la Casa delle bambole crudeli
Voto:
Orribile pastrocchio kinky emerso dal calderone della Eurociné di Marius Lesoeur, officina franco-spagnola del cinema di cassetta, che già dal titolo, sia originale o di distribuzione italiana, dichiara la propria natura di patchwork. Alla sceneggiatura pare che ci abbia lavorato anche Jess Franco, che sarebbe stato forse bene che si fosse anche occupato della regia. Il metodo è quello tipico dell’ultra low-budget: dal momento che i soldi non erano sufficienti per i girati necessari, il serbatoio divenne Agente Sigma 3: Missione Goldwather, eurospy del 1967 con Jack Taylor, le cui sequenze d'azione vengono innestate in un racconto di tutt'altra pasta. Il riciclo non finisce qui: otto anni dopo, gli stessi scarti, rimpolpati da altro materiale di Sigma 3 e da un pizzico di Ópalo de fuego: Mercaderes del sexo (1980), (a.k.a. Two female spies with flowered panties) tornano in sala come Police destination oasis. Il film è la fiera dello sleaze. Una banda sequestra giovani donne e le rinchiude in un postribolo. Il cliente Gaston (Raymond Schettino) si invaghisce della prigioniera Yvette (Magda Mundari) e la porta via, ma la fuga viene gestita come una passeggiata: i due si fermano nel bosco, stendono una coperta e si concedono una pausa pomiciona prima di presentarsi alla polizia. Il racconto di Yvette, in flashback, ricostruisce il rapimento. A quel punto il film cambia: entra in scena l'agente Sigma (Jack Taylor), incaricato di stanare l'organizzazione del maestro di cerimonie Rasly (Olivier Mathot), nel cui covo si infiltra Sandra Julien, mentre Silvia Solar fa la spia avversaria nei brani di repertorio. Verso la fine, mi sono rifiutato di prestare troppa attenzione ma, incredibile dictu, la cucitura fra registri regge: tra il 1967 e il 1974 non si avvertono grandi scarti di grana né di stile d'epoca, a parte una scena nella quale compare un sosia di Taylor con una terribile parrucca. Il vero problema per un film kinky sulla tratta delle bianche, che pare rinfrescare un poco le atmosfere roughie di Olga's house of shame (1964), è la costruzione delle scene sessuali tutte pessimamente costruite. In primis, cosa meno importante dato il tema della pellicola, si tratta di violenze sessuali a danni di donne discinte da parte di uomini sempre rigorosamente vestiti, in un'asimmetria dello sguardo che pare davvero eccessiva e irreale. Inoltre, e per scarsità di doti attoriali delle signorine - o perché, povere, forse anche un po’ schifate - le espressioni di queste tradiscono più disturbo che terrore o shock, come si immagina debba essere in un momento di stupro. Invece, a tratti, pare che questi uomini di mezza età, vestiti di tutto punto, approfittino un po’ troppo dei corpi discinti delle giovani attricette, soprattutto di una scarsa Magda Mundari, per palpeggiare seni e qualcosina in più fra le gambe. Inoltre, per chi ama Sandra Julien, la musa di Rollin in Violenza ad una vergine nella terra dei morti viventi (1971), la Casa delle bambole crudeli resta una malinconica occasione di vederla sprecata. Nella distrazione più generale per un film che non mi è piaciuto per nessuna delle sue venature, si giunge, alla buonora, ad un finale a bordo piscina con Raymond Schettino (due soli film in saccoccia) gagliardo e canuto, a torso nudo, che abbraccia e brinda con la Mudary, stretti in un abbraccio di sobria mezza età. Film sconsigliato, come minimo.
Fast rating
Titolo originale
La maison des filles perdues
Regista:
Pierre Chevalier
Durata, fotografia
90', colore
Paese:
Francia, Spagna
Anno:
1974
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nel novembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0