Hostile Dimensions

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Voto:

Portali, anzi, porte verso altri mondi e dimensioni. Benché qui si sia nell'ambito del low-budget, i multiversi sono sempre una premessa intrigante, soprattutto per coloro che amano cose come Backrooms (2026) e intrighi fisici e metafisici di mondi dentro il mondo. Sam (Annabel Logan) e Ash (Joma West) sono due documentariste, e anche fidanzate sembra, che si trascinano dietro il peso di una filmografia un po' sfogata; il precedente film “Bear Market” di Sam, sul lato oscuro dell'industria degli orsacchiotti, è stato un flop. Quando visionano il filmato girato da un tipo eccentrico, Brian (Stephen Beavis), che documenta la scomparsa dell'artista di graffiti Emily (Josie Rogers), la quale ha attraversato una porta socchiusa in un edificio abbandonato, Sam ha il suo nuovo spunto filmico. La porta viene recuperata e installata nel salotto di casa, pronta a diventare l'oggetto del loro prossimo documentario. Con la consulenza del dottor Innis (Paddy Kondracki), le due iniziano a filmare ciò che si nasconde dall'altra parte: universi paralleli abitati da un cane parlante, un parco a tema con panda tentacolari e piramidi e balene fluttuanti nel cielo. Graham Hughes, che dirige e scrive, riesce a far coesistere l'ironia e il grottesco surreale con l'orrore, sfruttando la logica del found footage in prima persona per abbattere ogni distanza dallo spettatore. L'idea della porta sul mistero è chiaramente vincente a priori, in quanto il tema di un multiverso accessibile attraverso un semplice uscio è, di per sé, un meccanismo che combina semplicità domestica, mystery e inquietudine, oltre a una smarginata curiosità per tutto ciò che si potrebbe vedere al di là della soglia. Sfortunatamente, Hostile Dimensions pare proprio bruciare le sue migliori carte poiché queste non incontrano una scrittura d'accompagnamento né degli interpreti capaci di essere anche un solo decimo intriganti quanto lo è l'idea base che devono animare, ivi compreso lo spunto delle due amiche che cercano il proprio riscatto professionale e finiscono per fare tutta una serie di scelte dissennate con qualcosa di infinitamente più grande di loro. Risultato? Un film davvero curioso, con alcune immagini da horror cosmico notevoli (dato anche il budget) ma povero di un cast valido, movimentato da un umorismo non eccezionale, effetti in CG dozzinali e dialoghi per nulla invitanti. Soprattutto, abbiamo meno esplorazione di quanto l'idea dei portali suggerirebbe. Si potrebbe dire che tutti questi siano peccati veniali o, perlomeno, accettabili in un indie a budget limitatissimo; tuttavia, è proprio l'idea portante, notevolissima, che esalta per differenza la qualità degli altri comparti. Insomma, come la proverbiale Ferrari guidata a 20 km all'ora. Vero, però, che Hughes, pur abbracciando un tema assurdo, non scade mai nel ridicolo e lascia intendere che le idee ci sono. Qualcuno dia dei soldi a quell'uomo! … ma anche degli attori, un effettista, un direttore della fotografia e uno scenografo.


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Titolo originale

Id.

Regista:

Graham Hughes

Durata, fotografia

80', colore

Paese:

UK

Anno:

2023

Generi e Temi

Weird, Cosmic Horror

Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0