Nel Profondo del Delirio

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Voto:

Il Dr. Henry Jekyll (Udo Kier), che ha dedicato molto tempo alla ricerca medica e ha pubblicato un libro in cui esprime le sue opinioni sulla medicina trascendentale, organizza una cena per annunciare il suo fidanzamento con Fanny Osbourne (Marina Pierro). Mentre gli ospiti - il generale Carew (Patrick Magee), il reverendo Guest (Clément Harari), il dottor Lanyon (Howard Vernon) e le rispettive famiglie - cenano e si sistemano per la notte, un demone sembra essere entrato in casa a stuprare ed uccidere. Fanny si intrufola nel laboratorio di Jekyll e lo vede immergersi in una vasca d’acqua e sangue dalla quale emerge come Edward Hyde, uomo dagli istinti e dal pene bestiale.


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LA RECE

Borowczyk reinterpreta Stevenson confinando la vicenda in una villa vittoriana tra dissertazioni filosofiche stoccafisso e violenze col fallo gigantesco, tra chi vi riconosce cinema d'autore provocatorio e chi lo liquida come pastiche pretenzioso e noioso. Si salva decisamente la scena della vasca.

Walerian Borowczyk (1923-2006), Boro per gli amici, cineasta polacco trapiantato in Francia, con la reputazione dell’enfant terrible del cinema d'autore erotico (la Bestia, 1975; Interno di un convento, 1978), qui alle prese con lo stranoto romanzo di Stevenson, “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” che lui rititola “Docteur Jekyll et les femmes”, tanto, lo sappiamo, l’istinto liberato giusto là s'intrufola, nell'origine del mondo illustrata da Coubert. In una cornice di gotico vittoriano che fa il paio con la perversione borghese, Boro confina quasi interamente la vicenda nella villa londinese del dottor Henry Jekyll, interpretato dal solito spiritato Udo Kier (1944-2025) che deve sposare Fanny Osbourne (Marina Pierro, musa del regista). L'establishment vittoriano nella sua compostezza ipocrita è, ovviamente, destinato a sfaldarsi sotto l'assalto di Edward Hyde (Gérard Zalcberg), manifestazione libidica dell'inconscio dello scienziato. Udo Kier, attore feticcio del cinema di genere europeo, offre una performance di magnetica ambiguità, incarnando quella borghesia scientista che nasconde sotto la facciata razionalista pulsioni inconfessabili. La scelta di inserire Fanny Osbourne - nome della moglie reale di Stevenson, donna avventurosa e tenace - costituisce l'operazione più significativa di Borowczyk: trasformare il racconto in un'indagine sulla complicità femminile con il mostruoso, anticipando tematiche che il cinema horror avrebbe metabolizzato solo decenni dopo. Interessante anche la trovata della trasformazione tramite immersione in acqua. Non solo il mezzo evita dispendio effettistico, non solo l’acqua è buon simbolo di erotismo (in quanto sta per altri liquidi), non solo perché la cosa deve essere stata realizzata con una vasca col “doppio fondo” nella quale gli attori si scambiano, dato che il movimento dell’acqua rende impossibile l’editaggio della ripresa, ma soprattutto perché il gesto trasforma la metamorfosi da evento fantastico in rituale di rinascita carnale, un battesimo inverso che consacra l'emergere della bestialità. Bernard Parmegiani, compositore di musica elettronica associato al Groupe de Recherches Musicales, fornisce una partitura lontana dalle convenzioni orchestrali del gotico cinematografico, creando paesaggi acustici stranianti che amplificano la dimensione allucinatoria del tutto. La colonna sonora dialoga con le scenografie (la villa diventa labirinto psichico) in modo analogo a quanto Kubrick aveva realizzato l'anno precedente con Shining ma, ovviamente, con ben altri risultati. Nel profondo del delirio, infatti, riempie i bui corridoi della villa di dissertazioni filosofiche stracotte in una messinscena che evoca il teatro da camera. Comprensibili le critiche mosse al film che lo catalogano come pastiche pretenzioso che oscilla goffamente tra la pallosità imponderabile e il ridicolo involontario, tanto più quando si vede spuntare il flagellante pene di 35 centimetri di Mr. Hyde con il quale massacra i genitali di una vittima ma anche il sedere di altri. Una giovane nobildonna, in vena BDSM, invece, gradisce e viene posseduta davanti agli occhi del padre attonito. Tuttavia, liquidare Nel profondo del delirio come mero esercizio trasgressivo non sembra onesto nei confronti di questo lavoro di Boro che, pur secondo le logiche e gli stili del cinema “contro” europeo (da Jean Rollin a Jess Franco), porta comunque in superficie ciò che il testo vittoriano lasciava solo intendere, con l’ambizione di elevare di qualche grado il materiale grindhouse. Film non essenziale ma di un certo interesse per chi va in cerca di autorialità provocatorie; per lo spettatore generico, un’esperienza noiosa, bislacca e porcona.

TRIVIA

Walerian Borowczyk (1923-2006) dixit: “L'erotismo, il sesso, è una delle parti più morali della vita. L'erotismo non uccide, non stermina, non incoraggia il male, non conduce al crimine. Al contrario, rende le persone più gentili, porta gioia, dà appagamento, conduce al piacere disinteressato.” (IMDb.com)

"Fanny Osbourne" era il nome della fidanzata di Robert Louis Stevenson , che rimase così scioccata dalla bozza originale de "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" che Stevenson gettò il manoscritto nel fuoco e scrisse una storia completamente diversa.

Ispirato da Sir Henry at Rawlinson End (1980) , il regista Borowczyk chiamò in questa produzione l'attore Patrick Magee e il direttore della fotografia Martin Bell. Tuttavia, Boro trovò il lavoro di Bell troppo lento e lo fece sostituire dopo tre giorni di riprese da Noël Véry.

Come regalo di fidanzamento, il dottor Jekyll e la signorina Osbourne ricevono un dipinto raffigurante "Una donna in blu che legge una lettera" di Vermeer.

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di discutibile livello

Titolo originale

Docteur Jekyll et les femmes

Regista:

Walerian Borowczyk

Durata, fotografia

91', colore

Paese:

Francia, RFT

Anno

1981

Scritto da Exxagon nel febbraio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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