la Strage di Frankenstein

-

Voto:

Il doc Frankenstein (Whit Bissell), deciso a dimostrare la possibilità di riutilizzare parti del corpo umano dopo la morte, assembla un corpo con i resti di un gruppo di atleti periti in un incidente stradale davanti al suo laboratorio, dotandolo infine del volto di un adolescente rapito in un locale notturno. Il risultato è una creatura (Gary Conway) che il professore intende addestrare e plasmare per poi, comunque, doverla fare a pezzi per poi spedirla in svariate casse in Inghilterra. Margaret (Phyllis Coates), follemente innamorata del folle e manipolativo Frankenstein, pagherà cari i suoi sentimenti.


banner Amazon music unlimited, 90 milioni di brani senza pubblicità, exxagon per Amazon

LA RECE

Prodotto secondo la stessa logica che aveva generato I was a teenage werewolf, il film usa il mito di Frankenstein come metafora grottesca dell'adolescenza: un corpo assemblato, emotivamente instabile, in balia di un'autorità adulta cinica e predatoria. Il vero centro d'attrazione è il dottor Frankenstein di Whit Bissell, personaggio di una spietatezza quasi esilarante.

Prodotto della macchina industriale di Herman Cohen, il quale, nel 1957, aveva già intuito, e parecchio prima degli altri, che il pubblico degli adolescenti era un mercato da coltivare con strumenti specifici, ovvero pellicole "easy" che potessero trovare spazio nella programmazione dei drive-in. Rilasciato I was a teenage werewolf nella prima metà dello stesso anno, Cohen aveva dimostrato che la combinazione tra horror classico e disagio adolescenziale funzionava bene al botteghino, cosa che lo portò a replicare immediatamente l'operazione, affiancando al film in esame Blood of Dracula per un double-bill invernale che costò in totale 90.000 dollari. La velocità di produzione è essa stessa un dato interessante: i due film vennero pensati a partire da titoli accattivanti e bozze di locandina, poi messi in produzione. Insomma, la storia seguiva il formato, non il contrario. E notare anche che non solo il titolo originale suggerisce che il protagonista sia uno scienziato pazzo adolescente, cosa che non è, - per una volta il nostro titolo ha più senso! - ma, soprattutto, che, pur essendo il target gli adolescenti e i loro luoghi di svago, qui non compaiono né adolescenti, né scuole, né automobili, né luoghi di ritrovo di alcun tipo, se non che i giovani vengono “recuperati” tramite incidenti stradali, quasi a sottolineare la loro drammatica ingovernabilità. D’altra parte, e pur dietro questa logica puramente commerciale, la Strage di Frankenstein trova una sua coerenza tematica: come il predecessore col licantropo, il film utilizza il mostro come metafora dell'adolescenza: un corpo assemblato da pezzi eterogenei, emotivamente instabile, socialmente inadatto. La creatura interpretata da Conway non è il Frankenstein gotico di Karloff, né la bestia romantica del romanzo shelleyano; è un teenager deturpato che spia le ragazze dalla finestra e strangola per noia, vittima di un'autorità, quella adulta e folle del professore, che lo ha creato per sfruttarlo e non esiterà ad eliminarlo quando diventa un problema. Il rapporto tra Frankenstein e la sua creatura rispecchia, in forma grottesca, quello tra una certo tipo di figura paterna e un figlio adolescente: controllo totale, aspettative di performance, nessuna reciprocità affettiva. La cosa migliore del film, tuttavia, è il personaggio del doc Frankenstein: non uno scienziato dai buoni propositi traviati dall'ambizione ma un soggetto cinicamente spietato fin dalla prima inquadratura, sia come medico, sia come partner della povera Margaret, interpretato da Bissell - che aveva interpretato anche il doc dietro la creazione del lupo mannaro adolescente nel film del ‘57 - con una tracotanza quasi esilarante. Le sue battute e il suo spietato modo di fare - non ricordo un altro dottor Frankenstein così manipolativo! - costituiscono il vero centro d'attrazione del film; un uomo folle e tossico sul piano relazionale che ricorda certi soggetti del noir (cfr. Angoscia, 1944). Strock dirige senza ambizioni estetiche particolari ma evitando il peggio della serie Z. La scena finale con viraggio a colori è un coup de théâtre che Bert I. Gordon non esitò a riciclare l'anno successivo in War of the colossal beast. Per chi ama il genere e i tempi, qualche diletto è garantito; peccato non poter godere più di queste pellicole nel loro nativo ecosistema, ovvero dentro un macchinone che fa un chilometro con un litro parcheggiato in un drive-in; preferibilmente pomiciando.

TRIVIA

Herbert L. Strock (1918-2005) dixit riguardo l’attore Whit Bissell: “Era un attore molto bravo, sempre puntuale, conosceva sempre le sue battute: era il classico Mister Affidabilità e sapeva interpretare praticamente qualsiasi ruolo gli si chiedesse.” (IMDb.com).

⟡ Gary Conway è stato anche il Frankenstein adolescente How to make a monster (1958). Il vero nome dell’attore Conway (1936) è… Gareth Monello Carmody. Ritiratosi dalla carriera di attore e modello, Gary è titolare della Carmody McKnight Estate Wines a Paso Robles, in California. Da notare che Gary fu un rinomato pittore di paesaggi e ritratti, è stato il più giovane artista a vincere un importante premio alla LA County Art Exhibition e, prima dei sedici anni, ha ottenuto borse di studio complete per le tre scuole d'arte più prestigiose del Paese. È diventato anche un affermato violinista che si è esibito all'Hollywood Bowl e un architetto le cui opere sono state pubblicate su Design West.

⟡ L’attore Bissell ha partecipato anche a film di ben più elevata importanza quali il Mostro della laguna nera (1954) o i Magnifici sette (1960). Nonostante una carriera pluridecennale come attore caratterista (con oltre 300 ruoli nella sua filmografia su IMDb), Bissell morì nel 1996 alla Motion Picture Country Home di Woodland Hills, un’organizzazione benefica che assiste i professionisti del cinema e della televisione in condizioni di indigenza in età avanzata. Aveva 86 anni.

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di medio livello

Titolo originale

I Was a Teenage Frankenstein

Regista:

Herbert L. Strock

Durata, fotografia

74', b/n

Paese:

USA

Anno

1957

Scritto da Exxagon nel marzo 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

Amazon prime banner, exxagon per Prime video