Attore e cantante
Hans Hass jr.: il figlio dell'uomo degli abissi
Ci sono nomi che si ricevono come un'eredità e altri che si portano come una zavorra. Hans Hass jr. nacque con entrambi addosso: il nome del padre, il celebre pioniere austriaco delle immersioni subacquee che aveva rivelato al mondo la bellezza e il mistero delle profondità marine, e il sangue di una dinastia di attori berlinesi, per parte di madre. Fu cantante di Schlager, volto del cinema popolare tedesco degli anni Settanta, comparsa fugace nei film di Jess Franco, inventore di macchine per volare sott'acqua, compositore di musica meditativa. Fu soprattutto, per tutta la vita, «il figlio di». Nel giugno del 2009, a sessantadue anni, si tolse la vita nella sua casa di Monaco di Baviera; il suo corpo fu ritrovato in cantina, nel punto più basso della casa. Il padre, l'uomo che aveva insegnato a tutti a scendere negli abissi e a risalirne, gli sarebbe sopravvissuto di quattro anni. È difficile immaginare un contrappasso più crudele, e più silenzioso.
Un'eredità doppia: il mare e il palcoscenico
Hans Hass jr. nacque il 3 settembre 1946 a Salisburgo, nell'Austria ancora occupata del dopoguerra. Il padre, Hans Hass, aveva ventisette anni ed era già un nome noto: viennese, studioso di biologia marina, nel decennio successivo sarebbe diventato con i suoi documentari e le sue spedizioni nel Mar Rosso e nei Caraibi una sorta di Cousteau di lingua tedesca, l'uomo che aveva portato la macchina da presa sotto la superficie del mare. La madre era Hannelore Schroth, giovane e amatissima attrice del cinema tedesco, figlia d'arte a sua volta: suo padre era l'attore Heinrich Schroth, sua madre la grande attrice Käthe Haack, e il suo fratellastro Carl-Heinz Schroth era attore e regista di fama. Il piccolo Hans arrivava dunque al mondo all'incrocio di due leggende, quella dell'avventura scientifica e quella della scena.
Ma le leggende, si sa, hanno poco tempo per i bambini. Il matrimonio dei genitori, celebrato nel 1945, si sciolse nel 1950, quando Hans aveva appena quattro anni. Il padre sposò quello stesso anno la sua giovane segretaria e assistente, Lotte Baierl, che come Lotte Hass sarebbe diventata la bellissima compagna di immersioni dei suoi film e un'icona dell'immaginario subacqueo; la madre si risposò nel 1953 con il produttore Peter Köster, dal quale ebbe un altro figlio. Delle prime estati e dei primi inverni di Hans jr., divisi fra due famiglie celebri e indaffarate, le fonti non raccontano quasi nulla. Ed è forse proprio questo silenzio, così simile a quello di tanti figli di genitori famosi, la prima informazione che possediamo su di lui.
Il collegio, la nonna, Berlino
Dal 1958 al 1963 Hans frequentò Louisenlund, un esclusivo collegio privato nei pressi di Schleswig, nell'estremo nord della Germania, lontano tanto dal mare tropicale del padre quanto dai teatri della madre. Abbandonò gli studi dopo il diploma di scuola media e si trasferì a Berlino, a casa della nonna Käthe Haack, la grande signora del teatro tedesco: fu lei, più di chiunque altro, a offrirgli un rifugio e una direzione. Seguì un breve corso di recitazione presso l'emittente Südfunk di Stoccarda e prese lezioni di canto e di danza. Nelle vene del ragazzo, evidentemente, scorreva più il sangue degli Schroth che quello dell'esploratore: il palcoscenico lo chiamava, e lui rispose.
Miss Tippletown e la breve stagione dello Schlager
Nel 1965, grazie all'interessamento del compositore Heino Gaze, Hans firmò un contratto discografico con la Decca, e il direttore d'orchestra Werner Müller incise con lui il primo singolo, «Miss Tippletown», una canzoncina scanzonata dedicata a un'insegnante d'inglese. Il giovane, bello, biondo e con quel cognome che apriva tutte le porte, debuttò in televisione e sembrò destinato a una carriera brillante nel mondo dello Schlager, la canzone leggera tedesca che in quegli anni riempiva le radio e i varietà del sabato sera. Seguirono altri singoli, «Glück in der Liebe», «So ein kleines bißchen Liebe», «Liebe und Tränen», ma nessuno di essi divenne un vero successo. Scaduto il contratto con la Decca, Hans passò a una piccola etichetta, la Mondial, senza che le cose cambiassero.
Nel frattempo si cimentava anche in teatro: nell'estate del 1967 fu il protagonista di Robinson 2000, la prima «beat-opera» tedesca, al Theater des Westens di Berlino, e calcò le scene accanto alla madre e allo zio Carl-Heinz Schroth nella commedia Neapolitanische Hochzeit. Fu forse l'unico periodo in cui il figlio d'arte riuscì davvero a condividere il palcoscenico con la propria famiglia, invece di inseguirla da lontano.
Gli anni Settanta: American Pie, Jess Franco e le commedie scollacciate
Il momento di maggiore popolarità arrivò nel 1972, con la sua versione in tedesco di «American Pie» di Don McLean, pubblicata dalla Polydor. Hans la presentò alla ZDF-Hitparade, il programma musicale più seguito della Germania Ovest, e per due volte fu votato fra i primi cinque. C'è un'ironia sottile, e un po' malinconica, nel fatto che il suo unico successo sia stato la cover di una canzone che parla del «giorno in cui la musica morì», della fine di un'epoca e della perdita dell'innocenza.
Negli stessi anni il cinema gli offrì una serie di ruoli nel cinema popolare tedesco: commedie sentimentali come Atemlos vor Liebe (1970) e Liebling, sei nicht albern! (1970), i film «educativi» a sfondo sessuale allora tanto in voga, come Van de Velde: Das Leben zu zweit (1969), Urlaubsreport (1971) e Jungfrauen-Report (1972), un episodio di Tatort (1973), e due incursioni nell'universo febbrile di Jesús Franco: il Trono di fuoco (Der Hexentöter von Blackmoor, 1970), cupo racconto di caccia alle streghe con Christopher Lee nei panni del giudice Jeffreys, dove interpretava il giovane Harry Selton, e l'avventuroso X 312 - Volo all'inferno (1971). Erano ruoli da giovane bello e senza troppe pretese, nei quali il suo nome compariva spesso in cartellone soprattutto per ciò che evocava. Nel 1974 ebbe un ruolo in Ein toter Taucher nimmt kein Gold, un film di avventure subacquee: impossibile, anche qui, sfuggire all'ombra del padre.
All'ombra del padre, sott'acqua
Nei primi anni Settanta, del resto, Hans jr. partecipò ad alcune spedizioni subacquee del padre, comparve nei documentari televisivi che ne nacquero e ne compose in parte le musiche. Le fonti non ci dicono che cosa provasse quel figlio di venticinque anni, cantante di scarso successo, nel ritrovarsi a bordo della nave del grande esploratore, ormai sposato da vent'anni con un'altra donna e circondato dall'ammirazione di mezzo mondo. Sappiamo soltanto che il rapporto fra i due, almeno in pubblico, rimase sempre confinato a quella collaborazione professionale. Ed è un silenzio che pesa.
Gli ultimi tentativi discografici, con la United Artists, fra il 1973 e il 1974, non ebbero miglior fortuna dei precedenti. Alla fine degli anni Settanta, dopo una lunga serie di insuccessi, Hans lasciò il mondo dello spettacolo e anche la Germania, e si ritirò a vivere a Ibiza, l'isola che in quegli anni accoglieva tanti fuggitivi dalla società, dalla fama, o da sé stessi.
Ibiza, la meditazione e le macchine per volare sott'acqua
A Ibiza Hans si avvicinò allo yoga e alla filosofia indiana, e tornò alla musica in una forma del tutto nuova: album di musica new age e ambient, dai titoli eloquenti come Magic Ganja e Magic Mushroom, nei quali cercava di tradurre in suoni gli stati di coscienza alterata legati alle esperienze con le sostanze, con l'idea, dichiarata, che a quegli stati si potesse arrivare anche senza droghe. È il ritratto di un uomo alla ricerca di una profondità diversa da quella del padre, non più marina ma interiore.
Alla fine degli anni Novanta, tornato in Germania, fondò a Monaco una piccola società di sviluppo progetti e si dedicò a una serie di invenzioni. La più ambiziosa si chiamava «Aquaflying»: un propulsore automatico che avrebbe permesso ai sub di muoversi sott'acqua come in volo, per la quale ottenne perfino un brevetto. Seguì un percorso per lo sport e il benessere. Nessuno di questi progetti ebbe successo. È difficile non vedere, in quel tentativo estremo di lasciare un segno proprio nel campo delle immersioni, l'ultima e più disperata forma di dialogo con il padre: come se il figlio volesse finalmente dimostrare di saper inventare, anche lui, un modo nuovo di scendere negli abissi.
Giugno 2009: la cantina di Monaco
Da tempo Hans Hass jr. soffriva di depressione. Dal 2001 era sposato con una donna di nome Anja; dei suoi ultimi anni, per il resto, si sa pochissimo. Nel giugno del 2009 si tolse la vita nella sua casa di Monaco di Baviera. Il suo corpo fu ritrovato il 28 giugno nella cantina dell'edificio; alcune fonti indicano come data della morte il 20 giugno, segno che forse rimase lì, solo, per diversi giorni prima che qualcuno lo trovasse. Aveva sessantadue anni. Fu sepolto a Monaco ai primi di luglio.
La sua scomparsa passò quasi inosservata, schiacciata ancora una volta dalla grandezza del nome che portava. Il fratellastro Christopher Köster morì nel 2012; il padre, Hans Hass, si spense a Vienna il 16 giugno 2013, a novantaquattro anni, quasi esattamente quattro anni dopo il figlio, salutato dai giornali di tutto il mondo come uno dei grandi esploratori del Novecento. Alcuni articoli dedicati alla sua morte ricordarono, in poche righe, che anche il figlio era morto di propria mano.
Coda: il peso di un nome
La vita di Hans Hass jr. non ebbe la teatralità delle grandi tragedie hollywoodiane; non ci furono scandali clamorosi, processi, titoli in prima pagina. Fu, piuttosto, la tragedia sommessa di chi nasce già sovrastato da qualcosa di troppo grande: un padre che aveva conquistato gli oceani, una madre adorata dal pubblico, una nonna monumento del teatro. Hans provò tutto, la canzone, il cinema, il teatro, la meditazione, le invenzioni, e in ogni campo trovò un'ombra più lunga della sua. Ricordarlo qui, fra le stelle cadute di eXXagon, significa restituirgli almeno per un momento il suo nome intero, senza quel «jr.» che lo ha accompagnato fino alla fine: Hans Hass, cantante, attore, sognatore, uomo fragile.
Hans Hass
Salisburgo, Austria, 03/09/1946
Monaco di Baviera, Germania, giugno 2009 (ritrovato il 28/06/2009)
Scritto da Exxagon nel novembre 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0