Together
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Voto:
Millie (Alison Brie) e Tim (Dave Franco) sono una coppia giunta al classico bivio: lei insegnante insofferente della routine metropolitana, lui musicista trentacinquenne che sopravvive nell'orbita dei propri sogni incompiuti, sostenuto dallo stipendio di lei. Per risolvere, i due si trasferiscono in campagna; avranno come vicino l’educato e un po’ inquietante Jamie (Damon Herriman). Durante un'escursione nei boschi circostanti, i due cadono in una caverna sotterranea che custodisce un’antica pozza dalla quale Tim beve. Da quel momento i corpi dei due iniziano a rispondere a leggi nuove: si attraggono, si fondono, si incollano.
LA RECE
Together trasforma il body horror in referto clinico di coppia: la fusione dei corpi di Tim e Millie non è metafora di completezza ma anatomia di una codipendenza patologica, per la quale il desiderio di annullare il confine tra sé e l'altro produce non un noi liberatorio ma un noi mostruoso. Shanks esordisce con intelligenza, sfruttando la chimica reale di Franco e Brie per rendere il disagio autentico, e costruisce alcune sequenze di tensione notevole.
Il corpo come campo di battaglia delle difficoltà relazionali in questa prima fetta del XXI secolo. E non stupisce. Together, esordio di Michael Shanks, cavalca un genere che ultimamente sta andando per la maggiore, quel body horror narrativa della carne come testo che Cronenberg frequenta da diversi lustri ma che, negli anni recenti, è stato parecchio affollato; per citarne una cinquina degli ultimi dieci anni: the Substance, 2024; Titane, 2021; Possessor, 2020, the Ugly Stepsister, 2024; Infinity pool, 2023. Shank, però, declina il tema in modo un po’ diverso: non il corpo come macchina del desiderio o dell'orrore tecnologico, ma il corpo come anatomia della coppia, mappa vivente di una codipendenza che oscilla tra bisogno e gabbia. La lettura psicologica del film è, in questo senso, la sua spina dorsale. Shanks, anche alla sceneggiatura, costruisce Tim e Millie come due soggetti in crisi di individuazione: lei iper-responsabile e risentita, lui infantilmente accomodante e incapace di autonomia affettiva. Prima ancora che la grotta entri in scena, la fusione è già in atto, semplicemente non ha ancora trovato la sua forma mostruosa. L'espediente narrativo del contagio esoterico non introduce una perturbazione nella relazione: la esplicita. Il body horror, qui, funziona qui come referto clinico, come la TAC di una relazione di una certa tossicità. Il riferimento al mito platonico dell'androgino è pertinente ma, nel film, non è celebrativo come lo fu in Tre uomini e una gamba (1997). Shanks, evidentemente, conosce abbastanza bene la psicopatologia relazionale da sapere che il desiderio di fusione non è dolcezza, bensì incapacità di tollerare il confine tra sé e l'altro. La coppia che si fonde non trova la propria completezza ma la perde in un NOI "ab-norme" che annulla l’individualità, non un NOI capace di rispettare l’alterità; finendo, quindi, in un collasso dei due Sé. Franco e Brie, coniugi veri dal 2017 e non solo coppia su questo set - portano davanti alla mdp una chimica che Shanks sfrutta con intelligenza, lasciando che la loro familiarità reciproca diventi sia garanzia di autenticità emotiva, sia vettore di disagio. Gli SFX restituiscono l'orrore senza cedere ad uno splatter troppo compiaciuto: ciò che disturba non è lo spettacolo del sangue ma la logica inesorabile di corpi che non riescono più a negarsi l'uno all'altro. La sequenza nel bagno della scuola, in particolare, raggiunge una tensione valida, dove erotismo e panico si sovrappongono con grande efficacia. Eccellente anche quella manciata di jump scares offerta. I limiti del film coincidono, in parte, con le sue ambizioni: la sceneggiatura apre piste che non sempre riesce a chiudere, alcune intuizioni restano sospese tra il suggestivo e l'incompiuto, quali, per esempio, la setta, o l’uso di una certa ironia ma anche l’interessante personaggio Jamie che il film non si preoccupa di spiegare del tutto, ma forse fa bene, perché la sua funzione è più specchiante che narrativa. Together non rivoluziona il body horror, tuttavia, per essere un esordio che tenta di fare coesistere Cronenberg, la commedia romantica millennial e una riflessione seria sulla codipendenza, il risultato non può che impressionare. Benone per la prima serata e per il pubblico mainstream; le coppie, poi, potrebbero farne argomento post visione dato che si parla di un qualcosa molto più comune di quanto siamo disposti ad ammettere. Voto largo anche perché, come opera prima, non è poca roba.
TRIVIA
Alison Brie Schermerhorn (1982) dixit, a proposito della sua abitudine alla nudità in pubblico: “Ai tempi del college avevo una vera e propria passione per lo streaking. Poi mi sono allontanata da questa abitudine, ma negli ultimi anni ci sono tornata. […] Ogni tanto mi mettevo un paio di scarpe da tennis, nient'altro, e facevo una corsetta per il campus o mi dondolavo dagli alberi per far ridere i miei amici. Era semplicemente divertente; non mi sembrava strano. Anche al college, andavo in giardino, mi spogliavo completamente e facevo finta di essere una ninfa dei boschi dietro i cespugli per far ridere.” (IMDb.com).
⟡ Le proiezioni in anteprima in Cina, tenutesi il 12 settembre 2025, includevano una scena modificata digitalmente dalle autorità cinesi, che trasformava una coppia omosessuale in una coppia eterosessuale. Il distributore globale del film, Neon, ha successivamente condannato la modifica, dichiarando di non approvare questo montaggio non autorizzato e chiedendo che la distribuzione venisse interrotta in Cina.
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
Michael Shanks
Durata, fotografia
102', colore
Paese:
Australia, USA
2025
Scritto da Exxagon nel marzo 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

