Nope
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Voto:
OJ Haywood (Daniel Kaluuya) gestisce il ranch di famiglia nelle colline della California dopo la morte improvvisa del padre, colpito da detriti precipitati dal cielo in circostanze mai chiarite. Con l'aiuto dell'irrequieta sorella Emerald (Keke Palmer), OJ cerca di tenere in vita l'attività di addestramento e noleggio di cavalli per le produzioni hollywoodiane, cedendo parte del bestiame all'intraprendente vicino Ricky "Jupe" Park (Steven Yeun), ex bambino prodigio televisivo oggi gestore di un parco a tema western. OJ nota una presenza anomala nel cielo: una formazione nuvolosa immobile che sembra nascondere qualcosa. Convinto di poter documentare un fenomeno extraterrestre, ingaggia il tecnico di sorveglianza Angel Torres (Brandon Perea) per installare telecamere nell'intera proprietà e contatta il celebre direttore della fotografia Antlers Holst (Michael Wincott) per ottenere lo scatto definitivo. Quella che inizialmente si configura come un'opportunità commerciale si rivela ben presto qualcosa di molto più pericoloso.
LA RECE
Peele trasforma il cinema di contatto extraterrestre in una riflessione sul predatore e sulla preda: la creatura celeste non è un'entità aliena con un messaggio ma una creatura “animale” che riduce l'uomo a cibo e il deserto californiano a territorio di caccia. Peele dimostra una padronanza formale fuori discussione sul piano visivo e sonoro, ma la sceneggiatura accumula tensioni tematiche che non sempre trovano sintesi, lasciando alcune diramazioni irrisolte. Opera ambiziosa e intermittente, più memorabile per il concetto che per la narrazione.
Terzo lungometraggio per Jordan Peele che, a questo punto, si trova in una posizione analoga a quella di M. Night Shyamalan nei primi anni Duemila: autore consacrato da un successo clamoroso - Scappa - Get Out (2017), con il quale aveva trasformato il cinema di genere in strumento di analisi delle dinamiche razziali americane, vincendo l'Oscar per la sceneggiatura originale - e, poi, alle prese con la necessità di confermare o smentire l'etichetta di genio. Nope è il film in cui Peele sceglie (forse) deliberatamente di non rispettare le attese. Il centro concettuale dell'opera è un'idea di notevole originalità: l'entità celeste non è un'astronave aliena, non porta messaggi né minacce nel senso convenzionale. È un predatore. Un essere che occupa il cielo come un rapace con l'indifferenza biologica di chi si trova al vertice della catena alimentare. Questa inversione ribalta la grammatica consolidata del cinema di contatto extraterrestre - da Spielberg (Incontri ravvicinati del terzo tipo, 1977) a Villeneuve (Arrival, 2016) - avvicinando Nope alla logica del Natural Horror -o Animal horror - quindi, alla stessa struttura narrativa de lo Squalo o de gli Uccelli, dove la minaccia non proviene dal male ma dall'alterità radicale della natura. Jean Jacket, il mostro alieno così soprannominato dai protagonisti, non è né ostile né benevolo: è fame, territorio, istinto puro. Attorno a questa intuizione, abbiamo di positivo la fotografia di Hoyte van Hoytema che trasforma le pianure californiane in un paesaggio liminale sospeso tra il western e la fantascienza, dove lo spazio aperto diventa esso stesso fonte di angoscia. D’altra parte, Peele costruisce un sistema di echi tematici che entusiasmano molto meno. La sequenza dedicata a Gordy - lo scimpanzé protagonista di una sitcom televisiva che un bel giorno perde il controllo uccidendo quasi tutto il cast - non sarebbe una digressione ma una variazione sul tema del predatore addomesticato che rivela la propria natura al momento sbagliato; anzi, a quello giusto dato che le persone hanno sottostimato la sua intima natura. Il parallelismo tra l'animale in studio e la creatura nel cielo non viene mai dichiarato esplicitamente e, per come svolto, lascia un retrogusto di incompiutezza, anche se vi è una ovvia coerenza fra la scimmia e l’alieno. Le interpretazioni risultano divisive. Kaluuya costruisce OJ attraverso il silenzio e la fatica fisica, elaborando il lutto con un understatement che, in certi passaggi, rischia, però, di scivolare nell'inerte, appesantendo una narrazione che non ha bisogno di ulteriori rallentamenti. Palmer porta energia e vitalità al personaggio di Emerald, e il contrasto tra i due fratelli funziona nella misura in cui rispecchia dinamiche familiari riconoscibili; eppure, quella stessa simmetria (il chiuso e l'esuberante, il riflessivo e l'impulsivo) finisce per assecondare più di un cliché, tra cui quello, piuttosto logoro, dell'afroamericana sopra le righe, ciarliera e un po’ sboccata. Interessante, invece, il direttore della fotografia interpretato con grandissima efficacia da Michael Wincott (il cattivone del film il Corvo, 1994) che realizza un film per il pubblico e uno per sé, e nel momento culminante sceglie la ripresa perfetta al posto della sopravvivenza. La fragilità di Nope risiede in una sceneggiatura che accumula più strati di quanti riesca a sintetizzare: la prima parte, lunga, digressiva, costruita su dettagli che richiedono un'attenzione superiore alla media, non sempre bilancia l'attesa con la ricompensa. La parabola di Jupe viene troncata invece di essere portata a compimento. Il finale, visivamente efficace, non restituisce la grandezza dell’idea alla base. Nope è un film che affascina più di quanto convinca ma si lascia rivedere con piacere proprio a motivo di questo mostro alieno davvero sorprendente; peccato che si è messo a sorvolare e predare una zona di scarso interesse.
TRIVIA
Michael Anthony Claudio Wincott (1958) dixit: "È bello vestirsi bene. L'eleganza esprime maggiori aspettative di vita. L'attuale cultura della sciatteria trasmette una resa spirituale e intellettuale." (IMDb.com)
⟡ Nel film si fa esplicito riferimento a Eadweard Muybridge, il fotografo britannico che nel 1878, su commissione del magnate ferroviario Leland Stanford, realizzò la celebre sequenza di un cavallo al galoppo, tecnicamente il primo esempio di immagine in movimento della storia. Si tratta, per la precisione, una vera serie di fotografie animate del 1878, una delle prime immagini in movimento di sempre, che è stata chiamata Sallie Gardner at a Gallop (1878). Sallie Gardner è il nome del cavallo; i due fantini erano indicati come «C. Marvin» e «G. Domm». Nessuna delle loro identità è nota, anche se avrebbero potuto benissimo essere neri, come sostiene Emerald. A quei tempi molti fantini erano neri. L'esperimento nasceva da una scommessa: si voleva dimostrare che, durante il galoppo, il cavallo solleva contemporaneamente tutti e quattro gli zoccoli da terra. Prima di dedicarsi al proto-cinema, Muybridge era noto come fotografo naturalista disposto a rischiare la vita pur di ottenere l'immagine perfetta. Nel 1874 uccise l'amante della moglie; durante il processo, la difesa tentò di invocare la follia sostenendo che nessun uomo nel pieno delle proprie facoltà avrebbe affrontato certi pericoli per scattare una fotografia. Fu assolto per omicidio giustificato. Nel personaggio di Antlers Holst, che nella scena finale sceglie di restare a riprendere la creatura pur sapendo cosa lo aspetta, risuona qualcosa di quella stessa logica.
⟡ Jordan Peele cita King Kong (1933), Jurassic Park (1993), Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), Signs (2002) e Il mago di Oz (1939) come influenze sul film. Considera questi film esempi di dipendenza dallo spettacolo, un tema importante del film.
⟡ Steven Yeun, il personaggio di Jupe, ha un grosso paio di forbici metalliche sulla sua scrivania che sono le stesse forbici presenti in primo piano in Noi (2019).
⟡ Jordan Peele ha scelto specificamente il film sui cowboy Non predicare... spara! (1972) perché avesse un ruolo di primo piano: «È stato il primo film che conosco in cui erano rappresentati dei cowboy neri. Il mito che i cowboy fossero solo ragazzi bianchi che correvano in giro non è vero, ma non sappiamo la verità dei fatti a causa di Hollywood e della visione romanzata di un'epoca molto brutale. Il film condivide uno spirito simile».
⟡ Il set del parco divertimenti di Jupiter's Claim è ora una parte permanente del tour di Hollywood degli Universal Studios. È stato convertito in un labirinto di case infestate durante Halloween Horror Nights 2022.
⟡ È il primo film horror ad essere girato con telecamere IMAX.
⟡ Emerald e OJ indossano rispettivamente abiti verdi e arancioni (OJ = Orange Juice).
⟡ La maggior parte delle sequenze notturne, in particolare quelle girate nel campo di Haywood, sono state girate di giorno con un impianto complesso costruito dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema. Queste scene sono state girate con una normale fotocamera a pellicola Panavision da 70 mm e una fotocamera digitale ARRI Alexa 65, modificate con il filtro IR rimosso dal sensore per renderlo sensibile alla luce infrarossa, montate in una telecamera 3D in modo da scattare la stessa immagine contemporaneamente, in modo simile a come van Hoytema ha ripreso la sequenza di inseguimento lunare in Ad Astra (2019). Queste due immagini sono state poi composte insieme per conferire alle scene notturne un aspetto unico. In effetti, la maggior parte di queste sequenze sono adatte all’IMAX, ma in realtà sono state girate con una normale pellicola da 70 mm con un rapporto di aspetto 2, 20:1 e sono state ampliate digitalmente in post-produzione.
⟡ Il film si svolge ad Agua Dulce, in California, vicino alle famose Rocce di Vasquez.
⟡ Dopo aver visto questo film, un fan su Twitter ha proclamato Jordan Peele il più grande regista horror di tutti i tempi. Peele ha risposto: «Adoro il tuo entusiasmo, ma non tollero che qualcuno calunni John Carpenter».
⟡ Peele ha scelto «Nope» pensando al pubblico che reagisce a ciò che pensa e sente al cinema, o ad altri che potrebbero anche dire di no alla visione di un film dell'orrore.
⟡ Questo è il primo film di Jordan Peele girato su pellicola Panavision da 70 mm.
⟡ Uno dei più noti attacchi di scimpanzé nella storia del cinema è avvenuto ai danni del futuro presidente Ronald Reagan durante le riprese Bonzo la scimmia sapiente (Bedtime for Bonzo, 1951). Lo scimpanzé Bonzo quasi soffocò Reagan tirandogli la cravatta, e dopo che si liberò, la cravatta dovette essere tagliata da un membro della crew.
⟡ La maglietta che Emerald indossa alla fine del film con la scritta «Canyon High» è, in realtà, quella del liceo della vicina città di Canyon Country, California, vicino ad Agua Dulce.
⟡ Si dà per assunto che l’attacco della scimmia Gordy subito dopo è stato causato anche dal fatto che i produttori e lo staff dello show lo hanno anche umanizzato eccessivamente omettendo di considerare le differenze nel modo in cui uno scimpanzé potrebbe reagire a rumori forti inaspettati e a una folla dal vivo rispetto a un attore umano. Fin dalle prime battute di dialogo emerge l'idea che anche una persona intelligente possa non riconoscere le differenze tra animali e umani con risultati disastrosi, uno dei temi centrali del film.
⟡ Antlers Holst (Michael Wincott) prende il nome da Gustav Holst, compositore di «The Planets».
⟡ Il film inizia con una citazione dal libro biblico di Nahum. La visione del profeta Nahum ha come protagonisti i cavalli.
⟡ Emerald racconta a OJ che il padre non le ha mai insegnato ad andare a cavallo. In effetti, nel film non riesce mai ad andare a cavallo, ma alla fine cavalca una moto.
⟡ Quando Emerald urla: «Corri OJ, corri!» si fa riferimento a quando l’auto di OJ Simpson venne inseguita dalla polizia di Los Angeles nel 1994.
⟡ Quando Ricky (Steven Yeun) afferma che tra «un'ora te ne andrai da qui dopo aver assistito a uno spettacolo», manca esattamente un'ora ai titoli di coda del film.
⟡ Peele ha confermato che il disegno della creatura nella scena finale è stato influenzato dagli Angeli in Neon Genesis Evangelion (1995).
⟡ Dopo che OJ ed Em vendono Lucky a Jupe, vengono visti camminare e parlare fuori dal ranch durante il tramonto. Mentre la ripresa si sposta verso le nuvole, puoi vedere che la «nuvola aliena» ha un aspetto molto diverso rispetto alle nuvole normali. Lo si vede poco prima che il pubblico venga a conoscenza dell'alieno.
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Titolo originale
Id.
Regista:
Jordan Peele
Durata, fotografia
130', colore
Paese:
USA, Giappone, Canada
Anno:
2022
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

