Backrooms
Voto:
Clark (Chiwetel Ejiofor), proprietario del negozio di mobili “Capt. Clark's Ottoman Empire”, è anche un uomo frustrato sia per la propria professione, sia per il rapporto con la moglie; tutte cose della quali discute con la propria psicoterapeuta dott.ssa Mary Kline (Renate Reinsve). Un giorno, cercando di indagare sulle improvvise fluttuazioni di corrente elettrica nell'edificio, Clark tocca una parete nel seminterrato e, sconvolto, scopre di poterla attraversare. L'uomo finisce per ritrova in un vasto labirinto di uffici, corridoi e altre stanze costruite secondo uno strano schema architettonico. Esplorando queste “backrooms, Clark scopre che esse sono abitate da strane presenze. Uscito da quel bizzarro luogo, Clark cerca nervosamente di farsi credere dalla propria terapeuta, promettendole di portarle prove inconfutabili della cosa. A questo fine, chiama i suoi due dipendenti, Bobby (Finn Bennett) e Kat (Lukita Maxwell), muniti di una videocamera per mappare quei locali, ma le cose si complicano.
LA RECE
Da fenomeno web a successo cinematografico A24, Backrooms di Kane Parsons è un incubo liminale promosso a pieni voti. L'opera eccelle su tre fronti: la disturbante esplorazione visiva, la metafora del trauma attraverso memorie distorte e l'hauntologia di Mark Fisher. Sensorialmente affascinante, per ciò che di e come è un perfetto manifesto delle angosce contemporanee.
Fenomeno web nato su un thread di 4chan, il giorno che qualcuno pubblicò l'immagine di una stanza con gli interni color limone, scattata nel 2003 in un negozio di mobili abbandonato a Oshkosh, Wisconsin. L'inquietante atmosfera di quell'ambiente ha portato alla generazione di diversi creepypasta ad esso connessi. Nel 2022, il sedicenne Kane Parsons, figlio di un artista di effetti visivi, ha utilizzato Blender, software open source di grafica 3D, per realizzare un cortissimo intitolato Found Footage nel quale possiamo vedere un tour virtuale di quelli che poi saranno gli ambienti di Backrooms e l'incontro con alcune sue entità. Questo il seme. Da esso, Parsons farà germogliare altri ventiquattro video nella serie Backrooms, alcuni brevissimi, altri che raggiungono i tre quarti d'ora; video che, sul canale Kane Pixels di YouTube hanno raggiuto circa 200 milioni di visualizzazioni. L'età del giovane artista e i numeri di coloro che sono stati catturati dalla sua visione non sono dati insignificanti quando si cerca di valutare Backrooms. Numeri che sono piaciuti, poi, anche a coloro che di cinema horror ne masticano, artisticamente ed economicamente, tanto che qui ci si mette a produrre James Wan con la sua Atomic Monster, la Phobos di Osgood Perkins (Longlegs, 2024), Shawn Levy (quello di Stranger Things) con la sua 21 Laps, e la distribuzione se la accalappia la A24, nota per i suoi elevated horror. Parsons, giunto a 21 anni, si vede attribuire un budget di 10 milioni di dollari, cosa che ha permesso la costruzione fisica di circa 2700 mq di set in quattro studi di Vancouver, per realizzare il suo incubo liminale, diventando il regista più giovane di sempre ad aver realizzato un successo al botteghino che ha conquistato il primo posto in tutto il mondo. Il soggetto del film paga pegno a diverse suggestioni filmiche precedentemente realizzate, le quali vanno da Lynch (penso soprattutto all'ultima serie di Twin Peaks realizzata nel 2017), poi Shining (1980) e il suo Overlook Hotel come immenso spazio liminale, soprattutto se si considerano le alterazioni temporali che avvengono in esso; penso anche alla miniserie the Lost Room (2006) o a Vivarium (2019), o ai contained thriller come Cube (1997) o il più moderno Exit 8 (2025), figlio delle stesse logiche. Ciò che rende il film stratificato ed eccellente è la sua “tripolarità”, ovvero il fatto che si sviluppa attraverso tre assi e lo fa, per ognuno, in modo più che valido. Il primo polo, o almeno il più evidente, è relativo all'esplorazione; quest'ultima viene svolta, all'inizio, secondo risapute tecniche di found footage e shaky-cam che banalizzano un po' il processo esplorativo e la volontà di atterrire il pubblico. Nel prosieguo, tuttavia, l'esplorazione apre ad una genuina curiosità ambientale, fino a comprendere l'immensità e l'incoerenza euclidea di quegli spazi, i quali, però, ci verrà spiegato, hanno una loro logica. Il secondo nodo, seguendo una tendenza ormai consolidata nel cinema contemporaneo, intreccia la dimensione horror con i temi del trauma e, qui, anche della psicoterapia ad esso associata. Lo si fa su due livelli: da un lato, attraverso il passato di Clark e Mary; dall'altro, trasformando i ricordi stessi in “materia prima” dello spazio extra-dimensionale. Le Backrooms verranno definite una "copia difettosa e mal ricordata" della realtà quotidiana - uffici, abitazioni, corridoi - deformata dalla sovrascrittura della memoria e dall'erosione del tempo, coerentemente con il modo in cui la mente ricorda (cfr. i Langolieri, 1995). A questo proposito, è la società Async, che sta cercando di studiare il fenomeno, il punto più debole, mal sviluppato e, forse, inutile del film perché aggiunge poco alla narrazione o la banalizza introducedo la solita multinazionale che sa tutto e che tutto tiene segreto. Piace, del lavoro di Parsons, come esso faccia emergere chiaramente - e siamo al terzo fattore - il concetto di "hauntologia" di cui parlava il Mark Fisher (il filosofo a firma k-punk) per il quale il presente è una continua riedizione del passato, e noi vivremmo una sorta di nostalgia al contrario, il lutto per un futuro innovativo che non è mai arrivato, nonostante il mondo iperconnesso di oggi. Ecco, quindi, il fascino per il passato e per le “sue cose”, rifugio anche per giovani che quel passato analogico neppure lo hanno mai vissuto. Insomma, un cinema del futuro profondamente ancorata al passato e ai temi del passato: il trauma, la memoria, un mondo “altro” alternativo alla frustrante realtà attuale, quella, nella fattispecie, del protagonista che sfugge/fallisce ogni cosa della sua vita e finisce per sentire che il passato, pur con le sue mostruosità, è un luogo di comfort. A questo fine, si istruisce una “cena” fra Renate Reinsve e Chiwetel Ejiofor che pare una rilettura post-post-moderna dell'abominevole tavolata di Non aprite quella porta (1974). Fra spunti di riflessione interessanti e topografie inquietanti, Backrooms esercita un elevato fascino che non termina a schermo spento. Difficile non rimanere affascinati dalla costruzione sensoriale (ottimo il sound design) architettata dal talentuoso Parsons, un universo liminale, un non-luogo senza coordinate, familiare eppure alieno, che pare esistere senza alcuna sostanziale spiegazione se non come sinistra eco delle nostre vite. Promosso e con tanto di voto un po' gonfiato per questo film che è vero figlio dei tempi nei quali è stato prodotto e, per questo, reca in sé, modi, temi e angosce del suo mondo.
TRIVIA
Kane Parsons (2005) dixit: “La maggior parte dei miei sogni ruota attorno all'architettura o è incentrata sulla memoria spaziale. Nella vita di tutti i giorni, sono molto concentrato sugli edifici e sulle relazioni spaziali. Quando ho realizzato il primo cortometraggio per Backrooms, parte della direzione creativa consisteva nel ricreare quella sensazione di sognare nella casa d'infanzia, ma poi svegliarsi e rendersi conto che il luogo in cui ci si trovava era completamente diverso dalla versione del mondo reale. È come se le informazioni semantiche di quel luogo fossero state tutte rimescolate e applicate erroneamente a qualcos'altro, ma tu ci credessi e lo percepissi comunque come reale. È casa tua, ma estrapolata: questi luoghi non esistono e a volte si comportano in modo strano. Dal punto di vista emotivo, è da lì che derivano molte delle scelte di design.” (Interviewmagazine.com)
⟡ La produzione ha costruito un set di circa 2700 mq (poi combinati con effetti visivi digitali), il che, in alcune circostanze, ha portato alcuni membri della troupe a disorientarsi sul set.
⟡ Il thread di 4chan del 2019 da cui originò tutto il mito di Backrooms conteneva un'unica immagine fissa di stanze gialle vuote e diceva: «Se non stai attento e passi attraverso una parete (to noclip out) per uscire dalla realtà nelle zone sbagliate, finirai nelle Backrooms, dove non c'è altro che la puzza di moquette vecchia e umida, la follia del giallo uniforme, il rumore di fondo infinito delle luci fluorescenti al massimo del loro ronzio e circa seicento milioni di miglia quadrate di stanze vuote segmentate a caso in cui rimarrai intrappolato. Che Dio ti aiuti se senti qualcosa che si aggira nelle vicinanze, perché di sicuro ti ha già sentito.».
⟡ Clark entra nell'universo delle backrooms attraversando un muro; cadere dal terreno o dal pavimento e attraversare gradualmente o attraversare i muri è stato definito Noclipping. Questo termine deriva dai videogiochi e indica un cheat code che consente al giocatore di superare, col personaggio che governa, i confini fisici come i muri e il terreno.
⟡ In prossimità dell'uscita del film, è stata attuata una strategia di guerrilla marketing, in cui i dipendenti di ASYNC in tute protettive hanno posizionato delle repliche dello stipite delle porte con nastro blu visto nel film in luoghi urbani. Alcune di queste località includevano luoghi famosi legati al mito di Backrooms, come l'Holiday Inn al London Heathrow Airport.
⟡ A 19 anni, Kane Parsons è diventato il regista più giovane connesso alla A24, iniziando la produzione dopo il diploma di scuola superiore. Si tratta del primo film A24 a incassare oltre 50 milioni di dollari in patria e oltre 100 milioni in tutto il mondo nel suo weekend di apertura.
⟡ Mark Duplass, regista di Creep (2014) e attore in Backrooms nei panni di Phil, ha difeso Kane Parsons dalle voci online secondo cui non avrebbe effettivamente diretto il film. Duplass ha risposto a un utente: «Mmm, con tutto il rispetto non ricordo di averti visto sul set. Quando ero lì, Kane aveva il controllo al 100%. Più di tanti registi che hanno il triplo della sua età». Potrebbe piacerti questo film. Potrebbe non piacerti. Ma dovresti sapere che Ken è l'unico regista».
⟡ L'ingresso alle Backrooms utilizzato dalla maggior parte dei personaggi si trova nel seminterrato di un negozio di mobili. La foto originale di Backrooms è stata scattata da Bill Magritz nel 2002, tre anni prima della nascita di Kane Parsons, in un negozio appena chiuso a Oshkosh, nel Wisconsin, chiamato Rohner's Furniture. L'origine della foto era stata dimenticata fino a quando non è stata riscoperta nel 2024 dopo un'indagine su Internet condotta dai fan della serie YouTube. L'identità di chi ha caricato la foto su 4chan rimane un mistero.
⟡ Il film contiene la canzone perduta «Ulterior Motives» (nota anche Everyone Knows That o con l'acronimo EKT), che ha guadagnato popolarità nel 2021 dopo che uno snippet di 17 secondi allora non identificato, che fu di conseguenza classificato come media perduto. La storia di questo brano perso e poi ritrovato la potete trovare su Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Everyone_Knows_That).
⟡ Le voci straniere che si sentono registrate nella scena in cui Clark entra nei Backrooms provengono direttamente dal disco della sonda Voyager 2, con l'estratto specifico che dà il benvenuto agli eventuali extraterresti sulla Terra.
⟡ Il titolo portoghese brasiliano è «Un non-luogo», che fa riferimento all'omonimo neologismo coniato dall'antropologo francese Marc Augé per riferirsi a spazi antropologici di transitorietà in cui gli esseri umani rimangono anonimi e che non hanno abbastanza significato per essere considerati «luoghi» nella loro definizione antropologica. Esempi di non-luoghi potrebbero essere le autostrade, le camere d'albergo, gli aeroporti e i centri commerciali.
⟡ Come influenze creative su questo film, il regista Kane Parsons ha citato la serie Mr. Robot (2015-2019), il film One Hour Photo (2002), il videogame Portal (2007), il mockumentary Punishment Park (1971) e l'anime Paranoia Agent (2004).
⟡ Il film è stato girato a Vancouver, in Canada, con il titolo provvisorio «Effigy».
⟡ Lo scadente film di fantascienza che viene proiettato sulla TV di Clark è la commedia natalizia ben nota in USA e meno da noi Santa Claus conquers the Martians (1964).
⟡ Uno spot televisivo dedicato a «Cap'n Clark's Ottoman Empire» è stato trasmesso su Pluto TV, con un numero funzionante - (408) 357-2875 - al quale si potevano inviare fax.
⟡ Un cartello nel film fa riferimento a «Reverchon Realty». Si tratta di un riferimento a Julian Reverchon, un botanico franco-americano la cui effigie in cartapesta, nota come «The Rolling Giant», è il fulcro della serie YouTube the Oldest view (2023) di Kane Parsons.
⟡ Intorno al momento 1:01:22, il film che Phil e la sua famiglia stanno guardando in televisione è la Storia infinita (1984), un altro film sulla fantasia che si scontra con la realtà.
⟡ Diversi registi hanno elogiato il film e il suo successo commerciale, in particolare Steven Spielberg ha elogiato l'ingegnosità di creare film così redditizi e avvincenti con micro-budget.
⟡ Sir Christopher Nolan è un fan del film, ed ha fatto notare che alcune parti del film «sono come David Lynch nella sua forma più oscura».
⟡ Gli studi hollywoodiani hanno iniziato a contattare Kane Parosons, dopo aver visto la sua serie YouTube nata nel 2022, già l'anno subito successivo. Tra tutti gli studios, A24 lo ha convinto.
⟡ Parsons ha confermato che continuerà a realizzare i video di «Backrooms» su YouTube in concomitanza con il lavoro sui futuri film del franchise Backroom dopo il successo di questo film.
⟡ Grazie al successo di questo film ed Obsession (2025), il regista Steven Spielberg si è accodato al ritrovato interesse di Hollywood per l'horror nato online acquistando i diritti di the Mandela Catalogue (2021) che parla di entità soprannaturali chiamate «Alternative» le quali imitano gli umani in modi grotteschi. La serie racconta la storia attraverso vecchie cassette VHS, trasmissioni di emergenza e filmati di sicurezza ed è ambientata nella fittizia contea di Mandela, nel Wisconsin.
⟡ La mosca che appare durante il primo ingresso di Mary nei Backrooms era una vera mosca appena apparsa sul set che non voleva andarsene; così, il regista ha avuto l'idea di incorporarla nella narrazione includendola in diversi momenti, incluso il momento cruciale in cui Mary la vede volare attraverso il muro.
⟡ L'entità Pirate Clark è stata interpretata da un ex giocatore di basket universitario rumeno alto 321 cm, Robert Bobroczkyi. Questo è il secondo ruolo cinematografico importante di Bobroczkyi; il suo primo è stato il ruolo dell'ibrido umano/aliene/ingegnere chiamato Offspring in Alien: Romulus (2024).
⟡ I famigerati Backrooms Bacteria, noti nel progetto YouTube, non vengono mostrati o menzionati nel film. I batteri sono entità gigantesche, deformi, nere, simili a figure stilizzate, veloci e violente.
⟡ Le Still Life o Still Lifes sono entità umanoidi originarie delle Backrooms. Teoricamente, queste creature vengono create attraverso i ricordi di persone che sono entrate nei Backrooms. Sono distorte e dall'aspetto anomalo a causa dei tentativi di Backrooms di duplicare gli esseri umani, in modo simile a come l'intelligenza artificiale spesso crea arte che si traduce in figure umane dall'aspetto strano che finiscono con tratti del viso deformi, un numero errato di dita o occhi, ecc. Oltre a ciò, una teoria suggerisce che Backrooms sia un universo alternativo, una gigantesca macchina simile alla risonanza magnetica che scansiona i ricordi delle persone quando le persone vi entrano. Questi ricordi vengono poi utilizzati per ricreare a casaccio entità umanoidi in tempo reale, ma le ricreazioni non sono mai perfette. A seconda della singola entità, possono essere ostili e omicide o innocue. Inoltre, possono emettere urla e rumori distorti o tacere. Nel film, il pirata Clark viene mostrato come la Natura morta creata dalla mente di Clark.
⟡ Nel film viene mostrato un omicidio che replica in qualche modo il dipinto “Saturno divora suo figlio” del pittore Goya.
Fast rating
Titolo originale
Id.
Regista:
Kane Parsons
Durata, fotografia
126', colore
Paese:
USA
Anno:
2026
Generi e Temi
Contained thriller, Weird, Sci-Fi, Spooky fest, Found footage
Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
