V/H/S/Halloween
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Voto:
Ottavo capitolo di una delle saghe found footage più longeve dell'horror contemporaneo, la quale ha dato la possibilità a “giovani” registi di farsi le ossa con corti non troppo dispendiosi, scatenando la loro verve crativa. V/H/S/Halloween sposa, solo oggi, il franchise alla festa più adatta al genere e al prodotto che, da sempre, è, ovvero un horror ad episodi che benissimo si adatta alla serata cinema da farsi la notte delle streghe. Questo sequel condensa, in 115 minuti, sei racconti diversi tenuti insieme da una struttura narrativa che, per la prima volta, riesce a essere sia coerente, sia divertente dall'inizio alla fine. La storia di contorno è Diet Phantasma, parodia nerissima di un focus group di marketing nel quale si hanno diverse cavie umane che vengono invitate a testare una nuova bibita, la Diet Phantasma per l'appunto, i cui gli effetti collaterali sono a dir poco terribili. Un interludio in odore di Stuart Gordon (Re-Animator, 1985) che, a ogni ritorno in scena, alza la posta e si guadagna il titolo di miglior segmento connettivo mai partorito dalla saga. Il primo episodio della collezione è "Coochie Coochie Coo" di Anna Zlokovic (Appendage, 2023), storia di due liceali un po' troppo grandi per andare a caccia di caramelle che decidono di concedersi un'ultima notte di dolcetto o scherzetto: le due finiranno per incrociare The Mommy, figura da leggenda urbana che attira gli adolescenti indisciplinati in una casa che non dovrebbe esistere. Episodio di per sé semplice e risaputo, ma l'effettistica e le visioni offerte, connesse ad un orrore infantile malsano, colpiscono basso, così come fanno anche alcuni videogame horror attuali girati in appartamento (Visage, Layers of fear, P.T., …). Paco Plaza, il ben noto regista dei [REC] (2007) - cosa della quale si dà un indizio con il costume da pompiere indossato dal giovane protagonista - firma il segmento Ut Supra Sic Infra, così sopra come sotto, adagio esoterico-alchemico che, usato incautamente dai soliti fresconi, scatena una possessione spaventosa, levitazioni e, piatto forte, l'estrazione di bulbi oculari. Tutto ben fatto ma non l'ho trovato incisivo. Con Fun Size Casper Kelly, la mente dietro al virale Too Many Cooks, porta in campo l'irriverenza pura: un gruppo di adulti in cerca di dolciumi ignora il cartello "Prendine uno" su un cestino lasciato in veranda (con dolci a forma di pene) e finisce risucchiato in un'infernale fabbrica di caramelle nella quale una mascotte li trasforma in dolciumi. Pezzo colorato e bizzarro. Con Kidprint, V/H/S/Halloween offre, senza alcun dubbio, il segmento più cupo mai partorito dalla saga, partendo dallo spunto reale del Kidprint, un servizio gratuito offerto da Blockbuster Video a metà degli anni '90: i negozi partecipanti avevano un chiosco davanti al quale i bambini indicavano la loro altezza e il personale utilizzava una telecamera VHS per registrare un breve video in cui davano informazioni base su se stessi; i genitori portavano a casa i nastri da utilizzare per l'identificazione in caso di scomparsa del figlio. Su questa base veritiera, già di per sé angosciosa, Alex Ross Perry (Her Smell, 2018), racconta una storia di violenza sui minori, segregati e torturati. Il segmento è coraggioso nell'abbracciare un male autentico e discostarsi alla giocosità o alle fantasie sia degli altri segmenti e del tono generale di tutto il franchise. Pur risultando chiaro che nessun bambino del corto abbia subito alcunché (inteso come pressioni registiche), la sintesi di montaggio riesce davvero ad orchestrare qualcosa di inquietante, con tanto di finale per nulla liberatorio. Oltretutto, originale anche la scelta del serial killer nero e pacioso, un tipo umano ben poco utilizzato in questi soggetti filmici. Chiude il cerchio Home Haunt di Micheline Pitt-Norman e R.H. Norman (guardate il loro corto Grummy se vi capita): una famiglia allestisce ogni anno ad Halloween un'elaboratissima casa infestata dentro casa propria, finché un vinile maledetto non anima tutte le decorazioni. Dichiarazione d'amore verso le tradizioni horror del vicinato americano che culmina in un finale esagitato nel quale la realtà orrorifica invade le strade del quartiere nei panni di una strega che vola sulla scopa e sbudella tutti. Dopo otto film, la formula found footage nata nel 2012 con il primo V/H/S ha ancora qualche cartuccia da sparare, seppure in direzione unicamente degli appassionati di horror. Aspettiamo lo speciale Pasqua.
Fast rating
Titolo originale
Id.
Regista:
Bryan M. Ferguson, Anna Zlokovic, Paco Plaza, Casper Kelly, Alex Ross Perry, Micheline Pitt-Norman e R.H. Norman
Durata, fotografia
115', colore
Paese:
USA
Anno:
xxxx
Generi e Temi
Portmanteau, Registe Horror, Ultragore, Monster movie, Weird,
Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
