She Demons

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Voto:

Delizioso artefatto del cinema exploitation di fine anni Cinquanta, curiosa intersezione fra avventura esotica, mad science e iconografia da rivista pulp. Richard Cunha, reduce da Giant from the Unknown realizzato per la Astor, necessitava di un secondo titolo da abbinare in double-bill. Con lo sceneggiatore H.E. Barrie, Cunha assemblò in tempi record questa fantasia tropicale; il duo Cunha-Barrie avrebbe poi replicato la formula con la Figlia di Frankenstein e Missili sulla Luna, entrambi del ‘58, consolidando un sodalizio creativo specializzato in pulp a basso costo. La vicenda segue un gruppo di naufraghi su un'isola dei Mari del Sud: l'eroico marinaio Fred (Tod Griffin), la viziata ereditiera Jerrie (Irish McCalla, all'epoca celebre per il ruolo televisivo di Sheena in Sheena: Queen of the Jungle, 1955-1956) e il fedele Sammy. L'isola si rivela un concentrato di minacce improbabili: donne indigene dal volto demoniaco, un vulcano in ebollizione, jet americani che la usano come poligono di bombardamento e, dulcis in fundo, un manipolo di nazisti superstiti guidati dallo scienziato Karl Oster (Rudolph Anders), impegnato in esperimenti per restituire la bellezza alla moglie sfigurata Mona (Leni Tana). Il film procede con allegra noncuranza della verosimiglianza, accumulando meraviglie impossibili. McCalla, più affascinante delle stesse “She Demons” relegate a un breve balletto e poco altro, incarna la socialite capricciosa che si redime, non prima di aver lamentato la perdita della sua "mutandina di cashmere". L’attrice incarna quell'archetipo della "amazzone bionda" che il cinema americano degli anni Cinquanta cercava ossessivamente, da Anita Ekberg a Mamie Van Doren, e che trovava nel fumetto e nella serialità televisiva i suoi territori d'elezione. Poi, abbiamo Oster che offre non solo il necessario villain europeo ma anche una precoce anticipazione del naziploitation, con tutta la presenza dei suoi elementi fondanti: il nazista che conduce esperimenti su cavie femminili, l'ambientazione claustrofobica del bunker, la mescolanza di erotismo e crudeltà. Il debito più evidente di She Demons è, però, verso H.G. Wells e il suo l'Isola delle anime perdute (1932) di Erle C. Kenton con Charles Laughton: come Moreau, Osler è uno scienziato esiliato che conduce esperimenti di trasformazione corporea su un'isola remota; come Moreau, egli crea creature ibride che incarnano l'ansietà per i confini tra umano e non-umano; come Moreau, il nazista viene, infine, distrutto dalla propria hybris. She Demons, tuttavia, e come atteso, non è un buon film praticamente in tutti i suoi comparti, e anche per gli standard dell’epoca. Eppure, proprio nella sua candida assurdità, il film conserva un fascino innegabile per l'appassionato di cinema di genere. Voto basso ma, personalmente, si tratta di un reperto che ho trovato gradevole; però è cine-vintage non per tutti.


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Titolo originale

Id.

Regista:

Richard E. Cunha

Durata, fotografia

77', b/n

Paese:

USA

Anno

1957

Scritto da Exxagon nel gennaio 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0