Girls Nite Out
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Voto:
Slasher con piccola ma efficace variazione sul tema base (luogo chiuso o limitato per estensione, un gruppo di giovani, un agente perturbatore che li elimina a uno a uno) diretto da Robert Deubel - classe 1933 e, qui, al suo unico lungometraggio in carriera - che si presenta con modestia, pregi e limiti che ne rispecchiano esattamente il momento storico e il contesto produttivo. La storia prende avvio al sanatorio di Weston Hill, dove viene trovato impiccato nella sua cella Dickie Cavanaugh, internato anni prima per aver ucciso in un impeto di gelosia la figlia del responsabile della sicurezza del campus universitario. Il corpo sparisce misteriosamente, sottratto da due uomini che vengono eliminati prima ancora di finire il lavoro. Intanto, alla Dewitt University, la squadra di pallacanestro ha vinto una partita importante e l'atmosfera sul campus è quella frenetica delle grandi serate: la mascotte Michael Benson (Mathew Dunn) festeggia, il nervoso Pete Krizaniac (Mart McChesney) litiga con la ragazza Leslie (Lois Robbins), il capitano Teddy Ratliff (James Carroll) corteggia Dawn Sorenson (Suzanne Barnes) sotto gli occhi della fidanzata Lynn Connors (Julia Montgomery), mentre Mac MacVey (Hal Holbrook), il burbero agente di sicurezza, vigila su tutto. Per la sera successiva è in programma una caccia al tesoro organizzata dal DJ Charlie Kaiser (Larry Mintz): in questo contesto, qualcuno uccide Benson e si appropria del suo costume da orso, modificandolo con quattro lame a mo’ di artigli. Inizia così la caccia. Tre le cose interessanti per un prodotto di seconda linea. La dissoluzione della "final girl", figura cardine del genere: nessun personaggio emerge come protagonista riconoscibile, il cast è folto ma un po’ indistinguibile, con dinamiche sentimentali intrecciate che complicano il dipanare il bandolo della matassa. Piace, però, rivedere qui quell'Holbrook che mi ricordavo “solido e saggio” in Wall Street (1987), nei panni di Lou Mannheim. Il risultato è un whodunit slasher che mantiene una certa opacità genuina, la quale, tuttavia, non credo sia stata del tutto frutto di calcolo. Funziona anche il ritmo: gli omicidi sono distribuiti con una cadenza che lascia respirare il film, interpolato con un’interessante colonna sonora adatta al clima collegiale dei tempi, oltretutto gradevolmente stridente rispetto alla violenza in corso. Se il killer in costume da orso potrebbe essere non del tutto convincente, è tuttavia sottilmente sinistro questo killer violento che sibila insulti misogini alle vittime prima di colpirle in un ambiente scolastico e in un film dai toni complessivamente leggeri. La rivelazione finale, più o meno assurda, è, comunque, il fattore davvero perturbante dell’operazione, radunando in pochi minuti un'intensità che il resto del film non era riuscito a sviluppare. Per questo motivo, pur non consigliandone espressamente la visione, consiglio di appaiare Girls night out, se mai lo si volesse vedere, con Sleepaway Camp (1983). Voto, forse, un po' severo.
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
Robert Deubel
Durata, fotografia
96', colore
Paese:
USA
Anno:
1982
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
