Missili sulla Luna

-

Voto:

Remake ufficioso di Cat-Women of the Moon (1953) e tagli provenienti da Destinazione Luna (Rocketship X-M, 1950), nonché cheap in tutto, dal razzo alle vincitrici di concorsi di bellezza in body da ballo. Camp involontario o voluto e proiezione adolescenziale al servizio del mito della donna lunare. Dietro, la stessa casa di produzione, la Astor Pictures. Il regista Richard E. Cunha (1922-2005), in quegli anni in piena trance cinematografica con una serie di low-budget - She Demons, 1958; Giant from the Unknown, 1958; Frankenstein's Daughter (1958) - approccia la materia con un minimo di mistero, benché assolutamente assurdo. Lo sceriffo Cramer (Lee Roberts), sulle tracce degli evasi Gary Fennell (Tommy Cook) e Lon (Gary Clarke), raggiunge il laboratorio dello scienziato Dirk Green (Michael Whalen) che sta ultimando in gran segreto un razzo per la Luna. I fuggitivi si sono già nascosti a bordo; Green copre la loro presenza e poi, pistola alla mano, li arruola come equipaggio. Al lancio si ritrovano imbarcati anche il socio Steve Dayton (Richard Travis) e la fidanzata June Saxton (Cathy Downs). Una tempesta di meteoriti uccide Green, che prima di spirare consegna un medaglione a Steve. Sulla Luna, dopo la fuga da improbabili creature di pietra, i quattro finiscono prigionieri di una civiltà sotterranea di sole donne guidata dalla regina Lido (K.T. Stevens), evidente gioco fonetico con il lemma "leader": l'ossigeno si sta esaurendo e il medaglione fa credere che Steve sia un lunare tornato in patria. Alpha (Nina Bara), la vice, uccide la sovrana per usurparne il trono; Lambda (Laurie Mitchell) si innamora di Gary, avido dei diamanti che tappezzano le grotte, mentre Zema (Marjorie Heller, poi nota come Leslie Parrish) sceglie Lon. Un ragno gigante e il gas velenoso chiudono il conto. Quindi, al di là dell’assurdità di due giovani evasi che trovano rifugio in un razzo, abbiamo anche il tema di uno scienziato, Green, che paradossalmente costruisce il razzo per la prima volta ma sarebbe già stato sulla Luna. E vabbè. La produzione trasuda povertà, a partire dalla superficie lunare, con tanto di piante, che altro non sarebbe se non il Red Rock Canyon californiano. Per non parlare del tema della gravità lunare del tutto bypassato; quello dell’atmosfera che sulla Luna non c’è ma in questo film, nelle grotte, sì. Il valore aggiunto, ad ogni modo, è l'apparizione delle lunari: interpretate, come sottolineano i titoli, da international beauty contest winners, ragazzotte dal sorriso smagliante che sfilano in body da ballo, bracciali metallici e acconciature voluminose. È qui che il film prende posto nel filone delle fantasie spaziali della Space Age (cfr. Fire Maidens of Outer Space, 1956; la Regina di Venere, 1958) per il quale astronauti maschi approdano su mondi abitati da sole donne pronte a farsi introdurre... al buon vecchio amore terrestre. La Luna, quindi, diventava il palcoscenico dell'immaginario adolescenziale maschile con belle donne dell’altrove, spose disponibili e di esotismo ineguagliabile. Pur vero che in Missili sulla Luna, le due aliene Lambda e Zema muoiono entrambe: pena capitale per aver scelto un terrestre al posto della propria specie in via di estinzione; una moralità di sottofondo che oggi commuove più che scandalizzare. Resta l'immagine di Gary arrostito dal sole lunare per non aver saputo staccarsi dai suoi diamanti: piccolo memento western in tuta spaziale. Film per i pochi che sanno godersi il vecchio fantascientifico in bianco e nero, ed ottimo anche per la pennichella postprandiale.


Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di medio livello

Titolo originale

Missile to the Moon

Regista:

Richard E. Cunha

Durata, fotografia

78', colore

Paese:

USA

Anno:

1958

Generi e Temi

Sci-Fi, Alieni e UFO

Scritto da Exxagon nell'ottobre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0