Victor Crowley

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Voto:

Partiamo da quello che, in genere, è il fondo della recensione. Victor Crowley è, in definitiva, un film per completisti, cioè per quelli che, per lavoro o per fatica, hanno deciso di sottoporsi alla visione di tutto il franchise inventato da Adam Green ed esordito con Hatchet (2006). Chi ha seguito la saga dall'inizio troverà una certa (moderata) soddisfazione nel ritrovare i personaggi e nel riconoscere i riferimenti. Ma chi cercasse un motivo autentico per investire novanta minuti in questa palude - nel senso più letterale e figurato del termine - faticherebbe a trovarlo. Questa la trama. Dieci anni dopo il massacro di Honey Island, Andrew Yong (Parry Shen), unico sopravvissuto alla carneficina, ha trasformato il proprio trauma in merce: uno svergognato libro di memorie. La sua agente, la cinica e frenetica Kathleen (la Felissa Rose di Sleepaway camp, 1983), gli propone un'ultima operazione commerciale: tornare nel Bayou per girare uno speciale televisivo sul luogo degli eventi. Nel frattempo, un gruppo di aspiranti cineasti in cerca di sensazioni forti manda in onda per errore un video rituale su YouTube, risvegliando Victor Crowley (Kane Hodder), il deforme e indistruttibile spirito vendicatore della palude. Questo quarto capitolo del franchise è un caso da manuale della tipica dinamica dello slasher nella quale il personaggio iconico - Freddy, Jason, Michael e, in scala minore, Victor Crowley - nasce come incarnazione di una paura archetipica, raggiunge il suo apice espressivo nel primo o secondo capitolo, e poi si avvia verso una lunga deriva in cui ogni nuovo episodio è citazione di cose già dette. Buona parte dell'azione si svolge all'interno di un aereo precipitato con i personaggi che discutono, litigano, urlano, e aspettano Crowley. Kane Hodder rimane fisicamente convincente nel ruolo: la sua gestualità brutale e meccanica conferisce a Crowley quella qualità di forza della natura che è il marchio di fabbrica del personaggio. Lo splatter, storicamente il punto di forza della serie, è ancora presente e abbastanza inventivo; tuttavia, l'effetto si è sgonfiato e non perché le morti siano diventate più sobrie ma perché non bastano più a riempire il vuoto intorno a loro. Sul versante della commedia che Green, in questa saga, ha sempre intrecciato con l'horror, abbiamo alcuni momenti anche gradevoli ma forse eccessivi, tali da portare il film oltre il limite della comedy-horror e mettendo il piede nella parodia. Con maggior spirito d'accettazione, comunque, possiamo dire che, pur trovandoci ormai intrappolati in una ripetizione sempre meno capace di intrattenere, Victor Crowley e i suoi film fratelli esistono con il loro piccolo decoro in quel settore dell'exploitation horror postmoderno che intrattiene una fetta degli appassionati di horror, non tutti.


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Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

Id.

Regista:

Adam Green

Durata, fotografia

83', colore

Paese:

USA

Anno

2017

Scritto da Exxagon nel marzo 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0