Angoscia
Voto:
Londra vittoriana, 1875. Paula Alquist (Ingrid Bergman), giovane cantante lirica, eredita la dimora di Thornton Square dopo l'assassinio irrisolto della celebre zia Alice, anch'essa soprano. Anni dopo, a seguito del matrimonio con il fascinoso pianista Gregory Anton (Charles Boyer), Paula fa ritorno nella casa dell'infanzia. Progressivamente, la donna inizia a sperimentare fenomeni inquietanti: oggetti che scompaiono, luci a gas che tremolano senza causa apparente, rumori provenienti dalla soffitta sigillata. È evidente che suo marito Gregory manipoli la donna e la svilisca anche davanti alla giovane domestica (Angela Lansubry) affinché perda progressivamente fiducia nella propria analisi di realtà. Isolata e spinta a credersi una psicolabile, Paula potrà contare solo sull'intervento dell'ispettore Brian Cameron (Joseph Cotten), insospettito dalle circostanze.
LA RECE
Capolavoro psicologico dal quale deriva il termine "gaslighting". Angoscia disseziona con lucidità clinica la manipolazione emotiva attraverso le interpretazioni magistrali di Ingrid Bergman (Oscar) e Charles Boyer. La regia di Cukor trasforma la dimora vittoriana in labirinto claustrofobico dove la violenza psicologica opera mediante distorsione sistematica della realtà percepita. Opera di persistente attualità che anticipa di decenni le riflessioni contemporanee sul controllo coercitivo nelle relazioni tossiche.
Tratto dal dramma teatrale "Angel Street" (1938) di Patrick Hamilton, Angoscia costituisce non solo un vertice nel genere del thriller psicologico hollywoodiano ma ha conferito al lessico psicologico contemporaneo il termine "gaslighting", che designa la manipolazione psicologica sistematica volta a far dubitare una persona della propria percezione della realtà, classicamente citato nei casi di relazione tossica. Il film di Cukor - remake del precedente britannico Gaslight (1940) di Thorold Dickinson a propria volta rifacimento di Gas light (1939) film per la tv - orchestra con maestria la discesa di Paula nell'abisso del dubbio di sé. La casa vittoriana, fotografata in modo eccellente da Joseph Ruttenberg (candidato all’Oscar per la direzione della fotografia), diventa labirinto kafkiano in cui ogni angolo nasconde minacce alla sanità mentale della protagonista. Le luci a gas - metafora centrale dell'opera - incarnano l'instabilità percettiva: quando Gregory fruga in soffitta alla ricerca dei gioielli di Alice, il consumo di gas fa effettivamente abbassare l'intensità luminosa nel resto della casa. Paula osserva il fenomeno, ma Gregory nega con fermezza, insinuando che la moglie abbia le allucinazioni. Ingrid Bergman offre un'interpretazione di rara intensità che le valse meritatamente l'Oscar. La sua Paula transita da giovane donna vulnerabile ma sostanzialmente autonoma, a figura spettrale consumata dal terrore di impazzire in un percorso che va dallo smarrimento iniziale, all'ansia crescente, dalla paralisi decisionale, fino alla resa quasi catatonica alla narrativa imposta dal marito. Charles Boyer costruisce un Gregory di inquietante plausibilità: non mostro caricaturale ma manipolatore sofisticato, capace di alternare tenerezza e crudeltà psicologica con disinvoltura. La sua performance cattura l'essenza della psicopatia narcisistica: l'assenza di empatia mascherata da sollecitudine, la proiezione della propria patologia sulla vittima, la necessità di controllo totale, ed un’ulteriore cifra, clinicamente verosimile, di antisocialità legata al tema del malloppo di diamanti da recuperare. D’altra parte, sul piano tematico, Gaslight anticipa di decenni riflessioni contemporanee sulla violenza psicologica con un’evidente quota di preconcetti di genere: Gregory sfrutta stereotipi vittoriani sulla fragilità femminile e sulla presunta predisposizione delle donne all'isteria - una diagnosi all'epoca molto comune - per legittimare la propria narrativa distorta. L'isolamento sociale imposto a Paula dal marito replica pattern di controllo coercitivo oggi riconosciuti come centrali nelle dinamiche di abuso di coppia. Particolarmente forte risulta la scena del concerto, nella quale Gregory orchestra pubblicamente l'umiliazione della moglie accusandola di aver rubato un orologio che lui stesso ha nascosto nella sua borsetta; Paula, davanti alla società londinese, sperimenta quella che la psicologia contemporanea definirebbe "invalidazione esperienziale": la propria percezione della realtà viene pubblicamente smentita da chi detiene maggiore credibilità sociale. Il film, insomma, cattura magistralmente come il gaslighting operi attraverso l'erosione sistematica dell'autoefficacia e dell'agency della vittima. Al termine, la risoluzione narrativa, con l'intervento salvifico dell'ispettore Cameron, riflette convenzioni hollywoodiane ma non sminuisce la potenza dell'analisi psicologica precedente. Notevole la scena finale: Paula, finalmente consapevole della manipolazione subita, inverte temporaneamente i ruoli con Gregory ormai smascherato, suggerendogli con freddezza chirurgica che forse sta impazzendo anche lui. Il momento offre catarsi ma pone interrogativi: quanto della serenità di Paula potrà essere recuperato e/o ripristinato dopo una siffatta demolizione emotiva? Ovviamente, e lo dico per esperienza professionale, il pieno recupero è possibile ma il processo di “depurazione dall'inquinamento” è cosa che, sovente, prosegue ben oltre la fine della relazione tossica. In un'epoca in cui il termine gaslighting è entrato nel discorso pubblico per descrivere tattiche interpersonali (ma anche sociopolitiche), il film di Cukor mantiene la propria valenza educativa: illustra con chiarezza cristallina come la violenza psicologica operi attraverso la distorsione della realtà condivisa piuttosto che attraverso la coercizione fisica esplicita. Un classico incluso, dall'American Film Institute, nel 2001, nella lista dei 100 film americani più emozionanti di sempre, e da Steven Schneider nella lista dei "1001 film da vedere prima di morire". Concordo.
TRIVIA
George Dewey Cukor (1899 - 1983) dixit: “Datemi una buona sceneggiatura e sarò un regista 100 volte migliore” (IMDb.com).
⟡ Dopo questo film, come detto tratto da un opera teatrale e rifacimento di un precedente film, ne seguirono diversi basati sul medesimo lavoro di Patrick Hamilton: Angel Street (film per la TV del 1946), Gaslight (film per la TV 1947), Gaslicht (film per la TV 1956), Gaslys (film per la TV 1957), Gaslight (film per la TV 1958), Gaslicht (film per la TV 1960), "ITV Play of the Week" Gaslight (Episodio TV 1960), Luce a gas (film per la TV 1966 diretto da Alessandro Brissoni con Gabriele Ferzetti), Gaslicht (film per la TV 1977).
⟡ Quando questo film fu prodotto, la MGM tentò di far distruggere tutte le copie della versione precedente, Gaslight (1940). Questi tentativi alla fine non ebbero successo, grazie soprattutto al fatto che la maggior parte delle copie del film del ’40 erano state erroneamente etichettate con il titolo Angel Street, il nome della versione teatrale del film del 1938. D’altra parte, il film del ’40 fu raramente visto nei decenni successivi. Ad ogni modo, la filiale britannica della MGM ritenne necessario rinominare la propria versione "The Murder in Thornton Square" per la sua uscita nel Regno Unito, al fine di evitare di dare l'impressione che si trattasse di una riedizione dell'originale.
⟡ Questo film è ambientato intorno al 1874 o subito dopo. Lo capiamo perché Gregory inizia a suonare “Die Fledermaus: Waltz” e dice che fa parte di una nuova operetta scritta da Johann Strauss, la quale debuttò, appunto, nel 1874.
⟡ L'opera teatrale originale e fonte della sceneggiatura era "Gas Light", conosciuta negli Stati Uniti come "Angel Street" scritta da Patrick Hamilton. Essa debuttò al John Golden Theater il 5 dicembre 1941 e rimase in cartellone per 1295 repliche. Il cast originale comprendeva Leo G. Carroll, Vincent Price e Judith Evelyn.
⟡ La prima volta che Ingrid Bergman incontrò Charles Boyer fu il giorno in cui girarono la scena in cui si incontrano alla stazione ferroviaria e si baciano appassionatamente. Boyer era alto quanto la Bergman e, per sembrare più alto, doveva salire su una scatola, che lei continuava a calciare inavvertitamente mentre entrava di corsa nella scena. Boyer indossò anche scarpe e stivali con tacchi di cinque centimetri per tutto il film.
⟡ La moglie di Charles Boyer, Pat Paterson, era incinta di quello che sarebbe stato l'unico figlio della coppia. Boyer e Paterson avevano cercato di avere un bambino per molti anni e Boyer era particolarmente nervoso durante le riprese del film. Tra una ripresa e l'altra, si precipitava a chiamare sua moglie per sapere come stava, dato che la data prevista per il parto si avvicinava. Il bambino sarebbe dovuto nascere dopo la partecipazione di Boyer al film, ma arrivò in anticipo mentre Boyer era sul set. Boyer scoppiò in lacrime quando venne informato della nascita del pargolo e informò il resto del cast e della troupe della cosa. La produzione del film fu interrotta per quel giorno e il cast e la troupe aprirono bottiglie di champagne per festeggiare la nascita. Chi voglia approfondire l’artista Charles Boyer e la sua tragica fine, segua il link legato al suo nome.
⟡ Il regista George Cukor suggerì a Ingrid Bergman di studiare i pazienti di un ospedale psichiatrico per imparare qualcosa sui crolli nervosi. Lei lo fece, concentrandosi in particolare su una donna, le cui abitudini e peculiarità fisiche entrarono a far parte del personaggio da lei recitato.
⟡ Angela Lansbury aveva solo diciotto anni quando recitò in questo film, il suo debutto cinematografico. Lavorava al Bullocks Department Store di Los Angeles, in California, e quando disse al suo capo che se ne sarebbe andata, lui le offrì di pareggiare la paga del suo nuovo lavoro, pensando che sarebbe stato simile al suo stipendio al Bullocks, pari a 27 dollari alla settimana (490 dollari aggiornati al 2025). L’uomo rimase piuttosto sorpreso quando lei gli disse che avrebbe guadagnato 500 dollari alla settimana (9150 $ del 2025).
⟡ Sebbene alla fine si fosse affezionata molto al ruolo e avesse insistito per recitare in questo film, Ingrid Bergman inizialmente era riluttante ad accettare la parte di Paula. La Bergman si considerava una donna molto forte e indipendente e temeva di non riuscire a interpretare in modo convincente un personaggio timido e fragile. Alla fine, la Bergman fu molto orgogliosa della sua interpretazione di un personaggio debole; la considerò una delle sue più grandi sfide come attrice.
⟡ La scena nella quale Angela Lansbury accende una sigaretta contro il volere di Ingrid Bergman dovette essere rimandata fino alla fine delle riprese. La Lansbury aveva solo diciassette anni quando iniziarono le riprese e, essendo minorenne, doveva essere sorvegliata da un assistente sociale che le proibiva di fumare; quindi, la scena dovette essere rimandata fino al suo diciottesimo compleanno. Quando Lansbury arrivò sul set il giorno del suo compleanno, Bergman e la troupe avevano organizzato una festa per lei e la scena della sigaretta fu girata subito dopo i festeggiamenti.
⟡ Ingrid Bergman ha ricevuto il primo dei suoi tre premi Oscar per la sua interpretazione in questo film. Gli altri due Oscar furono per Anastasia (1956 - miglior attrice protagonista per il ruolo della granduchessa russa), Assassinio sull’Orient Express (1974) - miglior attrice non protagonista per il personaggio di Greta Ohlsson.
⟡ Nella sua autobiografia, Ingrid Bergman definì Charles Boyer l'attore più intelligente con cui avesse mai lavorato e uno dei più gentili. "Era molto colto e istruito, e così diverso".
⟡ Lo sceneggiatore John Van Druten suggerì al regista George Cukor di fare dei provini ad alcune delle figlie di Moyna MacGill per un ruolo nel film; quest’ultima era una nota attrice inglese che era diventata rifugiata durante la Seconda guerra mondiale. Angela Lansbury fu la prima delle figlie di MacGill a sostenere l'audizione di Cukor. Lansbury non aveva mai recitato prima del provino, ma stupì Cukor con il suo talento naturale e la sua professionalità, mostrandosi a proprio agio sul set fin dal primo giorno, anche se non aveva alcuna esperienza di recitazione. La definì un'attrice nata. E sembra essere vero, perché questa sua prima interpretazione le valse la nomination all’Oscar.
⟡ Il regista George Cukor chiese ai produttori di assumere Paul Huldschinsky per aiutare a progettare gli intricati set vittoriani. Huldschinsky era un rifugiato tedesco che era fuggito dal suo paese natale a causa della guerra. L’uomo conosceva bene l'arredamento dell'alta società europea, perché la sua famiglia aveva accumulato ricchezze grazie alla loro attività editoriale e sua moglie era l'erede di una fortuna derivata dall’industria ferroviaria tedesca. Huldschinsky aveva perso gran parte della sua ricchezza materiale quando era fuggito negli Stati Uniti. Tuttavia, aveva conservato il suo occhio per l'arredamento d'epoca. Stava lavorando a scenografie piuttosto ordinarie e non accreditate quando Cukor lo scelse per lavorare a questo film. I produttori insistettero per avere uno scenografo più famoso e affermato, ma Cukor rimase fedele a Huldschinsky. Il set domestico venne volutamente riempito di cianfrusaglie dallo scenografo per enfatizzare il crescente senso di oppressione di Paula. I lampadari a gas erano autentici e quello nella camera da letto di Charles Boyer proveniva dalla villa del senatore Milton Latham a Menlo Park, in California, risalente al 1872. La scommessa di Cukor fu vincente, poiché le scenografie di Huldschinsky vinsero un Oscar.
⟡ Dato che i due attori protagonisti si erano conosciuti solo poco prima della ripresa di una scena d’amore, Ingrid Bergman trovò questa iniziale sequenza con Charles Boyer sgradevole. Ciò la portò a rifiutare, per il resto della sua carriera, altre scene d'amore con attori appena conosciuti. Quando si verificò una situazione simile con Anthony Perkins durante le riprese del film Le piace Brahms? (1961), chiese a Perkins di baciarla in privato nel suo camerino per prepararsi alla scena, in modo da non sentirsi imbarazzata e agitata mentre lo baciava davanti alla macchina da presa.
⟡ Il contratto di Charles Boyer prevedeva che fosse lui il protagonista principale. Quando David O. Selznick venne a sapere della cosa, ed Ingrid Bergman era sotto contratto con Selznick all'epoca, quello si rifiutò di permettere che la MGM ingaggiasse la Bergman perché sarebbe stata oscurata dalla star maschile. Selznick, alla fine, cedette, sia molte suppliche da parte dell’attrice, che desiderava ardentemente lavorare con Boyer, sia per il suggerimento del regista George Cukor di ricorrere al "sandwich billing" che consisteva nell'inserire una star femminile famosa tra due star maschili popolari, una tecnica promozionale molto diffusa negli studi cinematografici degli anni '40. Cukor spiegò a Selznick che aveva utilizzato il metodo del "sandwich billing" per Katharine Hepburn in Scandalo a Filadelfia (1940) con grande successo.
⟡ Il regista George Cukor utilizzò un metodo per aiutare Ingrid Bergman a entrare nella giusta mentalità man mano che le riprese procedevano. Ogni giorno, Cukor raccontava a Bergman l'intera trama del film fino al punto in cui si sarebbero fermati con le riprese di quel giorno. Cukor riteneva che questo metodo fosse necessario, poiché il film non veniva girato in ordine cronologico e il personaggio della Bergman doveva cambiare nel corso della storia. Bergman si sentì presto frustrata da questa tecnica e disse a Cukor: "Non sono una stupida svedese, me l'hai già detto prima!". Cukor smise di raccontare la trama per alcuni giorni, finché un produttore non lo informò di un netto calo della qualità della recitazione nelle riprese giornaliere, e che gli attori e le attrici sembravano recitare “come se fossero sott'acqua". Così, Cukor riprese il suo metodo narrativo, una pratica che Bergman imparò poi ad apprezzare.
⟡ Angela Lansbury dovette indossare scarpe con la zeppa per apparire più alta, più autoritaria e più sinistra rispetto a Ingrid Bergman. L'altezza aggiuntiva di Lansbury attirò ancora più attenzione sulla statura minuta di Charles Boyer e aumentò il numero di scene in cui Boyer era costretto a salire su una scatola per sembrare più alto.
⟡ L'aria che Ingrid Bergman canta nella prima scena ambientata nel presente è tratta dall'opera "Lucia Di Lammermoor" di Gaetano Donizetti. L'opera è famosa per la cosiddetta scena della pazzia, in cui l'omonima Lucia impazzisce.
⟡ A questa versione di "Gaslight" sono state aggiunte nuove scene non presenti nell'opera teatrale originale e sono stati cambiati i nomi della maggior parte dei personaggi. Il personaggio interpretato da Joseph Cotten in questa versione è stato trasformato da un anziano corpulento e dall'umorismo sarcastico in un giovane affascinante, in modo da poter diventare un potenziale interesse amoroso per Ingrid Bergman e risultare più attraente per il pubblico.
⟡ Il caratteristico letto in ottone con un design a collo di cigno che si trovava nella camera d'albergo di Ingrid Bergman all'inizio del film era presente anche nella camera da letto di Judy Garland in Incontriamoci a Saint Louis (1944).
⟡ Il libro che Paula legge ad alta voce è "Villette" di Charlotte Brontë.
⟡ La Columbia Pictures acquistò inizialmente i diritti per realizzare un film con la sua attrice sotto contratto Irene Dunne, poiché l'idea di farla recitare nuovamente al fianco di Charles Boyer era allettante. Ma la Dunne rifiutò il ruolo. Lo studio, quindi, vendette i diritti alla MGM, che voleva come protagonista Hedy Lamarr, la quale, pure lei, rifiutò il ruolo. Alla fine, il ruolo di Paula andò alla Bergman che vi vinse un Oscar.
⟡ May Whitty è stata la prima attrice a ricevere il titolo di "Dame" dopo essere stata insignita del DBE (Dame Commander of Order of the British Empire) dal re Giorgio V nel 1918. Settant'anni dopo, la sua collega adolescente, Dame Angela Lansbury, avrebbe ricevuto lo stesso onore dalla nipote di Giorgio, Elisabetta II, nel 2014.
⟡ Il 29 aprile 1946, "Lux Radio Theater" trasmise un adattamento radiofonico di sessanta minuti di questo film, con Ingrid Bergman e Charles Boyer che ripresero i ruoli interpretati nel film.
⟡ La guida turistica della Torre di Londra indossa l'uniforme dei Chelsea Pensioner. Questi veterani dell'esercito in pensione vivono al Royal Hospital Chelsea di Londra, una casa di riposo e di cura.
⟡ Il 3 febbraio 1947, "The Screen Guild Theater" trasmise un adattamento radiofonico di trenta minuti di questo film, con Charles Boyer che riprese il ruolo che aveva interpretato nel film.
⟡ La scena iniziale in cui un addetto al gas accende un lampione in una notte nebbiosa a Londra viene leggermente richiamata in un film successivo su un'altra vittima di gaslighting: Merletto di mezzanotte (1960) con Doris Day.
Fast rating

Titolo originale
Gaslight
Regista:
George Cukor
Durata, fotografia
114', b/n
Paese:
USA
1944
Scritto da Exxagon nel gennaio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

