Nessuno ti salverà

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Solo tre giorni dopo l'uscita del film su Hulu, nientepopodimeno che Stephen King scrisse entusiasticamente sul suo account Twitter che No one will save you è: “Brillante, audace, coinvolgente, spaventoso. Devi tornare indietro di oltre 60 anni, a un episodio di Ai confini della realtà chiamato the Invaders (1961) per trovare qualcosa di remotamente simile. Davvero unico” (25 settembre 2023). E, infatti, Nessuno ti salverà può, in parte, sembrare il remake a budget elevato di quel lavoro del ’61 che venne scritto da Richard Matheson, una delle penne più note in ambito fantascientifico. In quell'episodio, Agnes Moorehead vestiva i panni di un'anziana donna di campagna attaccata da alieni in miniatura, dai quali si difendeva con ciò che aveva a portata di mano; i fattori notevoli di the Invaders erano la presenza di una sola attrice e l'assenza di dialoghi, a parte una voce fuori campo alla fine. Cosa racconta, invece, Nessuno ti salverà, prodotto dalla 20th Century Studios e, quindi, della Disney? Brynn Adams (Kaitlyn Dever) vive in una fattoria isolata nella cittadina di Mill River, dopo aver perso i genitori e la migliore amica Maude (Dari Lynn Griffin). La vita di Brynn, trattata come un'emarginata nella sua città natale anche dai genitori di Maude, viene sconvolta quando la sua casa viene invasa entità extraterrestri. Il regista Brian Duffield sembra osare un esperimento che riecheggia un cinema decisamente vintage, ovvero quello delle pochissime parole proferite, trasformando il silenzio in linguaggio e l'invasione aliena in metafora del ritorno del rimosso, coniugando l’eredità del cinema di invasione anni Cinquanta con le istanze psicologiche del nuovo millennio (qui gli alieni non sono “mini” ma sembrano i classici grigi). Tuttavia, l'ambizione simbolica del film incontra alcuni scogli nella seconda metà, in cui la ripetizione delle sequenze di caccia rischia di diluire l'efficacia dell'allegoria psicologica. Il film accumula progressivamente la propria tensione drammatica attraverso un'accurata disseminazione di indizi visivi - fotografie, corrispondenze epistolari, frammenti di memoria materializzati nell'inquadratura - costruendo un percorso di attesa che converge verso una rivelazione narrativa non del tutto convincente. L'epilogo, pur preannunciato da questa trama di segni, manifesta una certa forzatura nella sua natura e nelle modalità con cui viene dispiegato, dividendo tra chi vi scorge una risoluzione catartica e chi, invece, una forzatura narrativa. Kaitlyn Dever offre una prova attoriale notevole, trasformando il proprio corpo in strumento espressivo primario: è lei la vera forza gravitazionale del film, capace di tenere incollato alla visione lo spettatore anche quando la sceneggiatura mostra le proprie fragilità. E riconosciamo pure anche il validissimo apporto del sound design, dato che in un film senza dialoghi, il suono vale ovviamente molto. Di fatto, sono le intuizioni registiche e tecniche che conferiscono all'opera, non graffiante, una dignità che la rende meritevole di attenzione.


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Titolo originale

No One Will Save You

Regista:

Brian Duffield

Durata, fotografia

90', colore

Paese:

USA

Anno

2023

Scritto da Exxagon nel gennaio 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0