Chaos

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Voto:

La moderata Emily (Maya Barovich) e la più spericolata Angelica (Chantal Degroat) si dirigono verso un rave nei boschi alla periferia della loro cittadina; i genitori di Emily (Deborah Lacey, Scott Richards) sono moderatamente d’accordo. Sul posto, Angelica adocchia un giovane misterioso, Swan (Sage Stallone), che offre loro droghe e le convince a seguirlo in una baita isolata. Il luogo è il covo di Chaos (Kevin Gage), criminale ricercato e sadico, affiancato dall'impulsivo Frankie e dalla squinternata Daisy (Kelly Quann). Le ragazze vengono sequestrate e sottoposte a violenze di crescente intensità. Un tentativo di fuga parzialmente riuscito innesca la resa dei conti finale tra la famiglia e la banda, mentre la polizia si rivela un po’ razzista e inefficiente.


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LA RECE

Un po’ come l'Ultima casa a sinistra ma senza acquisirne il contesto culturale di riferimento. L'unico intervento stilistico reale è l'intensificazione meticolosa della violenza, perseguita come fine in sé, mentre i personaggi rimangono abbozzati piuttosto che costruiti prima di essere eliminati dalla trama. Sequenze di brutalità notevole ma anche di notevole vacuità.

Chaos nasce con un espediente promozionale un po’ imbarazzante, memore dei vecchi exploitation (cfr. Reefer madness, 1938) che somministravano il peggio come monito per noi brava gente. Qui, lo statunitense DeFalco ci fa sapere, in incipit, che il tutto si basa su fatti reali, quali non si sa, e che l’orrore mostrato funge da monito per i genitori e le potenziali vittime, affinché evitino situazioni simili. In realtà, i fatti sui quali si basa DeFalco e lo sceneggiatore Steven Jay Bernheim sono quelli de l’Ultima casa a sinistra (1972), di cui riproduce la struttura con una fedeltà che sconfina nel plagio: ragazze dirette a un evento, contatto con i predatori, cattura, sevizie, approdo nella casa dei genitori di una vittima, vendetta. Il problema non è l'omaggio in sé, che poi può essere fatto risalire a Bergman, ma l'assenza di prospettiva. Craven, nel 1972, operava all'interno di un contesto culturale preciso, riflettendo le ansie di una generazione segnata dalla guerra e dalla dissoluzione dell'innocenza sessantottina. Chaos opera nel vuoto ideologico (ok, forse il nichilismo post 11 settembre) limitandosi ad aggiornare il meccanismo con la sostituzione del concerto rock col rave, l'inserimento di una coppia interraziale come elemento di potenziale tensione sociale, e poi, però, non fa nulla di davvero concreto con entrambe queste variabili. L'unico intervento reale sul modello è l'intensificazione della violenza, perseguita con meticolosità al fine di poter fare eleggere il suo film come uno dei più violenti sul mercato, almeno fino a quegli anni, che poi, non a caso, erano gli anni a cavallo della trilogia di Vogel (August Undergorund, 2001). Rispetto a film consimili che hanno fatto del vilipendio delle vittime il piatto forte (per tema ed ecosistema penso a la Casa del diavolo, 2005), si ha una differenza fondamentale: quei film costruivano personalità prima di eliminare i personaggi dalla storia; Chaos, invece, si limita ad abbozzare le personalità dei soggetti in campo, lasciando intuire il turbamento psicologico di Swan (Sage Stallone) o Daisy (Kelly K.C. Quann) per sguardi bassi o mani nei capelli; Sage Stallone, figlio del più celebre Sylvester, appare nel ruolo della trappola umana, prima di scomparire nella trama; il giovane attore sarebbe morto prematuramente nel 2012. Kevin Gage è fisicamente convincente nel ruolo del villain, e le due vittime sanno rendere bene il terrore, soprattutto nei momenti più estremi. Questi ultimi, senza mostrare poi troppo (a parte il taglio del capezzolo) sono decisamente brutali, soprattutto l’atto che subisce l’afroamericana Emily, la quale, pare (lo si desume da posizione e gestualità) viene penetrata analmente da un coltellaccio da caccia e squarciata anche nelle parti intime. Finale nichilista di buon ritmo ma che risulta anche essere un’infilata di cazzate notevoli, dato che nessuno, a parte il cattivissimo Chaos, riesce a fare una cosa giusta che sia una. Film non quintessenziale ma, indubbiamente, due o tre sequenze picchiano duro. I più sensibili stiano accorti.

TRIVIA

David DeFalco (1962) dixit: “Chaos non è mai stato concepito come un remake de l’Ultima casa a sinistra. La nostra idea [sua e del produttore Steven Jay Bernheim] era realizzare un film horror moderno ispirato ai film horror da drive-in degli anni ’70. Ovviamente l’Ultima casa a sinistra è stata la principale fonte di ispirazione, ma ho pensato che, dato che era tratto dalla storia de la Fontana della vergine, avrei potuto darne una mia interpretazione moderna. […] Ci sono tantissime recensioni su Chaos e sono tutte molto diverse tra loro. Per molti versi, Chaos è immune alle recensioni; infatti, anche i critici a cui non è piaciuto ne sono rimasti per lo più disgustati. Ed è proprio questa la reazione appropriata per un film che vuole essere il più brutale mai realizzato.” (Horrorreview.com)

⟡ Roger Ebert (1942-2013), il famosissimo critico, se la prese parecchio contro Chaos, assegnandogli ha zero stelle, sconsigliandone la visione e dicendosi pentito di averlo visto. Ciò scatenò la reazione di Steven Jay Bernheim, produttore del film, che scrisse una lettera ad Ebert dicendogli, in pratica, che non aveva capito nulla del film. A propria volta, Ebert rispose che… Insomma, se vi interessa, qui trovate il battibecco.

⟡ Pare che Kevin Gage abbia pianto durante la realizzazione del film. Circa l’attore Gace, egli ha avuto una vita un po’ movimentata negli ultimi anni, e non positivamente. Dopo una buona progressione carrieristica in film di alta caratura, quale Heat - la Sfida (1995) o altre partecipazioni accanto a Demi Moore, Viggo Mortensen, Nicolas Cage e Johnny Depp, il percorso professionale di Kevin ha subito una battuta d'arresto nel 2002 a causa dell'avvio, insieme a due soci, di un'impresa autorizzata per coltivare e distribuire cannabis a scopo terapeutico. Nonostante l'attività godesse della legalità nello Stato della California e del pieno appoggio del Consiglio dei Supervisori di San Francisco (che aveva proclamato la città un territorio favorevole alla marijuana medicinale), le autorità federali sono intervenute con una linea opposta, traendoli in arresto. Condannato a 41 mesi, Kevin ha trascorso due anni in un istituto penitenziario di minima sicurezza, ottenendo la scarcerazione anticipata per buona condotta nel settembre del 2005. La primavera successiva, nel 2006, Kevin è convolato a nozze con Perris Knight su una spiaggia di Santa Barbara, e dalla loro unione, nel gennaio del 2007, è nato il figlio Ryder Jay Gage. La serenità familiare è stata però spezzata alla fine del 2008, quando a Perris è stata diagnosticata una forma inoperabile di tumore cerebrale. Da quel momento, supportato dai propri genitori, Kevin ha dedicato ogni energia all'assistenza della moglie e alla crescita di Ryder. Dopo la scomparsa di Perris, avvenuta nel luglio del 2014, Kevin si è stabilito nel sud della California insieme al figlio, ormai adolescente. Lì risiede tuttora, mantenendo attivo il suo impegno nel mondo del cinema con la realizzazione di vari progetti di recitazione.

⟡ Il film utilizza una sex doll personalizzata arricchita con protesi ed effetti per assomigliare da vicino all'attrice che interpreta il ruolo nella sequenza delle scene di stupro.

⟡ Marc Sheffler (che interpretava Junior Stillo nell'originale l’Ultima casa a sinistra) è stato coproduttore di questo film.

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Titolo originale

Id.

Regista:

David DeFalco

Durata, fotografia

74', colore

Paese:

USA

Anno:

2005

Scritto da Exxagon nel giugno 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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