Dopo la vita

-

Voto:

Il magnate Rudolf Deutsch, ossessionato dall'interrogativo sul tema del dopo-vita, bandisce una singolare competizione paranormale: centomila sterline a ciascun partecipante disposto a investigare Villa Belasco, residenza maledetta universalmente nota come "Hell House", un’impresa che aveva già fatto dei morti. Il nuovo gruppo investigativo viene assemblato sotto la direzione del dottor Chris Barrett (Clive Revill), parapsicologo razionalista che intende affrontare il fenomeno con rigore scientifico. Lo accompagnano la moglie Ann (Gayle Hunnicutt), priva di sensibilità medianica ma emotivamente vulnerabile; Florence Tanner (Pamela Franklin), giovane medium spiritualista convinta di poter redimere le anime tormentate attraverso la compassione; e Benjamin Franklin Fischer (Roddy McDowall), l'unico reduce della drammatica indagine precedente, traumatizzato al punto da aver “chiuso” con le proprie facoltà psichiche per sopravvivere. Una volta varcata la soglia della dimora, tuttavia, la casa si rivela un organismo senziente che identifica le debolezze individuali: la rigidità di Barrett, la sessualità repressa di Ann, l'idealismo di Florence e il terrore sepolto di Fischer.


banner Amazon music unlimited, 90 milioni di brani senza pubblicità, exxagon per Amazon

LA RECE

Rielaborazione de Gli invasati attraverso la penna di Richard Matheson, privilegiando un approccio pseudo-scientifico all'infestazione e una manipolazione psico-sessuale dei protagonisti. Hough orchestra un’atmosfera gotica raffinata (nebbia, interni plumbei, cappella blasfema) alternando tensione sottile a manifestazioni soprannaturali, con un epilogo forse troppo esplicativo rispetto al mistero costruito. Film un po’ divisivo ma capace di costruire inquietudine per suggestione più che per shock.

Ghost story britannica anni Settanta collocata in un momento di transizione per il cinema horror, ovvero quando il gotico tradizionale stava cedendo il passo a forme di rappresentazione più viscerali - L'esorcista sarebbe uscito appena sei mesi dopo - ma il lavoro di Hough sceglie deliberatamente di non seguire quella direzione, attestandosi su un territorio più cerebrale e psicologicamente ambiguo. La struttura narrativa riprende in modo quasi dichiarato il modello de Gli invasati (1963) di Robert Wise, film tratto dal romanzo di Shirley Jackson “The Haunting of Hill House”, anche se qui la penna della novella “Hell House”, nonché della sceneggiatura, è quella di Richard Matheson (i Vivi e i Morti, 1960; i Maghi del terrore, 1963; l’Ultimo uomo della Terra, 1964; Duel, 1971). Come nel film di Wise, non ci sono fantasmi in senso tradizionale ma manifestazioni che oscillano tra oggettività paranormale e proiezione psichica degli investigatori. L'eredità di Henry James e del suo “Giro di vite” è palpabile: l'infestazione abita lo spazio incerto tra realtà, repressione e desiderio (cfr. Suspense, 1961). Tuttavia, The Legend of Hell House si distingue per un approccio più sistematicamente "scientifico" al fenomeno della casa infestata. Richard Matheson costruisce quella che si potrebbe definire un'indagine parapsicologica strutturata come un giallo; il film tenta persino di autocertificare la propria plausibilità attraverso una dichiarazione introduttiva del sensitivo Tom Corbett, nella quale si afferma che gli eventi paranormali rappresentati rientrerebbero "nei limiti del possibile"; un dispositivo retorico, in effetti un po’ risibile, che, comunque, attesterebbe la volontà del film di suscitare maggiore inquietudine. La casa diventa il vero protagonista del racconto. Hell House non è solo il contenitore degli orrori passati ma un organismo vivente che manipola emotivamente gli invasori, che si nutre delle loro paure e delle loro repressioni sessuali. Hough, regista reduce dal miglior capitolo della trilogia di Karnstein della Hammer (le Figlie di Dracula, 1971), orchestra un’atmosfera raffinata che va dalla nebbia perenne che avvolge gli esterni, agli interni plumbei con tanto di cappella con crocifisso blasfemo. Il film procede attraverso una progressione che alterna momenti di tensione psicologica sottile a manifestazioni più esplicite del soprannaturale, per poi approdare a passaggi nei quali si rimarca la cifra “scientifica e verosimile” del film, con l’inverter di frequenze che annichilisce le emanazioni negative. Di maggior interesse, almeno da un punto di vista psicologico, la manipolazione psichica che l’entità esercita sul piano sessuale. Le manifestazioni della casa, infatti, non si limitano a spaventare: seducono, pervertono, insinuano fantasie proibite, statue vengono accarezzate lascivamente, incubi erotici invadono il sonno dei protagonisti, la possessione assume connotati sessuali espliciti. È un horror che parla molto più della psiche dei vivi che della vendetta dei morti; il malvagio Belasco funziona come leva per fare emergere ciò che gli investigatori hanno rimosso. La signora Barrett (Gayle Hunnicutt), protetta dall'incredulità razionalista del marito scienziato, diventa preda di visioni che rivelano una sessualità frustrata, evidentemente da un marito troppo schematico; Florence Tanner (Pamela Franklin), giovane medium spiritualista convinta di poter redimere gli spiriti attraverso l'amore, viene progressivamente consumata da una possessione che assume i tratti dell'estasi masochistica. Interessante anche il personaggio interpretato da Roddy McDowall, uomo prima paralizzato dal trauma e, poi, eroico nel confronto finale con Belasco, un epilogo che, in effetti, sembra anche troppo esplicativo rispetto al mistero montato fino a quel momento, diversamente dalla vaghezza programmatica del succitato film del ’63 di Wise in cui l'origine dell'infestazione rimaneva deliberatamente indeterminata. In conclusione, film interessante ancorché divisivo, perché, per alcuni, lento e datato, appesantito da dialoghi tecnico-medianici che diluiscono il ritmo e con personaggi a tratti legnosi, mentre per altri spettatori, si tratterebbe di un piccolo classico capace di orchestrare atmosfera, tensione e ambiguità psicologica con maestria. Personalmente apprezzato soprattutto per le atmosfere e le scenografie, ma è anche vero che io sono della stessa generazione del film.

TRIVIA

Pamela Anne Franklin (1950) dixit: “Girare un film è girare un film e tu fai quello che devi fare senza pensare troppo a quanto sia grande o piccola la parte che interpreti.” (IMDb.com)

La colonna sonora sperimentale fu composta da Delia Derbyshire e Brian Hodgson, pionieri della musica elettronica del BBC Radiophonic Workshop.

Due attori di questo film hanno partecipato al mio amato serial Colombo (1971-1998). Roddy McDowall (1928-1998) è stato il killer dinamitardo Roger Stanford nell’episodio Mio caro nipote (S1.E6 - 1972). Clive Revill (1930-2025), invece, è stato l’ultimo killer della serie classica nell’episodio i Cospiratori (S7.E5 - 1978), nei panni dell’irlandese Joe Devlin in una delle migliori prove d’attore visibili nella serie.

⟡ Il romanzo originale era ambientato nel New England, con una squadra americana di investigatori psichici. La trama è stata modificata per adattarsi alla produzione del film in Inghilterra, con attori britannici che interpretano gli investigatori.

⟡ Gli inquietanti racconti degli atti di dissolutezza e malvagità di Emeric Belasco a Hell House erano vagamente basati su storie che coinvolgevano l'occultista Aleister Crowley. Crowley, la cui casa dal 1899 al 1913 si chiamava "Boleskine", usava anche lo pseudonimo di "Lord Boleskine".

⟡ All'inizio del film, quando è in camera da letto con il marito, Ann Barrett tiene in mano il romanzo "L'educazione sentimentale" dello scrittore francese del XIX secolo Gustave Flaubert. Il romanzo è stato senza dubbio scelto deliberatamente dai registi, poiché gran parte del romanzo parla di passione, sesso e desiderio, il che lo rende ben in linea con la natura fortemente sessualizzata ed erotica di gran parte del film. Prefigura anche le sue scene successive e allude alla sua sessualità repressa.

⟡ Lo scrittore Richard Matheson ha attenuato la violenza esplicita e le scene di sesso più intense del suo romanzo per conferire alla sceneggiatura del film un'atmosfera più cupa.

⟡ I vecchi libri che Ann Barrett vede allineati nella credenza sono intitolati, da sinistra a destra: “Atti ossessivi e pratiche religiose” di Sigmund Freud , “Il culto di Priapo” di Richard Payne Knight, “La psicologia del sesso” di Henry Havelock Ellis, “Peccato e sesso” di Robert Briffault, “Conazione volitiva” di anonimo, “Sesso e celibato” di T. Long, “L'anatomia degli abusi” di Phillip Stubs, “Culto fallico” di anonimo e “Autoerotic Phenomena In Adolescence: An Analytical Study Of The Psychology And Psychopathology Of Onaism” di K. Menzies.

⟡ Richard Matheson sperava che a questo film partecipassero Richard Burton ed Elizabeth Taylor.

⟡ Nel Regno Unito, curiosamente, il film ha ricevuto inizialmente una classificazione X.

⟡ Alla domanda se ci fossero scene tagliate o riprese extra, il regista John Hough avrebbe confermato che l'unica scena non inclusa nel film è stata quella del bagno turco con Clive Revill (Dr. Barrett) e sua moglie Gayle Hunnicutt (Ann). Un'inquadratura di questa scena è stata utilizzata per una foto di scena, e mostra Ann che bacia sulla guancia un disinteressato Dr. Barrett. Nel libro, Ann se ne va e il Dr. Barrett viene attaccato da una figura viscida e in putrefazione proveniente dallo stagno della villa, che si è insinuata nel bagno turco, e Fischer accorre in suo aiuto.

⟡ Mentre il regista John Hough ha affermato di considerare il suo gli Occhi del parco (1980) il suo film più spaventoso, ritiene che Dopo la vita (1973) sia il suo migliore.

⟡ Nonostante i personaggi principali fossero britannici, nella vita reale Roddy McDowall era l'unico membro del cast ad essere nato in Gran Bretagna. Clive Revill era neozelandese, Pamela Franklin era nata in Giappone e Gayle Hunnicutt proveniva dagli Stati Uniti.

⟡ Pamela Franklin fu la piccola Flora in Suspense (1961) .

⟡ Il regista John Hough era così determinato a rendere il film autentico che assunse Tom Corbett , un rinomato chiaroveggente e consulente psichico, come consulente tecnico. Hough chiese a Corbett di trovargli una vera casa infestata in cui girare e gli fu indicato Wykehurst Park, che si trova a 80 chilometri a sud di Londra. Come la casa di Belasco, Wykehurst fu costruita da un ricco industriale e, secondo Corbett, è infestata dal fantasma di un uomo agitato in redingote (un elegante soprabito) che percorre il vialetto fino alla porta d'ingresso e scompare sulla soglia.

⟡ In Perù il film venne censurato il giorno dopo la sua uscita nel 1974 a causa delle somiglianze tra Belasco e il presidente golpista Juan Velasco Alvarado, un generale dell'esercito.

⟡ Le star Clive Revill e Roddy McDowall si sarebbero riunite molti anni dopo in Godzilla: The Series (1998-2001) , nell'episodio DeadLoch (1999) in cui McDowall prestava la voce a uno scienziato malvagio che catturava il cucciolo del mostro di Loch Ness, mentre Revill prestava la voce a un truffatore scozzese in una sottotrama comica. Purtroppo, l'episodio andò in onda cinque mesi dopo la morte di McDowall.

⟡ Per coincidenza, tre delle star del film hanno interpretato vari personaggi nei media legati a Batman. Sia Michael Gough che Clive Revill hanno interpretato il fedele maggiordomo Alfred Pennyworth, con Gough che lo ha interpretato nella saga cinematografica a partire da Batman (1989), mentre Revill ha doppiato il personaggio nei primi tre episodi di Batman (1992), prima di abbandonare a causa di un impegno teatrale. Roddy McDowall ha interpretato il personaggio di Bookworm in Batman (1966-1968), un personaggio originale creato per quella serie e sarebbe tornato nella saga per dare voce al Cappellaio Matto in Batman (1992).

⟡ Il regista John Hough ha dichiarato di essere particolarmente orgoglioso di due inquadrature del film, realizzate prima dell'avvento degli effetti speciali CGI. Una, in cui il treno che ha portato Roddy McDowall (Ben Fischer) ha terminato di passare dietro di lui proprio mentre la limousine arriva a prenderlo, conferendo al personaggio un'aura soprannaturale. L'altra è l'inquadratura continua in cui Florence Tanner si strappa via le coperte del letto per vedere cosa stia causando la gobba sottostante, rivelando solo uno spazio vuoto.

⟡ Il regista John Hough ha lasciato aperta la possibilità di un sequel aggiungendo un'inquadratura di un gatto nero vivo con una strana espressione verso la fine del film. L'intento era quello di suggerire che si trattasse dello stesso gatto nero ucciso nella doccia di Florence Tanner e che l'inquietudine non fosse ancora finita.

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di buon livello

Titolo originale

The Legend of Hell House

Regista:

John Hough

Durata, fotografia

95', colore

Paese:

UK, USA

Anno

1973

Scritto da Exxagon nell'anno 2007; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

Amazon prime banner, exxagon per Prime video