Invasori dall'altro mondo
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Dei minuscoli alieni emergono da un disco volante fuori dalla città di Hicksburg e iniziano a uccidere le persone usando le loro unghie ipodermiche. Gli unici testimoni sono un gruppo di adolescenti che si trovavano nei pressi della vicina Lover's Lane, in primis la coppia formata da Joan Hayden (Gloria Castillo) e Johnny Carter (Steven Terrell), ma le autorità non credono alla loro versione dei fatti.
LA RECE
Teen movie che oscilla tra horror fantascientifico e parodia senza trovare un equilibrio convincente, seguendo la formula tipica del sottogenere: teenager contro alieni il cui vero problema è farsi credere dagli adulti. Il pregio principale risiede nelle creature di Paul Blaisdell che, però, non riscattano un film complessivamente povero.
L'industria cinematografica americana tentava di agganciarsi al nuovo mercato adolescenziale emerso nel dopoguerra, e, sui binari dell'horror, emerse, così, un sottogenere: il teen monster movie. Accanto a titoli quali Teenage monster (1957), I was a teenage werewolf e la Strage di Frankenstein, tutti e tre del 1957, Invasion of the Saucer Men - tratto dal romanzo "The Cosmic Frame" di Paul Fairman - si distingue in questa corrente per l'approccio peculiare che oscilla deliberatamente tra horror e parodia, senza mai riuscire a trovare un equilibrio del tutto convincente. Il soggetto riprende la formula narrativa tipica del sottogenere: un gruppo di teenager si imbatte in una minaccia extraterrestre ma il vero ostacolo non consiste tanto nel neutralizzare le creature, quanto nel farsi prendere sul serio da adulti e autorità. Si tratta di una dinamica che riflette perfettamente le ansie generazionali dell'epoca - si confronti anche Fluido mortale (1958) - quando il conflitto tra giovani e sistema costituiva un tema culturale emergente, ben prima della controcultura degli anni Sessanta. Come detto, ciò che distingue questo film diretto da Edward L. Cahn (Banditi atomici, 1955: Girls in prison, 1956; the She-Creature, 1956) dai suoi confratelli è il tentativo di adottare un registro un po’ ironico che si rileva fin da subito dallo score musicale volutamente giocoso; tuttavia, questa scelta stilistica non sembra essere gestita in modo armonico - si va dalla mucca ubriaca, alla mano mozzata che si muove da sola - creando un’ambiguità nel tono del film che non sempre funziona (cfr. gli Occhi degli altri, 1965). Il montaggio degli episodi nei quali i protagonisti tentano di provare l'esistenza degli alieni, con ogni tentativo che si ritorce contro di loro in una spirale di incredulità crescente, possiede un certo divertimento kafkiano ma, come normale attendersi da un low-budget da drive in, manca di mordente, così come la recitazione del cast (notare Gloria Castillo vista anche, in ruolo negativo, in Teenage monster). Il vero tesoro del film risiede nel design delle creature extraterrestri, opera del leggendario Paul Blaisdell, maestro degli effetti di genere negli anni Cinquanta; ricordiamo con affetto il suo Beluah in Il conquistatore del mondo (1956). Gli alieni di Blaisdell sono goblin dall'aspetto inquietante e malvagio: teste bulbose, occhi sporgenti, proporzioni grottesche che ispireranno il giornalista Morbo nel serial d’animazione Futurama (1999). Memorabile la mano mozzata con l'occhio ancora attaccato e il dettaglio macabro delle unghie ipodermiche che grondano liquido velenoso; ciò costituisce un'invenzione visiva di genuina efficacia pulp che conferma la capacità di Blaisdell di creare “cose” iconiche con budget minimali. Scena cult: lo scontro fra l’alieno e il toro Walt. Purtroppo, questi (pochi) elementi di pregio non bastano a riscattare un film complessivamente povero e sempliciotto che doveva divertire, senza troppe pretese, una platea giovanile nei drive-in comprensibilmente più intenta a limonare o cazzeggiare, piuttosto che approfondire l’arte cinematografica. Come nota a margine, nel 1965, il famigerato Larry Buchanan (Zontar: The Thing from Venus, 1967), autoproclamatosi "schlockmeister" - come dire, "il Signore della paccottiglia" in quanto specialista di remake low-budget ancora più cheap degli originali - realizzò per la AIPtv The Eye Creatures (1967), versione talmente deprimente di questo film di Cahn da renderlo retrospettivamente più apprezzabile. Ma sì, fate pure 4 e mezzo.
TRIVIA
⟡ La American-International Pictures distribuì questo film in double-bill con I Was a Teenage Werewolf con lo slogan: "Vi sfidiamo a vedere le immagini più incredibili dei nostri tempi!".
⟡ Il disco volante costruito da Paul Blaisdell è stato utilizzato anche nella scena iniziale di Controlled Experiment (1964) un episodio della serie Outer Limits (1963-1965).
⟡ L'intero film si svolge nell'arco di una notte, con il 98% delle riprese girate in uno studio cinematografico.
⟡ I Lillingtons, band pop-punk statunitense, hanno inserito una canzone intitolata "Invasion of the Saucermen" nel loro album del 1999 "Death by Television".
⟡ Il veicolo guidato da Johnny Carter è una Ford Customline "Fordor" quattro porte grigia del 1956, targata MPF686. Lo stesso modello, colore e numero di targa sono stati utilizzati in diversi episodi della seconda stagione della serie televisiva vintage la Pattuglia della strada (Highway Patrol, 1955-1959).
Fast rating

Titolo originale
Invasion of the Saucer Men
Regista:
Edward L. Cahn
Durata, fotografia
69', b/n
Paese:
USA
1957
Scritto da Exxagon nel gennaio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

