Obsession
Voto:
Bear, diminutivo di Baron, (Michael Johnston) è innamorato da tempo immemore della sbarazzina brunetta Nikki (Inde Navarrette) e viene aiutato dall’amico Ian (Cooper Tomlinson) a conquistarla. In realtà, l’impacciato ed insicuro Bear, certo con spirito incredulo, pensa di cavarsela con un giochetto comprato in un negozio: si tratta del One Wish Willow, una sorta di bastoncino che va spezzato nel momento in cui si esprime un desiderio e questo rito garantirebbe che il desiderio venga esaudito. Incredibilmente, la cosa funziona e, di punto in bianco, Nikki si innamora di bear come nessuno mai potrebbe amarlo in vita sua, il che significa, nella pratica, in un modo folle e inquietante.
LA RECE
Fenomeno horror a micro-budget, forte di incassi globali sbalorditivi, si inserisce a pieno titolo in quel filone contemporaneo che mescola sadismo, violenza e ironia pop, in questo caso legata alla dinamica relazionale e al desiderio egoista (maschile) come vera e propria maledizione ontologica. La narrazione, tuttavia, finisce per cedere sotto il peso di una scrittura debole e ripetitiva.
Rappresentazione filmica del noto adagio: “Attento a ciò che desideri perché potresti ottenerlo”; ovvero, storia di un desiderio egoista che si tramuta in maledizione ontologica. Il tutto impacchettato in un horror a micro-budget (750.000 dollari) che pare aver conquistato tutti (500 milioni di dollari di incassi globali!) perché parla di giovani, relazioni tossiche, femminilità violata o, a piacere di chi guarda, femminilità violenta. Il lavoro di Curry Barker, sketch comedian YouTube, si presenta come manuale operativo di quella corrente che i critici anglosassoni hanno battezzato Creggerification, cioè l'innesto post Barbarian (Zach Cregger, 2022) di sadismo, violenza, ironia pop e commedia. Barker ci narra con sicurezza da veterano, ivi compresa una valida fotografia, quanto possa essere mostruosa la fragilità personale, l’incapacità di accettare ciò che si ha intorno, preferendo rimanere appesi a sogni e desideri autocentrati, e quanto, da tutto ciò, non possano che esitare disastri. Se l’epicentro dello spettacolo è dato dalle azioni e dalle facce pazze di Inde Navarrette, persa in un rutilante show di smorfie, distorsioni vocali, oscillazioni tonali ottenute interamente con effetti pratici, in realtà il pivot tragico del film è l’insostenibile inefficienza di Bear, il quale non solo, come un bambino, spera di cavarsela in una dinamica relazionale votata al NO tramite una soluzione magica (qui il One Wish Willow come il Wishmaster o la Scimietta) ma, poi, una volta sprofondata “l’amata” - dovute virgolette - in un inferno di perdita di libero arbitrio, lui traccheggia vigliaccamente rivestendo il suo egoismo con questa insopportabile patina di inefficienza. Molti spettatori hanno criticato il film proprio per la sostanziale lassità di Bear che non fa le cose più banali che andrebbero fatte e temporeggia in modo insensato. D'altra parte, non ci sarebbe orrore per Nikki se non ci fosse stata la premessa dell’inefficienza di Bear che trasforma il desiderio in maledizione etero- ed autoinflitta, un boomerang esistenziale. Bear entra in scena partendo da un baratro emotivo universale: la frustrazione di chi ama senza essere ricambiato, intrappolato in una friendzone (dannazione infondo autoimposta) che lo spinge a tentare l'impossibile pur di spezzare la propria paralisi interiore. Bear è un villain? Non proprio. È un incauto, un fragile, un immaturo che, battendo i piedi per ottenere ciò che vuole - e non può, non deve avere! - si macchia di una colpa che appare nella sua gravità solo quando è ormai troppo tardi. In quel momento, anche lui si rivela prigioniero di sé stesso, come la povera Nikki, la quale, sprofondata nell'inferno della maledizione del One Wish Willow, ha perso agency, ama il proprio carnefice; la disgraziata, ogni tanto, fa capolino, iniziando a urlare come se si fosse appena svegliata da un incubo. E quando si è sprofondati in un disagio di tale portata, l’unico modo (che pare) sensato per riavvolgere il nastro è la morte. L’argomento, di una sua complessità, viene un po’ ridotto da Barker a lettura woke, in quanto, rivelato il fondo misogino del “bravo ragazzo”, della bella Nikki viene solo espresso quell’eco di disperazione di cui sopra e, poi, un sacco di violenza fisica e psicologica, che ad alcuni è parso originale ribaltamento delle dinamiche violente degli horror, ma che è, invece, per negativo, l’esasperazione di una posizione femminile di totale passività verso il “male gaze” che, qui, diventa “evil eye”. Una lettura psicologica assai parziale e poco utile, soprattutto circa la agency femminile, ma, nella circostanza, evitiamo ulteriori approfondimenti psicologici. D’altra parte, se la sostanza tematica è indubbiamente presente, questa si rende chiara molto velocemente e la reiterazione della dinamica Bear/Nikki finisce per dire tutto ben prima che il film sia finito; per cui, se non si giugne tediati al termine, è perché si viene destati dalle urla della giovane e dalle sue estreme (eufemismo) esplosioni di rabbia. I comprimari, poi, Ian e Sarah (Megan Lawless) restano funzioni narrative più che personaggi. Vero che la corniche, i protagonisti e il linguaggio del film colpiscono nel segno, inteso i gusti della nuova generazione di spettatori, e il film incassa più di 600 volte ciò che era stato speso. Personalmente la pellicola, pur ben fatta, mi ha lasciato delle perplessità: forse dipende dal fatto che in esso non ho visto alcun mistero, nessun vero doppio fondo - a parte la fantomatica azienda che vende il One Wish Willow - ma solo dinamiche già squadernate. Sarà quello. O anche che questa fiaba nera d’amore sarebbe andata benone anche come corto EC Comics tipo Creepshow, visto il meccanismo del negozio che vende il Congurt che porta con sé una terribile maledizione… E questo è male! Infatti, badate, la trama di Obsession è molto simile a quella di Loved to Death (1991) episodio di I racconti della cripta (1989), a propria volta variante dell’episodio Miele Amaro (1960), episodio di Ai confini della realtà (1959-1964); in questi corti si narra di un giovane ossessionato che ottiene una pozione d'amore per conquistare l'affetto di una donna indifferente, solo per trovarla insopportabile, portandolo a cercare un antidoto letale. Entrambe le storie risalgono al racconto “the Chaser” di John Collier, pubblicato originariamente sul The New Yorker il 28 dicembre 1940. Insomma, per dire che è dura essere davvero originali! Double-bill proposto, in quanto si tratta lo stesso tema ma in chiave tech: Companion (2025).
TRIVIA
Curry Barker (1999) dixit: “Il casting di Nikki è stato un processo piuttosto complesso. Sapevamo fin dall’inizio che, se Nikki non avesse funzionato, il film non avrebbe funzionato. Michael aveva quel mix di goffaggine e oscurità che mi ha fatto capire subito che era Bear. È interessante notare che quando Inde e Michael erano insieme, non c’era alcuna chimica tra loro, il che era perfetto per la storia. È proprio questo il punto. Avevo scritto Nikki come una dolce ragazza della porta accanto, ma Inde ha portato in scena una sfrontatezza da “amico del cuore” che ha relegato Bear nella “zona amici”. Era perfetta. Ma non sapevo davvero fino a che punto Inde avrebbe spinto il personaggio di Nikki. È stato incredibile vedere cosa ne ha fatto.” (Focusfeatures.com)
⟡ Il film, girato a Los Angeles nell'ottobre 2024 in 26 giorni in totale e con un budget dichiarato di 750.000 dollari, una volta presentato al Midnight Madness al Toronto International Film Festival il 5 settembre 2025, è stato subito agganciato dalla Focus Features che ne ha acquisito i diritti di distribuzione per 15 milioni di dollari o più dopo una guerra di offerte conclusa in circa 24 ore, il prezzo più alto per un film di genere nella storia del festival. Entro il terzo fine settimana di proiezione, Obsession aveva incassato 100-200 volte il budget di produzione e oltre dieci volte quello che Focus Features aveva pagato per acquisirlo.
⟡ La mia citazione dei Simpson non è del tutto fuori luogo. Il regista ha rivelato che l'incorporazione della trama del «desiderio» è avvenuta dopo aver rivisto la puntata La paura fa novanta II (1991). Del Congurt, però, si parlava in La paura fa novanta III (1992).
⟡ Le scene del negozio di musica sono state girate presso il vero Cassell's Music, situato al 901 di North Maclay Street a San Fernando, in California. Questo è lo stesso negozio di musica in cui sono ambientate le scene Fusi di testa (1992), in cui Mike Myers si strugge per una Fender Stratocaster del 1964 in Classic White. Cassell's Music ha chiuso nel 2025 dopo quasi 78 anni di attività, poco dopo la fine delle riprese della produzione nel 2024.
⟡ Direttore Curry Barker reclutò suo padre, il drammaturgo Jeff Barker, per scrivere il monologo di Nikki su Hansel e Gretel, con l'intenzione che il brano avesse un tono autoriale distinto dal resto della sceneggiatura. Jeff Barker è stato anche consulente di sceneggiatura per la produzione e appare sullo schermo come presentatore del trivia.
⟡ L’amministratore delegato della Blumhouse, Jason Blum, è rimasto molto impressionato dal lavoro del regista Curry Barker: «Ciò che ha ottenuto Curry con Obsession (2025), con quel budget e quella tempistica, è davvero impressionante. Risulta come qualcuno che avesse realizzato lungometraggi per tutta la sua carriera».
⟡ Amy Vega, la madre di Curry Barker, è stata reclutata per disegnare il packaging del One Wish Willow nella sua veste professionale di graphic designer.
⟡ Barker aveva pianificato di fare alcune riprese aggiuntive per la scena della festa solo per scoprire che la casa utilizzata per le riprese della festa era completamente bruciata nell'incendio di Palisades del 2025.
⟡ Barker ha tratto ispirazione per il meccanismo a scatto del One Wish Willow da una penna scherzosa con cui giocava da bambino.
⟡ Per interpretare Nikki, Inde Navarrette ha preso ispirazione da Megan Fox nel film Jennifer's Body (2009), Toni Collette in Hereditary - Le radici del male (2018) e Mia Goth in Pearl (2022).
⟡ La produttrice Christian Mercuri ha consigliato per il casting Inde Navarrette dopo aver lavorato con lei in Trap House (2025), non onorando la sua consueta abitudine di lasciare le decisioni di casting al regista e ai produttori che supervisionano le riprese.
⟡ La scena della cena al ristorante (cioè dove Nikki dice «No, no, no») è stata girata al ristorante Little Toni's a North Hollywood.
⟡ Curry Barker ha citato il film horror giapponese Pulse - Kairo (2001), diretto da Kiyoshi Kurosawa, come ispirazione.
⟡ Ogni scena di guida è stata filmata in interni con lo scenario di passaggio proiettato su uno schermo a LED all'esterno dell'auto.
⟡ I registi Edgar Wright, Francis Ford Coppola, Ram Gopal Varma e Mark Duplass hanno tutti elogiato il film. Varma ha definito il film un «punto di svolta» che potrebbe azzerare il modo in cui Hollywood considerava i film che funzionano al botteghino.
⟡ Il bar in cui tutti i personaggi bevono all'inizio si chiama «Barkers Bar», un cenno al regista.
⟡ Curry Barker ha rivelato che il suo prossimo film, Anything but ghosts (2027), è ambientato nello stesso universo di Obsession e conterrà una scena con la notizia di un triplice omicidio commesso da una donna...
⟡ Il regista Barker ha doppiato il rappresentante del servizio clienti del One Wish Willow che parla con Bear (Michael Johnston) quando il suo personaggio chiama la linea di assistenza. Barker ha registrato i suoi dialoghi sul suo telefono mentre montava il film dalla sua camera da letto, cambiando le battute per adattarle al montaggio.
Fast rating
Titolo originale
Id.
Regista:
Curry Barker
Durata, fotografia
109', colore
Paese:
USA
Anno:
2025
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
