Death Valley - Una vacanza nell'estremo terrore

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Voto:

Film girato alla fine del 1980 ma distribuito nei cinema statunitensi solo nel 1982. Del 1980, Death Valley ha il richiamo slasher post Halloween (1978) e l’impianto del thriller familiare che ricorda Spielberg, ma con risultati decisamente più modesti. La premessa è semplice: il giovane Billy (Peter Billingsley) accompagna la madre Sally (Catherine Hicks) e il suo nuovo compagno Mike (Paul Le Mat) in una vacanza attraverso i deserti dell'Arizona. Quando il ragazzo si imbatte casualmente in un camper teatro di un triplice omicidio, diventa il testimone scomodo che un serial killer deve eliminare. Si innesca, così, un inseguimento spietato attraverso l'immensità desolata della Death Valley. Richards dimostra inizialmente una certa sensibilità nell'utilizzo dello spazio desertico come dispositivo di isolamento, amplificando la vulnerabilità della famiglia “ricomposta” che diventa bersaglio di una violenza irrazionale; e siamo dalle parti del backwood brutality con protagonisti urbani alle prese con i liberi istinti della gente di provincia. La sequenza nella cittadina turistica del West, dove l'assassino viene scambiato per un attore in costume e deve posare per fotografie, rivela anche un certo grado di ironia. Tuttavia, il film rimane intrappolato in una terra di mezzo stilistica - c’è, come detto, anche un po’ di western - che ne compromette l'efficacia complessiva anche per evidenti fragilità logiche: ad esempio, non si comprende l'ossessione omicida verso un testimone che non ha nemmeno visto chiaramente il killer. La struttura si dibatte tra due registri incompatibili: da un lato il dramma familiare che vorrebbe esplorare le dinamiche di una famiglia in trasformazione (l’eco del cinema della crisi familiare, cfr. Kramer contro Kramer, 1979), dall'altro lo slasher che esige spettacolo di sangue. Tuttavia, le ambizioni del regista e dello sceneggiatore Richard Rothstein - il cui picco professionale fu i Nuovi eroi (1992) con Van Damme - non va oltre la discontinuità di ritmo e le sequenze d'inseguimento che si ripetono senza particolare evoluzione drammatica, con ‘sto killer monodimensionale privo di quella mitologia del male che caratterizzava i grandi villain dello slasher coevo. Filmettino, quindi, di quelli un tempo da VHS e ora praticamente scordato dai più, pur risultando né sgradevole in senso assoluto e finanche in cerca di formulazioni ibride ma con risultati più validi nelle intenzioni che in concreto. Catherine Hicks avrà il suo momento di gloria horror pochi anni dopo con la Bambola assassina (1988) e con il più largo pubblico nei panni della mogliettina perfetta nel serial Settimo cielo (1996-2007).


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Titolo originale

Death valley

Regista:

Richard Rothstein

Durata, fotografia

87', colore

Paese:

USA

Anno

1981

Scritto da Exxagon nel gennaio 2026; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0