The Prey

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Voto:

Nel 1948, un incendio devasta un accampamento di zingari nel cuore delle montagne nordamericane. Le fiamme non lasciano superstiti, o almeno così sembra. Trent'anni dopo, dopo che una coppia di campeggiatori viene massacrata in apertura, sei ragazzi si inoltrano negli stessi boschi per un fine settimana all'aria aperta: Nancy (Debbie Thureson), Bobbie (Lori Lethin), Joel (Steve Bond), Skip (Robert Wald), Gail (Gayle Gannes) e Greg (Philip Wenckus). Ad accoglierli c'è il ranger Mark O'Brien (Jackson Bostwick), affiancato dall'anziano Lester (Jackie Coogan). Tra una scalata e una pomiciata attorno al fuoco, il gruppo non si accorge di essere osservato. La storia produttiva del film di Edwin Brown, scritto con la moglie Summer, è, come non di rado accade con le pellicole di serie B - e qui siamo prossimi alla serie Z - quasi più interessante del film stesso. Girato tra il 1978 e il 1979, the Prey rimase a lungo senza distributore e uscì soltanto nei primi anni Ottanta, quando il pubblico lo scambiò per l'ennesimo clone di Venerdì 13 (1980). In realtà, le date lo collocano tra i precursori, a ridosso di Halloween (1978), dal quale eredita le soggettive dell'assassino e il respiro ansimante fuori campo. Prima di the Burning (1981), inoltre, il film propone il killer ustionato e precede di poco Just before dawn (1981) nel trasformare i boschi in territorio ostile, sempre nei termini dello slasher, dato che il backwood come luogo di nequizie era già stato presentato da un Tranquillo weekend di paura (1972). Il primato cronologico, però, non basta a fare di the Prey un buon film. Il difetto più evidente è la quantità di riprese naturalistiche: rane, serpenti, ragni, avvoltoi e millepiedi occupano lo schermo così a lungo da far pensare a un documentario sulla fauna montana; qualcuno ci ha visto un tentativo di costruire l'atmosfera attraverso la desolazione del paesaggio, e l'intuizione non è del tutto sbagliata. La natura del film è indifferente, osserva senza intervenire, una visione quasi (dico quasi) herzoghiana. L'idea, comunque, resta abbozzata, e quei frammenti pseudo-documentaristici sembrano soprattutto un modo per raggiungere la durata minima. Resta, d’altra parte, abbozzato il tema centrale del film, ovvero quella del diverso che la società ha rimosso e che ritorna sotto forma di corpo deforme; è la figura dell'uomo selvatico della tradizione europea, metà bestia e metà umano. Il film, tuttavia, non sviluppa mai questa traccia, e la sotto-trama gitana presente solo in alcune versioni internazionali, con un lungo flashback sull'accampamento, sembra servire più a mostrare qualche nudità che a dare spessore al personaggio. Per una quarantina di minuti, infatti, l'orrore è quasi assente ed emerge, invece, una palese componente sexploitation esaltata sia da seni, sia da interpreti particolari, sulle quali svetta, anche per estetica, Arcadia Lake, ex pornostar per molto tempo data per morta ma, in modo per certi versi ancor più drammatico, sparita nel nulla; su di lei un mio approfondimento nella sezione Falling Stars. Il film traccheggia fra fasi scritte male (lunghi silenzi fra interpreti), finché compare l’assassino sfigurato e il film si sveglia. Gli SFX di John Carl Buechler, futuro artigiano della Empire di Charles Band, superano il valore medio dell’operazione: la gola squarciata di uno dei ragazzi è il momento più efficace; peccato che il look complessivo del mostro, interpretato dallo spilungone Carel Struycken, il futuro Lurch de la Famiglia Addams (1964-1966), risulti approssimativo e goffo. A questo proposito, nel film compare anche Jackie Coogan, ex bambino d’oro di Hollywood poi caduto in disgrazia e riemerso come Zio Fester sempre nel suddetto serial. Nota tecnica aggiuntiva, sul montaggio pesa un'incognita: parte del materiale girato, comprese le motivazioni dell'assassino e alcune estensioni splatter, non è mai arrivato nella versione definitiva e forse è andato perso per sempre. Finale cinico un po' inatteso che, però, non cambia la sostanza di uno slasher rustico e boschivo con una confezione troppo povera. Il mio voto è un po' severo ma potrebbe essere più palatabile per chi è in cerca di horror USA da scaffale VHS anni '80 impolverato.


Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

Id.

Regista:

Edwin Brown

Durata, fotografia

80', colore

Paese:

USA

Anno:

1980

Generi e Temi

Slasher

Scritto da Exxagon nell'ottobre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0