V/H/S/85
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Voto:
Quinto capitolo della modesta serie antologica found footage inaugurata nel 2012 con V/H/S, che, qui, sceglie come baricentro temporale gli anni Ottanta. Una mossa tanto pratica quanto furba: il decennio consente di giocare con l'estetica degradata del nastro magnetico, le distorsioni del tracking, i glitch da segnale analogico, effetti che mantengono una loro presa visiva sull'immaginario degli appassionati del genere, per quanto ormai largamente codificati e, ammettiamolo, un po' esauriti. L'anno specifico scelto nel titolo, il 1985, strizza l'occhio alla cultura pop di riferimento e permette di ancorare ogni episodio a un'atmosfera da vecchia VHS piratata, il bootleg e via dicendo. Il film si struttura attorno a un episodio-cornice, Total Copy, diretto da David Bruckner che aveva già dimostrato il suo peso nella serie con l'episodio Amateur Night del capostipite, oltre ai lungometraggi il Rituale (2017) e The Night House - la Casa oscura (2020). Qui il plot vede un esperimento genetico in cui una creatura di origine incerta, ribattezzata Rory, sviluppa la capacità di mutare forma assorbendo l'identità altrui, per poi manifestarsi, nel finale, come un'entità tentacolare di impronta lovecraftiana. Il racconto è frammentario e volutamente opaco: Bruckner trattiene le informazioni abbastanza da mantenere viva la tensione, anche se l'episodio risulta, al contempo, il più diluito, distribuito com'è a cucire insieme gli altri segmenti piuttosto che a sviluppare una propria forza centrifuga. Il segmento più riuscito a livello dinamico è No Wake di Mike P. Nelson, che costruisce con ritmo efficace una situazione all'apparenza da slasher lacustre - un gruppo di ventenni in gita in barca, un cecchino invisibile, morti eccellenti e improvvise - prima di ribaltarla con un colpo di scena che lascia le domande più interessanti volutamente senza risposta, secondo una logica di frustrazione calcolata. Nelson firma anche Ambrosia, pezzo parallelo a No Wake che rivela il punto di vista dei tiratori: Ruth (Evie Bair) partecipa a un rito d'iniziazione familiare che prevede l'uccisione di sette persone. Entrambi gli episodi comunicano tra loro con una compattezza narrativa insolita per il formato e, insieme, costituiscono il nucleo più coerente del film. God of Death, della regista messicano-canadese Gigi Saul Guerrero, si ancora al terremoto che devastò Città del Messico il 19 settembre 1985 e trasforma il reportage televisivo del disastro in discesa agli inferi, letteralmente: i soccorritori si calano nei tunnel sotto l'edificio crollato e risvegliano Mictlan, divinità azteca degli inferi. La Guerrero ha occhio per il caos visivo e per il gore, e la prima parte - il broadcast interrotto, le urla, il fumo - è di buon impatto; nella seconda parte dell’episodio, invece, il gioco si sfilaccia un po’ ma il recupero di miti e folklore antico di laggiù risulta curioso, almeno qua da noi. Natasha Kermani (Imitation girl, 2017) firma TKNOGD, episodio brevissimo in cui Ada Lovelace (Chivonne Michelle) tenta di evocare le nuove divinità del cyberspazio durante una performance d'arte. È il segmento più debole e narrativamente poco ricco, nonostante l'idea di partenza, la tecnologia come rituale magico, avesse potenziale. Scott Derrickson chiude con Dreamkill, il più atmosferico del lotto: un ragazzo viene interrogato dalla polizia per aver inviato nastri che riprendono omicidi non ancora avvenuti. Derrickson, il regista di Sinister (2012) e the Black phone (2021), cattura efficacemente l'autenticità squallida di un commissariato anni Ottanta, e il concetto del sogno proiettato su VHS come visione precognitiva è genuinamente disturbante; il problema è che l'episodio sembra non sapere dove andare dopo la sua migliore intuizione, e si congeda senza vera risoluzione. Nel complesso, V/H/S/85 è un'antologia disomogenea che offre qualche sequenza memorabile in un contenitore che comincia a mostrare stanchezza. Meglio l’istallazione precedente: V/H/S/99 (2022). Dopo, avremo V/H/S/Beyond (2024)
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
David Bruckner, Scott Derrickson, Natasha Kermani, Mike P. Nelson, Gigi Saul Guerrero
Durata, fotografia
110', colore
Paese:
USA
2023
Scritto da Exxagon nel maggio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
