Psycus
-
Voto:
Leonora Brandt (Barbara Shelley) raggiunge la tenuta dello zio (Ernest Milton) accompagnata dal marito Richard (Jack May) e dagli amici Allan (John Lee) e Cathy (Patricia Webster). Il vecchio le rivela che l'eredità familiare consiste in una maledizione licantropica secolare: l'anima del membro più anziano del clan abita contemporaneamente il proprio corpo e quello di un leopardo. Dopo il rituale di trasferimento, Leonora acquisisce il controllo mentale del felino e lo usa per uccidere Richard, sorpreso mentre tradisce con Cathy. La donna confessa tutto a Brian Marlowe (Robert Ayres), suo ex fidanzato ora psichiatra, che la ricovera nel proprio ospedale londinese.
LA RECE
Coproduzione anglo-americana che rielabora il Bacio della pantera perdendo strada la matrice psicosessuale di Tourneur, optando per letteralità narrativa che svuota il mito, riducendo la maledizione licantropica a meccanismo soprannaturale esplicito. La fotografia in bianco e nero preserva comunque una certa tensione gotica.
Coproduzione anglo-statunitense realizzata presso i Beaconsfield Studios sotto l'egida della Insignia Films e della filiale AIP Malibu Production. Si tratta della prima coproduzione dell’American International Pictures, con un investimento di quest’ultima di 25.000 dollari ed una sceneggiatura di un loro regular (il Lou Rusoff di the Phantom from 10.000 leagues, 1955, e il Mostro del pianeta perduto, 1955), titolata “Wolf girl”, in cambio dei diritti di distribuzione per l'occidente. L’ispirazione evidente è il Bacio della pantera (1942) ma il lavoro più commerciale e svelto di Rusoff si perde per la strada la matrice psicosessuale che animava l'originale di Tourneur. Infatti, seppure riprodotti gli snodi del vecchio modello (la protagonista femminile enigmatica, il marito inadeguato, lo psichiatra ex-amante che tenta di razionalizzare l'inspiegabile), questa ripetizione si rivela vuota poiché priva del taglio metaforico che rendeva il Bacio della pantera un lavoro d'eccellenza. Dove Tourneur - anzi, lo sceneggiatore DeWitt Bodeen - costruiva una complessa allegoria del desiderio represso attraverso l'ambiguità simbolica, la produzione AIP opta per una letteralità narrativa che svuotava il mito della sua forza perturbante. La maledizione che affligge Leonora non è metafora della sessualità femminile incompresa, ma un meccanismo soprannaturale esplicito (una maledizione familiare) tradotto in effetti speciali che rivelano drammaticamente i limiti tecnici della produzione, chiudendo poi il discorso dove il predecessore lo lasciava magistralmente aperto. La battuta conclusiva dello psichiatra Marlowe, che dovrebbe recuperare all'ultimo momento una dimensione di ambiguità, appare un espediente tardivo, incapace di ridiscutere quanto già irrimediabilmente mostrato. Leonora di Barbara Shelley, attrice che si affermerà nella galassia Hammer, offre una performance intensa e incarna una femminilità tormentata, sospesa tra vittimismo e potenza distruttiva, ma il contesto narrativo non le fornisce gli strumenti per sviluppare tale ambivalenza in profondità. Ciononostante, Cat Girl non sprofonda nella totale mediocrità: la fotografia in bianco e nero preserva una certa tensione gotica regalando un’atmosfera decisamente gradevole per chi ama ombre e nebbia. Ciò è evidente soprattutto ad inizio film. Il problema risiede nell'incapacità, anzi, nella volontà spiccia, per un progetto concepito più come calcolo economico che come visione artistica, di non strutturare una narrazione che richiede sottigliezze. Intendetelo come un remake ma senza inventiva; tuttavia, almeno per l’appassionato di vintage, Psycus viene salvato dal dimenticatoio grazie a quel mood gotico.
TRIVIA
Barbara Teresa Kowin “Shelley” (1932-2021) dixit: “La Hammer era come una famiglia, una famiglia di grande talento… e c'era una mensa meravigliosa laggiù! Lavorare con Peter Cushing e Christopher Lee… sono stata più che fortunata, sono stata onorata. È stato meraviglioso lavorare con loro, entrambi così generosi come attori, con un'atmosfera meravigliosa sul set e un meraviglioso senso dell'umorismo.” (IMDb.com)
Quando il film fu mostrato per la prima volta ai dirigenti della American International Pictures (AIP), questi rimasero sbalorditi nel vedere che si trattava di un horror psicologico e che non c'era alcun "mostro" vero e proprio. Scontenti, contattarono Paul Blaisdell, specialista in mostri a basso costo, e gli chiesero di creare una maschera/costume da mostro a forma di gatto e di prepararlo in due giorni per alcune riprese veloci. Blaisdell portò a termine il lavoro, ma il prodotto finale fu girato fuori fuoco. Tuttavia, la AIP utilizzò comunque il filmato poiché non c'era tempo per riprendere le scene. Questi pochi secondi furono omessi quando il film fu venduto per la televisione negli anni '60, ma furono ripristinati per l'uscita in videocassetta negli anni '90.
Il regista di questo film è il padre dell’attore Charles Shaughnessy, popolarmente noto per il suo ruolo di Maxwell Sheffield nel serial tv la Tata (1993-1999).
Fast rating

Titolo originale
Cat Girl
Regista:
Charles Shaughnessy Sr.
Durata, fotografia
76', b/n
Paese:
USA, UK
1957
Scritto da Exxagon nel febbraio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

