Cyst - la ciste assassina

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Voto:

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Cisti, secrezioni, escrescenze e materia corporea in rivolta. Tyler Russell ambienta la sua opera prima in una clinica dermatologica degli anni Sessanta nella quale l'infermiera Patricia (Eva Habermann), al suo ultimo giorno di lavoro, deve fare i conti con l'ennesima trovata del Dottor Guy (George Hardy), medico eccentrico convinto di aver brevettato un laser rivoluzionario per la rimozione delle cisti. La dimostrazione del macchinario, naturalmente, va nel peggiore dei modi: la cisti asportata ad un paziente acquista vita propria, si gonfia fino a proporzioni disumane e prende a infestare gli angusti locali dello studio medico, trasformando l'ultimo turno di Patricia in un assedio di pus. Cast delle grandi occasioni. George Hardy, il padre di famiglia di Troll 2 (1990) rimasto nell'immaginario collettivo per una delle peggiori interpretazioni nella storia del cinema, si ritrova qui nei panni del dottore folle con un entusiasmo che, paradossalmente, risulta più misurato rispetto ai suoi trascorsi. Greg Sestero, il Mark di The Room (2003), compare a consolidare l'operazione che parrebbe un corto stiracchiato per raggiungere 69 minuti. L'idea pare quella di omaggiare i creature-feature della vecchia scuola anni Ottanta, con mostri di fascino gommoso e umidori slime che, a pensare alto, si va con la memoria a la Cosa (1982) e, più in basso, ai lavori di Henenlotter (Basket case, 1982; Brain damage - la Maledizione di Elmer, 1988). Il problema di Cyst non è ciò che vuole essere, né il budget limitato che lo domina, ma ciò che non riesce a diventare, cioè un film disgustoso che sfrutti appieno un'idea di per sé valida nell'ambito dell'horror “filth”, ovvero la cisti o la pustola suppurata. In realtà, la virata sul registro comedy brucia l'interesse per il tema e anche le gag possibili (lo schizzo di pus in faccia, divertente la prima volta, ma ripetuto…) e lo script di Russell e Andy Silverman non dispone di idee sufficienti a sostenere nemmeno un'ora di racconto. L'ambientazione anni Sessanta resta un fondale da teatro di posa più che una cornice narrativa sentita, e anche la scelta di una protagonista femminile più matura della media del genere risulta una scelta curiosa con potenzialità non sfruttate. Il mostro, che è l'elemento più curioso dell'intero progetto, soffre di uno spazio d'azione troppo ristretto. Inoltre, la storia viene interpolata con un piccolo mostro-pupazzo di marzapane che non si capisce come debba integrarsi con la storia, finendo solo per creare fratture narrative e generale idiozia. Chi ha un debole per il body horror e lo splatter scanzonato affronti Cyst con iniziale simpatia, la quale, però, nel procedere della storia, vi avverto, potrebbe un po' sedersi, fino a ridursi, almeno nel mio caso, ad un giudizio di poca o nulla memorabilità, dato che non si avverte l'inventiva necessaria per conquistarsi lo status di cult autentico per un soggetto bizzarro che, in mani più ispirate, avrebbe potuto generare qualcosa da ricordare.


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etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

Cyst

Regista:

Tyler Russell

Durata, fotografia

73', colore

Paese:

USA, Germania

Anno:

2020

Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0