Figlia del Dottor Jekyll

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Voto:

Edgar G. Ulmer è una figura che il sistema hollywoodiano ha sistematicamente respinto verso i margini, salvo poi recuperarlo in via postuma come autore di culto, soprattutto per la parentesi noir di Detour (1944) e per Il Gatto nero (1934). La figlia del dottor Jekyll, prodotto dalla semisconosciuta Film Venturers, appartiene alla stagione più periferica della carriera di Ulmer, del quale un altro regista e critico, Peter Bogdanovich, elogiandolo, disse: “la cosa sorprendente è che così tanti film di Ulmer hanno una firma chiaramente identificabile nonostante siano realizzati con così poco incoraggiamento e così pochi mezzi”. Jack Pollexfen (1908-2003), sceneggiatore del film, aggiunse al quadro: “Ulmer è stato un ottimo regista per film veloci. Non se la cavava troppo bene se aveva tempo. Il suo inglese era piuttosto traballante e se aveva del tempo da spendere si sedeva e cercava di dirigere il cast nei dialoghi. Ulmer era una persona difficile ma molto talentuosa.” (IMDb.com). E così, come altri lavori del regista, anche la Figlia del dottor Jekyll è un'opera che non nasconde i propri limiti e che, tuttavia, li abita con una certa intelligenza artigianale. Il film entra di diritto nella lunga catena adattativa ispirata al romanzo di Stevenson, distinguendosi, però, per la sua eccentricità concettuale. Janet Smith (Gloria Talbott) raggiunge la campagna inglese per prendere possesso dell'eredità paterna. Il medico di famiglia, il dottor Lomas (Arthur Shields), le rivela che suo padre era il famigerato Jekyll. La notizia spinge Janet a troncare il fidanzamento con George Hastings (John Agar). Da quel momento, incubi ricorrenti la vedono trasformarsi in licantropa; nel villaggio si moltiplicano i delitti, e ogni mattina Janet si ritrova con i piedi lerci di fango e gli abiti macchiati di sangue. Il finale riserva sorprese. La sceneggiatura reinnesta la saga di Jekyll nella licantropia, poi ci aggiunge ipnosi, suggestioni vampiresche e qualche eco frankensteiniano, come se volesse offrire un campionario del mostruoso classico a prezzo di costo. Il debito con I was a teenage werewolf (1957), uscito un mese prima nelle sale USA, è palese: stessa struttura, stessa giovane donna ipnotizzata da un medico sinistro, persino una scena voyeuristica analoga. Pollexfen ha quasi certamente riscritto in corsa un soggetto già avviato, piegandolo alla formula del momento. Eppure, dentro i limiti del meccanismo seriale, l’atmosfera c’è e, qui, è il merito principale: nebbie artificiali, dissolvenze incrociate, interni retrò. Insomma, un gotico da camera che richiama gli horror Universal del decennio precedente, pur operando su scala ridotta. Le sequenze oniriche della protagonista, filtrate attraverso ottiche deformanti a richiamare il cinema dell’ambiguità psicologica (cfr. il Bacio della pantera, 1942), sono il nucleo visionario del film, con Ulmer che, pur nella ristrettezza produttiva - o forse proprio per quella! - trova la sua migliore libertà espressiva. Gloria Talbott (Ho sposato un mostro venuto dallo spazio, 1958) sostiene il film con una presenza convincente. La sua Janet oscilla tra il peso di un'eredità mostruosa e una percezione di sé sempre più fragile, in linea con il modello femminile cinematografico del genere horror e noir. I dialoghi, però, sono verbosi e il rapporto tra Janet e il dottor Lomas manca della morbosità psicologica che avrebbe potuto dare al materiale uno spessore maggiore. Tuttavia, restano positivi il tono gotico complessivo e una certa coerenza d'insieme che non è poco, per un prodotto così modesto. Il colpo di scena finale è sia improbabile, sia la trovata narrativamente più interessante. Viene lasciata aperta, con eleganza quasi involontaria, la questione di fondo: Jekyll era davvero un licantropo? Datato, imperfetto, consigliato a chi frequenta ombre e nebbia di quegli anni.


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Titolo originale

Daughter of Dr. Jekyll

Regista:

Edgar G. Ulmer

Durata, fotografia

71', b/n

Paese:

USA

Anno

1957

Scritto da Exxagon nell'aprile 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0