damone: un matrimonio in discordia e la battaglia per Perry

Il matrimonio con Vic Damone fu, fin dall'inizio, una farsa. I due erano incompatibili sotto ogni punto di vista. Lui era estroverso, socievole, amante della vita mondana di Hollywood; lei era introversa, malinconica, desiderosa solo di tranquillità. Nel 1955 nacque il loro figlio, Perry, e per qualche mese sembrò che la maternità potesse dare a Pier una ragione per andare avanti. Ma l'anno successivo, nel 1956, Pier subì un aborto spontaneo che la gettò in una profonda depressione. Nello stesso anno, però, ottenne il suo miglior ruolo cinematografico: quello di Norma, l'energica moglie del pugile Rocky Graziano, interpretato da Paul Newman, in Qualcuno lassù mi ama (Somebody Up There Likes Me). Fu una performance intensa, vibrante, che mostrò finalmente di cosa fosse capace. Ma ormai era troppo tardi per rilanciare la sua carriera.

Nel settembre del 1955, James Dean morì in un incidente stradale vicino a Cholame, in California. Aveva solo ventiquattro anni. Quando Pier ricevette la notizia, si chiuse in camera e pianse per giorni. Non riusciva a credere che l'uomo che aveva amato più di ogni altra cosa al mondo fosse morto, e che lei non avesse avuto nemmeno il coraggio di lottare per lui quando era ancora in vita.

Nel 1957, Pier e Vic Damone si separarono dopo anni di litigi e incomprensioni. Enrichetta, come sempre, aveva messo il becco nella loro relazione, interferendo costantemente e rendendo impossibile qualsiasi tentativo di riconciliazione. Damone, esasperato, si lamentò pubblicamente del ruolo invasivo della suocera, dichiarando che era stata lei a rovinare il loro matrimonio. Il divorzio venne ufficializzato nel 1959, ma fu solo l'inizio di una battaglia legale feroce per la custodia di Perry. Pier voleva il figlio con sé; Damone sosteneva che lei non fosse in grado di prendersene cura. I tribunali divennero il nuovo teatro di guerra, e Pier, già psicologicamente fragile, iniziò a crollare.

Il declino: Merry Andrew, Armando Trovajoli e i ruoli perduti

Nel 1958, Pier Angeli fece il suo ultimo film per la MGM: Il principe del circo, una commedia musicale in costume diretta e interpretata da Danny Kaye. Fu un'esperienza deludente. Pier, che non si era mai sentita davvero a suo agio nel sistema dello stardom hollywoodiano, capì che la sua carriera con la Metro era finita. Non le offrivano più ruoli da protagonista; il suo contratto non venne rinnovato. A soli ventisei anni, era già considerata una «attrice finita». Nei primi anni Sessanta, Pier tornò in Italia e tentò di rilanciarsi nel cinema europeo. Nel 1962 sposò Armando Trovajoli, compositore e direttore d'orchestra italiano molto più anziano di lei. Anche questo matrimonio sembrava dettato più dalla disperazione che dall'amore. Nel 1963 nacque il loro figlio, Andrew, ma subito dopo la nascita la coppia si separò. Ancora una volta, Pier si ritrovava sola con un bambino e un futuro incerto. Durante quegli anni, Pier confessò pubblicamente, in un'intervista rilasciata nel 1962, ciò che tutti sapevano ma nessuno osava dire: «Sono ancora innamorata, profondamente ed eternamente, di James Dean». Era una dichiarazione disperata, l'ammissione di una donna che non era mai riuscita a superare la perdita dell'unico uomo che avesse mai amato davvero. Ci furono anche ruoli che Pier desiderò con tutto il cuore ma che le sfuggirono tra le dita. Nel 1953 sognava di interpretare Lili in Lili, il personaggio della ragazza del carnevale; il ruolo andò a Leslie Caron. Negli anni successivi sperò di ottenere la parte di Rima, la ragazza-uccello, in Verdi dimore (1959); ma anche quella volta fu scartata in favore di Audrey Hepburn. Erano ruoli che avrebbero potuto cambiare la sua carriera, ma il destino, ancora una volta, le voltò le spalle.

Gli ultimi anni: quattro tentativi di suicidio e la disperazione finale

Alla fine degli anni Sessanta, Pier Angeli si trovava in una condizione di gravissima crisi finanziaria e psicologica. Non riusciva più a trovare lavoro con continuità; i suoi figli vivevano lontano da lei, in scuole private a Londra; i soldi non bastavano mai. Tentò il suicidio una prima volta, poi una seconda, poi una terza, poi una quarta. Ogni volta venne salvata, ogni volta ricominciò a vivere senza volerlo davvero. Sua sorella Marisa Pavan, ormai sposata con l'attore francese Jean-Pierre Aumont e madre di famiglia, corse più volte in suo aiuto, cercando di sostenerla economicamente e moralmente. Ma Pier era ormai oltre ogni possibilità di salvezza. «Sarebbe meglio se fossi già morta», confessò a Marisa in uno dei loro ultimi incontri. «Non riesco ad andare avanti». Nel 1971, Pier tornò a Los Angeles, dove la sua vecchia amica Debbie Reynolds, conosciuta ai tempi d'oro degli studi MGM, tentò di aiutarla a trovare lavoro. Fu proprio grazie a questi sforzi che venne approvata per una parte come guest star in Bonanza, una delle serie televisive più popolari del momento. Ma Pier non lo seppe mai.

10 settembre 1971: la fine silenziosa di un sogno infranto

Il 10 settembre 1971, Pier Angeli morì nel suo appartamento di Beverly Hills per overdose di barbiturici. Aveva trentanove anni. La trovarono sola, senza che nessuno avesse avuto il tempo di impedirle di compiere quel gesto finale. Quando la notizia della sua morte si diffuse, Debbie Reynolds, sconvolta, si offrì di adottare Andrew, il figlio più giovane di Pier. Ma Enrichetta Pietrangeli, la madre che aveva controllato ogni aspetto della vita della figlia fino all'ultimo, rifiutò con rabbia: «Il bambino è mio», dichiarò.

Pier Angeli fu sepolta in Italia, lontano da Hollywood, lontano dalla città che l'aveva sedotta e poi distrutta. Alla sua morte, molti ricordarono la sua bellezza, la sua dolcezza, il suo talento sprecato. Ma pochi si chiesero cosa l'avesse davvero condotta a quel gesto estremo. Forse fu la perdita di James Dean, l'amore che non aveva avuto il coraggio di vivere fino in fondo. Forse furono i matrimoni sbagliati, i figli lontani, i ruoli perduti. Forse fu semplicemente la stanchezza di una donna che aveva passato tutta la vita a cercare di compiacere gli altri, senza mai riuscire a essere se stessa. Oggi Anna Maria Pietrangeli, la ragazza sarda dagli occhi di cerbiatta che Hollywood ribattezzò Pier Angeli, è ricordata come una delle figure più tragiche del cinema degli anni Cinquanta: una splendida stella che brillò brevemente prima di spegnersi nel silenzio, una donna che morì innamorata di un fantasma.

Vero Nome:

Anna Maria Pietrangeli

Luogo e data di Nascita:

Cagliari, Sardegna, Italia, 19/06/1932

Luogo E Data Di Morte:

Beverly Hills, California, USA, 10/09/1971

Scritto da Exxagon nel febbraio 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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