la Terza fossa

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Voto:

Quando il marito di Claire Marrable (Geraldine Page) muore, la donna scopre di essere rimasta senza un soldo. Claire, quindi, trova un modo criminale per sopravvivere: assumere una serie di collaboratrici domestiche che poi uccide dopo essersi appropriata dei loro risparmi, finendo per seppellirle nel giardino della sua villa isolata, luogo in cui saranno utili come concime per i suoi pini dalle foglie lunghe. Quando Claire assume la signora Dimmock (Ruth Gordon), non sa che quest’ultima è venuta a cercare indizi sulla sorte della sua amica scomparsa.


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LA RECE

Terzo capitolo del geriatric horror inaugurato da Aldrich, qui prodotto ma non diretto da lui. Si trasferisce il gotico nel deserto dell'Arizona, puntando sul duello recitativo tra Geraldine Page (vedova omicida che seppellisce governanti in giardino) e Ruth Gordon (detective improvvisata). Film diseguale con limiti strutturali e regia televisiva, ma memorabile per le protagoniste, la location e il finale beffardo.

Tassello conclusivo di una trilogia non ufficiale prodotta da Robert Aldrich ed inaugurata da Che fine ha fatto Baby Jane (1962) e proseguita con Piano… piano, dolce Carlotta (1964). Il successo di Baby Jane aveva dimostrato come le ex-star del cinema classico potessero trovare nuova linfa vitale interpretando figure femminili disturbate, sadiche, psicologicamente complesse. Bette Davis e Joan Crawford avevano trasformato il declino delle loro carriere in un'occasione di rinascita artistica, incarnando quella dimensione oscura dell'invecchiamento femminile che il cinema americano preferiva generalmente occultare. Il sottogenere che ne derivò, noto come geriatric horror o psycho-biddy, dialogava con una tradizione che affondava le radici nel melodramma gotico, ma introduceva una componente di umorismo nero che lo avvicinava alla sensibilità camp: il dolore esistenziale delle protagoniste diventava spettacolo anche perché, in questi film, si veniva a creare un rispecchiamento, per quanto fittizio, fra i personaggi filmici e la biografia delle interpreti. La Terza fossa, tratto dal romanzo "The Forbidden Garden" di Ursula Curtis, eredita questa formula ma la trasloca in un contesto radicalmente diverso. Qui, Aldrich, regista dei due precedenti film, affida la regia a Katzin, regista televisivo alla sua opera più ambiziosa. Il risultato è un film che, pur non raggiungendo le vette dei suoi predecessori, riesce a ritagliarsi una propria identità grazie a uno spostamento geografico ed estetico significativo: dal gotico claustrofobico delle vecchie dimore, alla luminosità del deserto dell'Arizona. Baby Jane e Sweet Charlotte si svolgevano in tenebrose dimore vittoriane, illuminate da una fotografia in bianco e nero ad alto contrasto che evocava l'espressionismo tedesco; Katzin, invece, opta per una scelta controcorrente: il colore saturo, la luce diurna, il paesaggio desertico che abolisce ogni possibilità di occultamento. È un gotico solare, se vogliamo - come farà anche il nostro Pupi Avati (cfr. la Casa dalle finestre che ridono, 1976)- che sostituisce le ombre minacciose con l'abbacinamento luminoso, creando un senso di isolamento ancora più radicale in un deserto che diventa metafora di aridità morale. Il vero plus del film, tuttavia, sta nella dinamica fra le due protagoniste. Mrs. Marrable oscilla tra l'eleganza sudista e la ferocia calcolatrice, tra risate sguaiate e silenzi carichi di minaccia. La folle donna ricorda la Blanche DuBois di Un tram che si chiama desiderio - la stessa ricercatezza manieristica, lo stesso rifiuto della realtà - ma reinterpretata attraverso la lente della psicopatologia; quindi, con un'aggiunta di sadismo che la trasforma in figura genuinamente inquietante. Il personaggio gioca fra i registri, passando dall'affettazione snob alla violenza repressa con una fluidità che rende imprevedibile ogni sua apparizione. Sull'altra sponda del fiume abbiamo Ruth Gordon, fresca del successo in Rosemary's Baby (1968) e destinata a diventare icona con Harold e Maude (1971), nonché omicida nell'episodio Prova a prendermi (S7.E1) del serial Colombo (1977). La minuta attrice interpreta una donna che nasconde, sotto un'aria serafica e innocua, un'intelligenza acuta che smonta, pezzo per pezzo, la facciata di rispettabilità della padrona di casa. Se il duello recitativo rappresenta il punto di forza indiscusso del film, la struttura narrativa mostra debolezze. Il plot procede per accumulo ripetitivo (governante assunta, governante uccisa, governante seppellita) mentre le sottotrame secondarie, in particolare quella sentimentale tra i personaggi giovani (Robert Fuller e Rosemary Forsyth), risultano incolori e funzionali solo a diluire i tema centrale; Fuller, in particolare, offre una performance legnosa. La regia di Katzin è competente ma il suo stile tradisce le sue origini televisive: la macchina da presa è funzionale, così come il montaggio, senza che traspaia una particolare impronta autoriale. Una certa piattezza di rappresentazione è però evitata, come detto, dal fatto di aver ambientato il film nel deserto, cosa che fornisce un'iconografia originale rispetto ai modelli di riferimento; a ciò si aggiunge un umorismo nero che permea diverse scene, creando quella tensione tra riso e disagio che caratterizzava il miglior cinema di Aldrich. Il finale, apprezzato da tutti coloro abbiano visto il film, rappresenta il culmine di questa ironia feroce. La Terza fossa non raggiunge l'eccellenza dei primi due film di Aldrich ma riesce comunque a ritagliarsi una propria dignitosa posizione all'interno del sottogenere; valido soprattutto per chi ama il thriller psicologico a quote rosa.

TRIVIA

Ruth Gordon Jones (1896 - 1985) dixit alla premiazione dell'Oscar per il suo ruolo in Rosemary’s Baby, a 72 anni, dopo oltre cinquant'anni di carriera: “Non so dirvi quanto sia incoraggiante una cosa del genere. Il primo film in cui ho recitato è stato nel 1915, e ora siamo qui, nel 1969. In realtà, non so perché c'ho messo così tanto, anche se non credo di essere una ritardataria. Comunque, grazie Bill, grazie Bob, grazie Roman [Polanski] e grazie Mia [Farrow], e grazie a tutti voi che avete votato per me. E a tutti voi che non l'avete fatto: per favore, scusatemi.” (IMDb.com)

⟡ Tra il completamento della produzione di questo film e la sua uscita nelle sale nel luglio 1969, Ruth Gordon vinse l'Oscar come migliore attrice non protagonista per Rosemary's Baby, con il risultato che il suo nome nei titoli di testa e in tutto il materiale promozionale fu elevato al secondo posto, subito dopo quello di Geraldine Page.

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Titolo originale

What Ever Happened to Aunt Alice?

Regista:

Lee H. Katzin, Berbard Girard [non accreditato]

Durata, fotografia

101', colore

Paese:

USA

Anno

1969

Scritto da Exxagon nel gennaio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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