Big Tits Zombie

-

Voto:

Zombi dalle tette grosse. Prima di tutto, pubblicità ingannevole; ma spieghiamo. Lavoro registico di Takao Nakano, prima del suo approdo alla saga tv di Ultraman (2014), emblematico esemplare di quella tradizione splatter nipponica che fonde erotismo, gore e demenzialità. Tratto dal manga Kyonyu Dragon di Rei Mikamoto, il film si mostra da subito per quel trash sguaiato che è. La vicenda segue cinque spogliarelliste - Lena, Ginko, Maria, Nene e Darma - relegate a esibirsi in un club di infimo livello. La scoperta di un libro occulto nel sottoscala del locale porta alla lettura di una formula magica (ovvio rifermento la Casa, 1981) che scatena un'invasione zombesca. Citando persino il nostro Sergio Leone in incipit, nonché in qualche musichetta, Nakano rivendica la propria genealogia grindhouse internazionale, benché il tutto venga poi declinato sui binari dello sleaze nipponico, con il ben rodato modello della porno-ragazzina che fa i versetti e poi mostra un poco di mercanzia. Poca, in effetti, non big. Situazioni erotiche tiepide con seni poco prosperosi. Quindi, pubblicità gravemente ingannevole perché né le tette sono degli zombi, né le belle protagoniste hanno mammelle “big”. Ma possiamo sopravvivere allo smacco. Le giovani protagoniste, grossolanamente caratterizzate (la darkettona, la gold-digger, la superstar Sola Aoi in testa) se la giocano autoironicamente soprattutto nelle scene di combattimento a suon di katana e motosega. Sul piano formale ed effettistico, i limiti produttivi risultano evidenti; questi difetti tecnici, tuttavia, diventano paradossalmente funzionali ad un’estetica della trasgressione ludica. Montaggio rapido nella seconda metà del film, humour nero persistente e il continuo gioco con gli stereotipi del cinema zombie a configurare un’esperienza filmica “cheesy”, come direbbero negli States. Sequenza cult, paradigmatica della “poetica” surreal-eccessiva di Nakano, una spogliarellista posseduta sputa fuoco dalla vagina. Insomma, ci siamo capiti: troppo triviale per aspirare ad un serio riconoscimento, fosse anche dal comune appassionato di horror, troppo consapevole per essere liquidato come semplice spazzatura. Ma, a dirla tutta, non siamo troppo distanti dalla perdita di tempo perché nulla, pur nella sua estetica trash o erotica, è sufficientemente incisivo.


banner Amazon music unlimited, 90 milioni di brani senza pubblicità, exxagon per Amazon
Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di basso livello

Titolo originale

Kyonyû doragon: Onsen zonbi vs sutorippâ 5

Regista:

Takao Nakano

Durata, fotografia

90', colore

Paese:

Giappone

Anno

2010

Scritto da Exxagon nel febbraio 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0