I Was a Teenage Werewolf

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Voto:

Tony Rivers (Michael Landon) è uno studente liceale con problemi comportamentali, risponde ed è manesco. Dopo l'ennesima rissa, il padre e i familiari della fidanzata Arlene (Yvonne Lime) lo convincono a consultare il dottor Alfred Brandon (Whit Bissell), psichiatra dall'aria rispettabile che, però, sotto la copertura di sessioni ipnotiche e iniezioni "stabilizzanti", sperimenta su Tony il tentativo di riportare la specie umana a uno stadio primordiale, convinto che la civiltà sia la malattia. Tony comincia a trasformarsi in una creatura irsuta e feroce, che l'agente di polizia Chris Stanley (Guy Williams) e il detective Donovan (Barney Phillips) dovranno bloccare.


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LA RECE

Exploitation per il mercato adolescenziale in espansione, il film centra un bersaglio più ambizioso del previsto. La rabbia di Tony è quella di tutta una generazione schiacciata tra conformismo borghese e pulsioni irriducibili. La licantropia pavloviana, senza luna piena, trasferisce la minaccia dal folklore gotico al laboratorio, e Bissell costruisce un villain tecnocrate di rara efficacia cinica. Film grezzo ma culturalmente più denso di quanto la sua confezione da drive-in lasci presupporre.

Horror teen-oriented uscito dal cilindro di Herman Cohen (che scrive anche la sceneggiatura insieme a Aben Kandel), il quale aveva intuito il potenziale commerciale degli adolescenti, i quali, almeno in USA e dopo la Seconda Guerra Mondiale, iniziavano ad essere un settore della popolazione con capacità di spesa; una ricerca commissionata da Cohen stesso rivelò che oltre un quarto degli spettatori cinematografici aveva tra i 15 e i 25 anni. La logica, quindi, fu quella stringente dell’exploitation, inteso come “sfruttamento” di una potenziale domanda del pubblico, cosa che fa anche il cinema a tripla A, ma che, per il portafoglio di Cohen, significava realizzare il film in poco più di una settimana per circa centomila dollari e far esordire alla regia il montatore Gene Fowler Jr. (Ho sposato un mostro venuto dallo spazio, 1958). Questo film della Sunset Production fu poi benedetto dai distributori della American International Pictures (AIP) quando videro che, nel solo primo anno di programmazione, I was a teenage werewolf recuperò oltre venti volte la cifra messa a budget. Pur nella sua pochezza di produzione B, il film punta in alto, mirando a Gioventù bruciata (1955), riferimento esplicito e deliberato. Come Jim Stark interpretato da James Dean, Tony è un ragazzo sostanzialmente buono, intossicato dalla propria incapacità di trovare spazio nel mondo degli adulti. Ma dove Dean sublimava in malinconia, Landon - al primo ruolo da protagonista, prima che Little Joe Cartwright de la Casa nella prateria (1974-1983) lo consacrasse sul piccolo schermo - esplode ed il suo è un lupo mannaro ben diverso da quello folkloristico: niente luna piena, niente proiettile d'argento, nessun richiamo al soprannaturale. La sua trasformazione è indotta da un condizionamento pavloviano; la minaccia, come nel caso di Frankenstein, viene dallo studio del medico. Il dottor Brandon è il vero mostro del film, un tecnocrate convinto che la civiltà sia il problema e la bestia la soluzione, quasi si trattasse di una reazione d’odio al proprio stesso ruolo nella società. Whit Bissell avrebbe riproposto lo stesso personaggio sprezzante e cinico nello stesso anno in I was a teenage frankenstein, a riprova del fatto che un villain funzionante si ricicla senza problemi. Sul piano visivo, il film sorprende: la fotografia di Joseph LaShelle - che ha firmato la luce di pellicole di livello quali Vertigine (1944), la Lunga estate calda (1958) o l'Appartamento (1960) - ha una qualità che sopravanza le ambizioni produttive. Questo bilancia il trucco di Phillip Sheer applicato su Landon, un SFX rudimentale che fa somigliare la licantropia di Tony ad un brutto problema ormonale. Scena cult: Tony-lupo atacca una ragazza che, in palestra, è intenda ad allenarsi, scatenando, al contempo, desiderio sessuale, rabbia e ribellismo. Tutto molto Catartico. Pellicola di una certa gradevolezza ma per chi sa misurarsi con l’horror di serie B e di settant’anni fa.

TRIVIA

Michael Landon, vero nome Eugene Maurice Orowitz, (1936-1991) morì a soli 54 anni a causa di un cancro al fegato e al pancreas; l’attore fumava quattro pacchetti al giorno di sigarette al mentolo senza filtro a partire dal 1961 circa, il che probabilmente ha contribuito alla malattia che ha ucciso. Rispetto ad essa, egli disse: “Beh, la notizia mi ha lasciato davvero di stucco. Non mi sarebbe mai passato per la testa, dato che ho solo 54 anni e, salvo rare eccezioni, sono sempre stato in buona salute. Non che non mi meriti di avere un tumore. Sono un buon atleta e mi alleno duramente - prima che succedesse tutto questo riuscivo a sollevare 136-159 kg alla panca piana senza alcuna fatica - ma negli anni ho maltrattato il mio corpo. Non voglio che la gente pensi che chiunque sia un potenziale candidato a questo tipo di cancro. Penso che mi sia venuto perché per gran parte della mia vita ho bevuto troppo, anche se non sono mai stato un alcolizzato. Ho anche fumato troppe sigarette e mangiato molte cose sbagliate. E se fai così, anche se pensi di essere in salute per poterti ammalarti, in qualche modo ne pagherai le conseguenze.” (IMDb.com).

⟡ Michael Landon, in seguito e non senza ironia, ha scritto e diretto I was a middle aged werewolf (1987), l'episodio 5 della quarta stagione di Autostop per il cielo (1984), in cui l'angelo Jonathan Smith si trasforma in un lupo mannaro per spaventare alcuni teppisti.

⟡ Questo è uno dei film di maggior successo mai distribuiti dalla American International Pictures, motivo per cui, quest’ultima, sfornò in fretta e furia tre film simili nella speranza di sfruttare il successo di quest'opera: la Strage di Frankenstein (1957), Blood of Dracula (1957) e How to Make a Monster (1958).

⟡ Il film appare in It (1990) come il film che i ragazzi stanno guardando al cinema.

⟡ Questo film ha dato il via alla popolare formula del titolo "I WAS A..."" (Ero un…) seguito da un sostantivo. Numerosi film, canzoni e libri hanno reso omaggio a questo film attraverso i loro titoli.

⟡ Secondo il produttore Herman Cohen, Jack Nicholson, candidato a coprire il ruolo di Tony, non fu scelto perché era "il tipo sbagliato". Nicholson interpretò, in seguito, un lupo mannaro in Wolf - La belva è fuori (1994).

⟡ L'inserimento della canzone "Eenie, Meenie, Miney, Moe" (musica e testo di Jerry Blaine) nel film lo fa entrare nella storia come il primo film horror a includere una canzone rock and roll. La canzone è stata cantata e interpretata da Kenny Miller, rendendolo il primo artista rock and roll ad apparire in un film horror.

⟡ Dawn Richard, nel film Theresa, era una modella di 22 anni apparsa sulla pagina centrale di «Playboy». È apparsa nel numero di maggio del 1957, uscito in edicola alcuni mesi prima dell'uscita del film.

⟡ Guy Williams avrebbe recitato nuovamente al fianco di Michael Landon in diversi episodi del serial Bonanza (1959-1973), nel ruolo di suo cugino Will. Anche Whit Bissell apparve in un episodio di Bonanza («La lunga notte», nella terza stagione), ma il suo ricongiungimento con Michael Landon non vi fu poiché nell'episodio non avevano scene insieme.

⟡ Le riprese sono iniziate il 13 febbraio 1957 e si sono concluse sei giorni dopo.

⟡ La American International Pictures distribuì questo film come prima parte di un double-bill insieme a Invasori dall'altro mondo (1957), con lo slogan «Ti sfidiamo a vedere i film più incredibili del nostro tempo!»

⟡ Nel film c'è un giornale di scena che riporta una notizia dal titolo «Il mercurio: nuova fonte di raggi X, secondo quanto riferiscono due scienziati». La stessa notizia compare in molti film e serie TV in cui vengono mostrati primi piani di giornali. Nella realtà, la notizia era apparsa per la prima volta sui giornali nel 1934.

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Titolo originale

Id.

Regista:

Gene Fowler Jr.

Durata, fotografia

76', b/n

Paese:

USA

Anno

1957

Scritto da Exxagon nel marzo 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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