La Strega
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Voto:
Il racconto “Olesja” di Aleksandr Kuprin (1898) trapiantato dalle paludi della Polesia (Bielorussia, Ucraina) alle foreste del Nord scandinavo, per mano di una coproduzione franco-svedese che affida il tutto nelle mani di André Michel, artigiano del cinema poco noto e, poi, depositatosi nelle produzioni tv. Laurent Brulard (Maurice Ronet) è un ingegnere francese spedito in un angolo remoto della Svezia per tracciare una strada attraverso la foresta. Nel bosco, il giovane uomo formale incontra Ina (Marina Vlady), cresciuta in una capanna con la nonna Maila (Naima Wifstrand) e bollata dal villaggio come strega. E strega, in effetti, lo è: ama gli animali, guarisce ferite, fa inciampare gli antipatici, rimette in moto persino un'automobile in panne. Laurent ama Ina per ciò che vorrebbe offrirle, non per ciò che la ragazza è: lui vorrebbe ripulirla, vestirla e introdurla al Novecento, secondo il modello del Pigmalione coloniale che sente di amare qualcuno che, in realtà, sta per demolire per far emergere qualcosa di più socialmente consono (cfr. "Tarzan" di Edgar Rice Burroughs). Però, ok, almeno Laurent è attratto - ci mancherebbe, Marina Vlady è splendida! - e non scappa da Ina, cosa che, invece, sembra fare la comunità luterana autoctona. Il reverendo Hermansson (Rune Lindström), il possidente Lundgren (Eric Hellström) con la figlia Kristina (Nicole Courcel) - donna pure lei molto attraente e che sull'ingegnere ha messo gli occhi - affilano lentamente i forconi insieme alle comari che si riuniscono in chiesa con la stessa bonomia degli Hell’s Angels nell'hinterland di Pasadena. La sequenza all'uscita dalla messa, con le pie parrocchiane che si fanno branco, è un piccolo trattato di come l’atto e il tema spirituale possa avere sul popolo, non solo nessuna presa, ma una lettura del tutto ribaltata. E qui sta l'intuizione più interessante del film. Il cinema dell’orrore ci ha da sempre abituati a narrazioni in cui chi deride i tabù indigeni finisce per pagarne un prezzo altissimo, come accade, ad esempio, nelle classiche pellicole a tema mummia. In questo caso, però, il discorso è più complesso. Il protagonista maschile è coraggioso e virtuoso nel voler superare il folklore locale, ma si dimostra incapace di comprendere quanto l'ignoranza e le antiche usanze siano profondamente radicate nella comunità. Egli reputa, con troppa superficialità, che le superstizioni di quelle genti possano essere facilmente soppiantate dalla modernità di cui si fa portatore. Purtroppo, il prezzo di questa arroganza, seppur mossa da buone intenzioni, ricadrà sulla bellissima Ina, culminando in un finale cinico e drammatico. Molto prima di the Wicker man (1973), lo schema è già rovesciato: a soccombere non è il razionalista, ma la pagana. Vlady, allora diciassettenne, corre scalza fra gli alberi con i capelli biondi sciolti, ninfa ingenua e conturbante, con una macchina da presa che condivide, con tutta evidenza, il desiderio del protagonista, una "complicità" che rendere credibile il fatto che un uomo getti al vento carriera e buon senso per seguire una streghetta fra i cespugli. Ronet, a un passo da Ascensore per il patibolo (1958) e Delitto in pieno sole (1960), lascia già intravedere l'inquietudine opaca che farà la sua fortuna. la Strega che ci racconta della purezza di chi nasce fuori dall'istituzione contro il pregiudizio di chi la incarna, e premiato con l'Orso d'argento a Berlino, patisce un avvio lento e qualche svolta prevedibile; tuttavia, chi accetta di farsi stregare dalla malinconia - ivi compresa quella di una allure femminile, Vlady-Courcel, oggi irreperibile - (ri)troverà, con questo film, un gioiellino nordico dimenticato. Consigliato senza mettervi pressione. Triste nota finale di sincronicità Junghiana: proprio oggi che scrivo la recensione di questo film, mi raggiunge la notizia della morte di Marina Vlady (10 maggio 1938 - 24 settembre 2026). Portatevi a casa un bel ricordo di lei guardandola in questo film.
Fast rating
Titolo originale
La Sorcière
Regista:
André Michel
Durata, fotografia
97', b/n
Paese:
Francia, Svezia
Anno:
1956
Generi e Temi
Strega e Necromante, Folk, Drammatico, Sentimentale, Psicologico
Scritto da Exxagon nel settembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0