Adrienne Shelly

Attrice, Regista, Sceneggiatrice

Queens, 1966: nascere Adrienne Levine in una famiglia che amava le parole

Adrienne Levine nacque il 24 giugno 1966 nel Queens, New York, figlia di Sheldon M. Levine e Elaine Langbaum, una famiglia ebraica di origini russo-polacche. Crebbe a Long Island insieme ai fratelli Jeff e Mark, in un ambiente dove la cultura aveva un valore centrale. Il padre, che sarebbe morto quando Adrienne aveva appena dodici anni, era un uomo colto, amante della letteratura; fu proprio lui a scegliere per la figlia il nome d'arte con cui sarebbe diventata famosa, Adrienne Shelly, un omaggio che la ragazza mantenne per tutta la vita. La perdita del padre così presto segnò profondamente Adrienne, lasciandole dentro quel particolare mix di vulnerabilità e determinazione che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.

A dieci anni, Adrienne partecipò a un campo estivo organizzato dalla sua scuola, la Jericho High School, luogo in cui interpretò un ruolo nel musical Annie. La giovane scoprì di avere un talento naturale e, così, continuò a recitare durante il liceo, partecipando a tutte le produzioni scolastiche possibili. Quando arrivò il momento di decidere cosa fare della propria vita, la scelta fu scontata: si iscrisse alla Boston University per studiare produzione cinematografica. Ma già dopo un anno si rese conto che l'università non faceva per lei; voleva fare, non studiare. Mollò tutto e si trasferì a Manhattan con un buon carico di determinazione.

Manhattan e Hal Hartley: la nascita di una musa del cinema indipendente

Arrivata a Manhattan, Adrienne co-fondò Missing Children, una compagnia teatrale off-off-Broadway che metteva in scena spettacoli nel West Village. Era un ambiente piccolo, precario, fatto di passione e povertà, ma era esattamente dove voleva essere. Poi, nel 1989, accadde qualcosa che le avrebbe cambiato la vita. Un giovane regista indipendente di nome Hal Hartley stava cercando un'attrice per il suo primo lungometraggio, L'incredibile verità (1989). Qualcuno gli passò il provino di Adrienne. Hartley rimase folgorato: quella ragazza aveva un volto etéreo, una presenza ipnotica, e soprattutto possedeva quella particolare forma di intelligenza emotiva che i suoi personaggi richiedevano. La scelse per interpretare Audry, la protagonista. Il film debuttò al Sundance del 1990 e fu un successo di critica. L'anno successivo, Hartley la volle di nuovo come protagonista in Trust - fidati, in cui interpretava Maria Coughlin, una liceale incinta che abbandona la scuola e si innamora di un riparatore di elettrodomestici anarchico. Il film fu nominato per il Gran Premio della Giuria al Sundance e consolidò la reputazione di Adrienne come una delle attrici più interessanti del cinema indipendente americano. Hartley aveva un modo molto particolare di dirigere: dialoghi filosofici recitati con un ritmo quasi musicale, personaggi che sembravano disegnati a matita su uno sfondo minimalista. Adrienne era perfetta per quel mondo; sapeva dare ai suoi personaggi una profondità emotiva che sfidava l'apparente distacco della messa in scena.

Gli anni Novanta: tra recitazione e il desiderio di raccontare le proprie storie

Durante tutti gli anni Novanta, Adrienne continuò a recitare in film indipendenti: Hold Me, Thrill Me, Kiss Me (1992), dove diede una delle sue migliori interpretazioni, Bella, pazza e pericolosa (1993), Due ragazze, un tatuaggio e l'FBI (1994), Il tuo amico nel mio letto (1994). Lavorò anche in televisione, apparendo in episodi di Law & Order e Oz. Ma più recitava, più si rendeva conto che i ruoli che le venivano offerti non la soddisfacevano pienamente. Troppo spesso era ridotta a oggetto del desiderio maschile, a presenza decorativa in storie che non le appartenevano. Iniziò a sviluppare una coscienza femminista sempre più acuta: le donne dovevano essere anche dietro la macchina da presa, dovevano raccontare le proprie storie con la propria voce. Quindi, nel 1994 diresse il suo primo cortometraggio, Urban Legend, una sorta di favola metropolitana newyorkese. Fu l'inizio di una nuova fase della sua carriera. Nel 1996 scrisse e diresse il suo primo lungometraggio, Sudden Manhattan, in cui interpretava anche la protagonista, una donna la cui vita già disastrata precipita ulteriormente dopo aver assistito a un omicidio. Nel 1999 realizzò I'll Take You There, con Ally Sheedy, che le valse lo US Comedy Arts Festival Film Discovery Jury Award per la miglior regia. Adrienne aveva trovato la sua strada: voleva dirigere, voleva scrivere, voleva costruire mondi che riflettessero la complessità delle donne che conosceva.

Andy Ostroy, Sophie e la felicità che precedette la fine

Il 21 dicembre 2002, Adrienne sposò Andy Ostroy, un dirigente di marketing che gestiva la società Belardi/Ostroy. Non era un artista, non faceva parte del mondo del cinema, e forse, proprio per questo, funzionava: Andy le dava stabilità, amore, un senso di normalità che bilanciava la precarietà del mondo creativo in cui viveva. Nel 2003 nacque Sophie. Adrienne, che aveva sempre messo la carriera al primo posto, scoprì di essere una madre devota e felice. Gli amici avrebbero poi raccontato che quello fu il periodo più sereno della sua vita. Fu mentre era incinta di Sophie che Adrienne iniziò a scrivere Waitress, la storia di Jenna, una cameriera in un diner del Sud intrappolata in un matrimonio violento che scopre di essere incinta e deve decidere cosa fare della propria vita. Il film era una riflessione sulla maternità, sulla libertà, sul coraggio di cambiare. Adrienne lo scrisse di getto, come se la storia le uscisse direttamente dall'anima. Quando finalmente riuscì a trovare i finanziamenti per girarlo, ci mise tutta se stessa: sceneggiatura, regia, e perfino un piccolo ruolo come Dawn, una delle colleghe di Jenna. Le riprese si conclusero nell'estate del 2006. Adrienne era euforica; sentiva di aver fatto il film che voleva fare da sempre, il film che la avrebbe finalmente consacrata come regista.

Adrienne Shelly: quando il sogno si trasforma in incubo a cinque giorni dal miracolo

Quel primo novembre, Adrienne si recò al suo ufficio-appartamento di Abingdon Square, come faceva quasi ogni giorno. Stava lavorando al montaggio di Waitress e alle ultime revisioni prima di inviarlo ai festival. Nell'appartamento sottostante, Diego Pillco, un operaio ecuadoriano diciannovenne irregolare negli Stati Uniti, stava facendo lavori di ristrutturazione. Da giorni Adrienne si lamentava del rumore, che le impediva di concentrarsi. Quel giorno, a un certo punto, Pillco salì nell'appartamento di Adrienne. Le versioni su cosa accadde esattamente divergono nei dettagli, ma la dinamica è chiara: Adrienne lo sorprese mentre le rubava denaro dalla borsa. Lo minacciò di chiamare la polizia. Pillco, che era irregolare e temeva la deportazione, andò nel panico. La strangolò. Poi, in un grottesco tentativo di far sembrare la scena un suicidio, la trascinò in bagno, le legò un lenzuolo attorno al collo e la appese al tubo della doccia.

Alle 17:45 del 1° novembre 2006, Andy Ostroy si avviò verso l'appartamento-ufficio che sua moglie usava a Abingdon Square, nel Greenwich Village. Adrienne non lo aveva chiamato quella mattina, cosa che faceva sempre appena arrivata, e un senso di inquietudine lo aveva spinto a controllare. Trovò la porta del bagno chiusa. Bussò, chiamò, nessuna risposta. Insieme al custodello dello stabile, sfondò quella porta. Adrienne era appesa a un lenzuolo legato al tubo della doccia, il corpo senza vita che penzolava nella vasca. All'apparenza, il piano di Pillco pareva funzionare ma già in quelle prime ore emersero dettagli che non tornavano: impronte di scarpe da tennis sul bordo della vasca, impronte che non appartenevano ad Adrienne, che indossava solo calzini. Pillco, il 6 novembre, confessò tutto: "Ho solo avuto una brutta giornata. Non avrebbe dovuto lamentarsi, non lo sopporto". Come se la vita di una persona valesse meno della sua brutta giornata. Pillco venne poi condannato a 25 anni di carcere. Adrienne Shelly aveva quarant'anni, una figlia di tre anni che si chiamava Sophie, un marito che la adorava e un film, Waitress - Ricette d'amore, che avrebbe debuttato al Sundance Film Festival di lì a tre mesi, consacrandola come una delle voci più originali del cinema americano. Non lo seppe mai. Morì credendo che fosse solo un altro piccolo film indipendente destinato a sparire nel rumore di fondo.

Sundance 2007: il trionfo postumo di Waitress

Adrienne non seppe mai che Waitress era stato accettato al Sundance Film Festival. La notizia arrivò dopo la sua morte. Nel gennaio 2007, tre mesi dopo l'omicidio, il film fu proiettato a Park City, nello Utah. Andy Ostroy era lì, insieme al cast: Keri Russell, Cheryl Hines, Nathan Fillion. Fu una proiezione straziante, piena di lacrime e di applausi. Il pubblico amò il film; la critica lo celebrò. Waitress divenne uno dei successi indipendenti dell'anno, incassò oltre 22 milioni di dollari al botteghino americano, e nel 2016 fu trasformato in un musical di Broadway che divenne un blockbuster teatrale a New York, Londra e in tour. Adrienne Shelly ricevette una nomination agli Independent Spirit Awards come miglior sceneggiatrice. Ma lei ci sarebbe mai stata.

Andy Ostroy, devastato dal dolore ma determinato a onorare la memoria di sua moglie, creò la Adrienne Shelly Foundation, un'organizzazione no-profit che assegna borse di studio e premi a giovani registe donne. Dal 2007 a oggi, la fondazione ha sostenuto decine di filmmaker, tra cui Dee Rees (Pariah), Chloé Zhao (che è stata poi la prima donna asiatica nella storia a vincere l'Oscar per la miglior regia), e molte altre. Nel 2021, Ostroy girò un documentario su Adrienne, intitolato semplicemente Adrienne, in cui cercò di dare un senso a quella perdita insensata e di mostrare al mondo chi era veramente sua moglie. Nel documentario, la figlia Sophie, ormai adolescente, legge qualcosa che sua madre aveva scritto: "Non aver paura di morire. Abbi paura di non vivere mai". Waitress finisce con Jenna che trova il coraggio di lasciare il marito violento, di crescere sua figlia da sola, di aprire il suo caffè. È una storia di redenzione, di rinascita.

Vero Nome:

Adrienne Levine

Luogo e data di Nascita:

Queens, New York, Stati Uniti, 24/06/1966

Luogo E Data Di Morte:

Manhattan, New York, Stati Uniti, 01/11/2006

Scritto da Exxagon nel gennaio 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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