Shogun's sadism
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Voto:

Nuovo appuntamento con l'eroguro inaugurato da Teruo Ishii qualche anno prima (i Piaceri della tortura, 1968) ma passato in modo apocrifo a Yūji Makiguchi, regista che alcuni ritengono pseudonimo dello stesso Ishii, ipotesi mai comprovata ma coerente con la logica industriale della Toei, sempre pronta a riciclare formule di successo cambiando l'etichetta in copertina. È tutta una scusa per accatastare, e fin dalle primissime immagini, le torture più orribili (donne calate nell'olio bollente, arse al rogo, tagliate a metà mentre penzolano da una corda), prendendo a pretesto due storie inscritte nel Giappone del XVII secolo. La prima, va precisato, vede protagonista un magistrato sadico (non lo shogun in persona, come lascerebbe intendere il titolo internazionale) divertito dal seviziare i cristiani nella Nagasaki del 1628: il poliziotto Iori (Yûsuke Kazato) si innamora di una fanciulla cristiana rastrellata assieme alla famiglia, che il magistrato preleva come schiava personale per fiaccarne lo spirito a suon di stupri e ferro rovente. La seconda tratta del balordo Sutezō (Masataka Iwao), che dopo una notte da scialacquatore in un bordello si ritrova a servire il tenutario per saldare il conto e stringe un legame con la giovane Satō (Rena Uchimura). La superficialità con cui ogni velleità narrativa si piega alla ragione dell'exploitation devasta le potenzialità di un antesignano del torture-porn tecnicamente ben realizzato: la fotografia di Katsuo Katsuki e le musiche di Takeo Watanabe firmano un'impaginazione più curata di quanto la materia meriterebbe. Scena scult: una prostituta gravida viene fatta abortire a calci con tanto di feto estratto a mano via vagina; abbastanza selvaggio anche per i miei standard. Ma di scene al di là del buon gusto ce ne sono per così, con torture elaborate che includono una donna squartata da due tori (da cui il titolo originale Ushi-zaki no kei, "il supplizio dello squartamento coi buoi") mutilazioni varie, un condannato alla gogna segato vivo e violenze sessuali di ogni ordine e grado. Poco entusiasmo da parte mia ma ammetto che, a livello produttivo, ivi compresa la musica, il film ha qualcosa da offrire. Comunque, non da far vedere alla festa della comunione della bambina.
Titolo originale
Tokugawa onna keibatsu-emaki: Ushi-zaki no kei
Regista:
Yûji Makiguchi
Durata, fotografia
80', colore
Paese:
Giappone
1976
Scritto da Exxagon nell'anno 2017; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

