Attrice
Thelma Todd: la bionda di gelato e il mistero del garage sulla collina
La mattina di lunedì 16 dicembre 1935, alle dieci e mezza, una cameriera di nome Mae Whitehead salì la ripida scalinata di cemento che dal Pacific Coast Highway portava alle case sulla collina di Castellammare, a Pacific Palisades. Nel garage, seduta al volante di una Lincoln Phaeton decappottabile color cioccolato, c'era la sua padrona, Thelma Todd, ventinove anni, una delle attrici comiche più amate d'America. Indossava ancora l'abito da sera di raso color malva e argento, la pelliccia di visone e i gioielli della festa di sabato. Aveva il volto macchiato di sangue. Era morta. Da quel momento sono passati novant'anni, e nessuno è mai riuscito a dire con certezza che cosa sia successo in quel garage. La donna che aveva fatto ridere il pubblico al fianco dei fratelli Marx e di Laurel e Hardy è diventata la protagonista del più ostinato giallo irrisolto della vecchia Hollywood: una storia in cui nulla torna, e che nessuno ha mai davvero voluto risolvere.
La maestrina di Lawrence che diventò Miss Massachusetts
Thelma Alice Todd nacque il 29 luglio 1906 a Lawrence, cittadina industriale del Massachusetts. Il padre, John Shaw Todd, era un tappezziere di origine irlandese che aveva fatto carriera nella politica locale; la madre, Alice, veniva dal Canada ed era una donna ambiziosa, determinata a costruire per la figlia un futuro migliore. La famiglia conobbe presto il lutto: il fratello maggiore di Thelma, William, morì in un incidente nel 1910.
Studentessa brillante, Thelma si iscrisse alla scuola magistrale di Lowell con l'intenzione di diventare insegnante. Ma la madre aveva altri progetti, e la spinse verso i concorsi di bellezza. Nel 1925, la ragazza fu eletta Miss Lawrence e poi Miss Massachusetts; non vinse il titolo nazionale, ma attirò l'attenzione di un talent scout della Paramount che le offrì un posto nella scuola di recitazione della casa di produzione, ad Astoria, nel Queens. Così, al posto di una cattedra in una scuola del New England, Thelma trovò un contratto con Hollywood.
Dalla bellezza decorativa alla commedia: gli anni di Hal Roach
Durante l'era del muto, Thelma ebbe soprattutto ruoli decorativi: era bella, e agli occhi degli studios questo bastava. Fu il sonoro a rivelarne il vero talento. Nel 1929 entrò negli studi di Hal Roach, il re della commedia, e lì scoprì di avere una dote rara per un'attrice di quella bellezza: il senso del ritmo, la battuta rapida, la capacità di reggere la scena accanto ai grandi comici senza mai farsi schiacciare. Recitò con Laurel e Hardy (Stanlio e Ollio, in Italia) in numerosi cortometraggi, fu la spalla perfetta dei fratelli Marx in Monkey Business (1931) e I fratelli Marx al college (Horse Feathers, 1932), affiancò Buster Keaton e Jimmy Durante in Speak Easily (1932). Nel 1931 fu anche la vedova infedele di Miles Archer nella prima versione cinematografica del Mistero del falco.
Roach ebbe un'intuizione brillante: creare una versione femminile di Laurel e Hardy. Dal 1931 Thelma fece coppia con ZaSu Pitts in diciassette comiche e, dal 1933, con Patsy Kelly in altre ventuno. Nel giro di pochi anni girò circa centoventi film fra lungometraggi e cortometraggi. I giornali la ribattezzarono «The Ice Cream Blonde», la bionda di gelato, e, con un gioco di parole sul suo cognome, «Hot Toddy». Era dolce e tagliente insieme, e il pubblico la adorava.
Pat DiCicco e Roland West: gli uomini sbagliati
La vita privata di Thelma fu meno spensierata dei suoi film. Nel 1932 sposò Pasquale «Pat» DiCicco, agente e procacciatore di talenti dal fascino ambiguo e dalle frequentazioni discutibili, che si diceva vicino alla malavita organizzata. Il matrimonio fu breve e violento; Thelma, che negli anni aveva cominciato a bere e a fare uso di pillole dimagranti per mantenere la linea imposta dallo studio, ne uscì provata. Prima di chiedere il divorzio, nel 1934, cambiò il proprio testamento per lasciargli un solo dollaro. Un dettaglio che, da solo, racconta molto.
Già dal 1931 aveva avviato una relazione con il regista Roland West, che l'aveva diretta in Corsair. West era un uomo sposato, e la moglie, l'ex attrice Jewel Carmen, era una donna ricca. Il triangolo fra i tre fu, per molti versi, il cuore oscuro della vicenda che sarebbe seguita.
Il Sidewalk Café: un sogno a tre piani sul Pacifico
Nell'agosto del 1934, Thelma inaugurò, in società con West e con la stessa Jewel Carmen, il «Thelma Todd's Sidewalk Café», sul Pacific Coast Highway, ai piedi della collina di Castellammare. Era un edificio di tre piani in stile mediterraneo: al pianterreno il ristorante, al primo piano un locale notturno esclusivo, il Joya, e all'ultimo una sala da ballo esagonale. Thelma e West vivevano in due appartamenti adiacenti, con vista sull'oceano, separati soltanto da una porta scorrevole.
Il locale fu subito un successo: vi passavano divi, produttori, turisti curiosi. Per Thelma era la prova che poteva esistere anche al di fuori del set, una donna d'affari e non soltanto una bionda da commedia. Ma un locale di quel genere, nella Los Angeles degli anni Trenta, attirava inevitabilmente attenzioni meno gradite: quelle di chi vedeva nelle sale al piano di sopra un luogo perfetto per il gioco d'azzardo clandestino.
La notte del Trocadero
Sabato 14 dicembre 1935, Thelma partecipò a una festa organizzata in suo onore al Trocadero, il locale più alla moda del Sunset Strip, dall'attore britannico Stanley Lupino e da sua figlia, la giovanissima Ida Lupino. Alla festa si presentò, non invitato, anche Pat DiCicco, e fra i due ci fu un breve e sgradevole alterco. Ma gli amici la ricordarono allegra, vivace, perfettamente a suo agio. Alle tre e un quarto del mattino, il suo autista, Ernest Peters, la accompagnò a casa; arrivarono verso le quattro. Lei rifiutò che l'uomo la scortasse su per le scale. Fu l'ultima volta che qualcuno la vide con certezza viva.
Secondo la versione di Roland West, lui aveva chiuso a chiave la porta dell'appartamento, e Thelma, rimasta fuori, sarebbe salita fino al garage della casa di Jewel Carmen, in cima a una lunga scalinata, per ripararsi dal freddo nell'auto. Avrebbe acceso il motore per scaldarsi e sarebbe stata uccisa dal monossido di carbonio. Una morte accidentale, dunque. Ma il garage, a quanto pare, aveva la porta sollevata di qualche centimetro, e il racconto conteneva fin da subito più di una crepa.
Un'inchiesta piena di contraddizioni
L'autopsia stabilì che la morte era dovuta all'avvelenamento da monossido di carbonio, e il medico legale dichiarò all'inchiesta di non aver trovato segni di violenza, se non una lieve contusione al labbro. Altre ricostruzioni, però, parlarono di ben altre lesioni, come un naso rotto o una costola incrinata, e la questione non è mai stata chiarita del tutto. Ancora più sconcertanti erano i tempi: diversi testimoni affermarono di aver visto o sentito Thelma viva nel corso della domenica. Martha Ford, moglie dell'attore Wallace Ford, sostenne che l'attrice le aveva telefonato nel pomeriggio per confermare la sua presenza a una festa; altri dissero di averla scorta in città, in compagnia di un uomo sconosciuto. Se fosse stato vero, dove era stata Thelma fra le quattro del mattino e la sua morte?
L'inchiesta del coroner concluse che la morte sembrava accidentale, ma raccomandò ulteriori indagini. Seguì un'indagine del gran giurì durata quattro settimane, nel corso della quale, secondo alcune fonti, diversi testimoni si rifiutarono di parlare dopo aver ricevuto minacce anonime. Alla fine, il caso fu chiuso con una formula volutamente vaga: «morte accidentale, con possibili tendenze suicide». Ma Thelma non aveva lasciato alcun biglietto, e nessuno riuscì mai a indicare un motivo per cui avrebbe dovuto togliersi la vita.
Le ombre: Luciano, DiCicco, West
Nel vuoto lasciato dalle autorità si sono moltiplicate le ipotesi. La più celebre, resa popolare nel 1989 dal libro di Andy Edmonds Hot Toddy, sostiene che il boss Charles «Lucky» Luciano volesse trasformare il piano superiore del Sidewalk Café in una bisca clandestina, e che Thelma, rifiutando, avesse firmato la propria condanna. È una teoria affascinante e cinematografica, basata però sulla testimonianza di una fonte anonima e priva di qualsiasi conferma: non esiste nemmeno la prova che Luciano abbia mai soggiornato a Los Angeles in quegli anni. Altri hanno puntato il dito contro l'ex marito DiCicco, violento e ben introdotto negli ambienti della malavita. La pista più concreta, e la più banale, porta invece a Roland West. Nel 1987, pochi anni prima di morire, Hal Roach raccontò in un'intervista che West avrebbe chiuso Thelma fuori casa dopo un litigio; lei sarebbe salita al garage, e lui l'avrebbe seguita e chiusa dentro, forse soltanto per darle una lezione, senza sapere che il motore era acceso. La mattina dopo l'avrebbe trovata morta, e avrebbe taciuto. Si è detto anche che West, in punto di morte, abbia confessato qualcosa di simile a un amico; ma anche questo, come tutto il resto, appartiene al territorio del racconto più che a quello della prova.
L'ultima comica
Thelma Todd fu salutata con una camera ardente a Los Angeles, dove una folla immensa sfilò davanti alla bara aperta per vedere un'ultima volta la bionda di gelato. Il corpo fu cremato e le ceneri furono consegnate alla madre; quando anche Alice Todd morì, nel 1969, le ceneri della figlia furono deposte nella sua bara, nel cimitero di Bellevue, a Lawrence, la città da cui Thelma era partita per diventare maestra e da cui era tornata, invece, come un enigma. Il suo ultimo film, The Bohemian Girl con Laurel e Hardy, uscì postumo nel 1936, con le sue scene in gran parte tagliate e rigirate.
Thelma Alice Todd
Lawrence, Massachusetts, USA, 29/07/1906
Pacific Palisades, Los Angeles, California, USA, 16/12/1935 (data del ritrovamento)
Scritto da Exxagon nel settembre 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0