BESTIARIO HORROR

  • Mostri, entità e creature fantastiche del cinema horror, thriller e fantasy

Creature - Lettera A

dove si parla del demone ABYZOU
ABYZOU

genere

Demone

origine

Medio Oriente

Demone femminile del folklore mediorientale ed europeo, ritenuta responsabile di aborti spontanei e di mortalità infantile. La tradizione la descrive come sterile e mossa dall'invidia verso le donne che riescono a partorire. In Egitto copto viene identificata con Alabasandria, nella cultura bizantina con Gylou o Gello (In forma di Gello appare già in un frammento di Saffo). È nota con moltissime varianti grafiche del nome (Abizou, Obizu, Obizuth, Obyzouth, Byzou…) e la tradizione magica le attribuisce un elevato numero di appellativi segreti. Il nome greco Abyzou parrebbe derivato per etimologia popolare da ἄβυσσος (ábyssos, "abisso"), inteso come caos primordiale o la "voragine senza fondo" dell'Inferno; secondo alcuni studiosi, l'Abzu sumerico sarebbe, in ultima analisi, la "nonna" del Diavolo cristiano. Da questa stessa matrice deriverebbero anche le figure femminili marine e mostruose della mitologia greca: Gorgoni, sirene, arpie, ninfe, Nereidi. La descrizione letteraria più completa proviene dal Testamento di Salomone: lì, Abyzou compare come Obizuth: ha "il volto verdastro e luccicante e capelli scarmigliati simili a serpenti", mentre il resto del corpo è avvolto nell'oscurità; un'immagine che rimanda alla Gorgone. Interrogata da Salomone, dichiara di non dormire mai, di vagare per il mondo in cerca di partorienti per strangolare i neonati e di essere causa di molti altri mali: sordità, malattie degli occhi, ostruzioni della gola, follia, dolori corporei. Salomone la fa incatenare per i capelli e appendere davanti al Tempio. Non a caso, l'iconografia tipica la mostra inginocchiata con le mani legate dietro la schiena, frustata da una figura in piedi identificata con Salomone o con Arlaph (Afarof nel Testamento, associato all'arcangelo Raffaele indicato come suo antagonista assoluto). Nel Medioevo l'iconografia muta: Abyzou viene calpestata dagli zoccoli di un cavaliere.

Nel cinema

⟡ The Possession (2012, di Ole Bornedal). Ispirato alla leggenda della dybbuk box: Abyzou è il nome del dybbuk che possiede la giovane protagonista Emily "Em" Brenek attraverso una scatola comprata a un mercatino.

⟡ Sleepy Hollow, episodio "The Sisters Mills" (serie Fox, 2015). Abyzou è l'antagonista principale ed è presentata come l'origine mitologica del mito della Fatina dei denti.

⟡ The Offering (2022, di Oliver Park). Ambientato in una casa funeraria ebraica ortodossa di Brooklyn dove Abyzou viene evocata dal cadavere di un uomo che l'ha usata per non morire.

⟡ Undertone (2026). Horror di Ian Tuason. La presenza di Abyzou si connette alla protagonista Evy poiché giovane donna incinta che forse vuole abortire.

⟡ Abyzou: Taker of Children (2023). Horror indi che utilizza direttamente il nome del demone come titolo.

dove si parla del vampiro africano ADZE
ADZE

genere

Demone

origine

Africa Occidentale

Creatura vampirica del folklore degli Ewe, popolo del Togo e del Ghana che, allo stato selvatico, appare come una lucciola ma può assumere forma umana e, in questa forma, può possedere un essere umano che verrà considerato una strega o uno stregone. L'influenza dell'adze non colpisce direttamente l'ospite ma il suo entourage: familiari o persone verso cui il posseduto prova invidia. Non è un caso che nella Bibbia l'invidia sia un tema centrale: Belzebù stesso confessa di ispirarla. In forma di lucciola l'adze può anche spostarsi di notte e penetrare nelle case attraverso il buco delle serrature, le crepe dei muri, le finestre o sotto le porte chiuse. Una volta all'interno, succhia il sangue dei dormienti, che si ammalano e possono morire. Diversi autori leggono il mito come una spiegazione culturale di malattie difficili da comprendere, in particolare quelle trasmesse dagli insetti, avvicinandolo agli effetti delle zanzare e della malaria. Dal punto di vista psicologico, è interessante il funzionamento del mito come dispositivo di proiezione: l'invidia e le tensioni familiari vengono attribuite a una forza esterna e non visibile, spostando il conflitto dal piano relazionale a quello soprannaturale.

Nel cinema

⟡ Adze the African Vampire (2024, di John Droese). Produzione indie, un found footage horror, che attinge direttamente al mito Ewe. La creatura viene rappresentata come uno spirito che entra nelle case di notte, si nutre del sangue dei dormienti e porta malattia e sventura.

dove si parla dell'alp, creatura del folklore germanico
ALP

genere

Demone

origine

Germania

Alb, anche noto come Nachtalb originariamente chiamata Mahr, dal protogermanico marōn, che sopravvive nel francese cauche-mar, incubo; il tutto dalla radice indoeuropea mer-, schiacciare, opprimere. Dopo la Riforma, Mahr viene sostituito da Alp/Alb senza mutamento semantico. Si tratta di uno spirito notturno, piccolo e nero, che si posa sul petto dei dormienti provocando angoscia e senso di soffocamento (da qui Alpdruck, Alptraum - l'incubo). Nelle credenze germaniche, si tratta di uno spirito sotterraneo inferiore, affine a folletti e nani. Si ricostruisce dall'indoeuropeo albh-, bianco, da cui la lettura originaria come “figura nebbiosa bianca”. Nel Romanticismo la figura verrà edulcorata negli Elben o Elfen luminosi, le figure elfiche. L’Alp entra dalle serrature o dai fori dei nodi del legno, aggredisce uomini, animali domestici e talvolta oggetti. Nella tradizione nordica il Mahr «cavalca» la vittima. Ha carattere mutaforma (come era per Zeus e Odino) e talvolta erotico, da cui la coppia tardomedievale incubus/succubus codificata a Parigi nel 1318. Varianti dell’Alp sono il Mahrt basso-tedesco (spesso femminile) o lo Schrätteli/Schrättele della Foresta Nera, una strega che esce dal corpo come pagliuzza, entra dalla toppa, «preme» il dormiente fino allo sfinimento o schiaccia il bestiame.

Nel cinema

⟡ Die Toten vom Bodensee - Der Nachtalb (Hannu Salonen, 2020). Episodio della serie tv-film austro-tedesca; l'assassino mette in scena il rituale del Nachtalb.

⟡ Mara (Clive Tonge, 2018). Horror USA costruito interamente sulla figura della mara nordica come demone della paralisi del sonno.

⟡ Dead Awake (Phillip Guzman, 2017). La creatura che uccide durante gli episodi di paralisi ipnagogica è modellata sulla Old Hag / mare.

⟡ Slumber (Jonathan Hopkins, 2017). Con Maggie Q; entità che si nutre dei sognatori paralizzati, discendenza diretta dal Mahr.

⟡ The Nightmare (Rodney Ascher, 2015). Docu-horror sulla paralisi del sonno; ricostruisce visivamente la figura del "demone del petto" e cita Füssli.

⟡ Nightmare - dal profondo della notte (Wes Craven, 1984). Freddy Krueger è la traduzione pop più celebre dell'archetipo dell'Alp che aggredisce nel sonno.

⟡ Gothic (Ken Russell, 1986). Cita già in locandina una classica raffigurazione dell'Alep.

⟡ Mary Shelley (Haifaa al-Mansour, 2017). Cita visivamente l'Incubo di Füssli come figurazione del Nachtalb.

⟡ The Entity (Sidney J. Furie, 1982). L'entità che possiede Carla Moran è modellata sull'incubus / mara.

⟡ Alp (Anıl Baş, 2016). Cortometraggio turco, sfrutta la figura della karabasan, corrispettivo anatolico dell'Alp.

Alraune, creatura del folklore germanico, nel cinema
Alraune

genere

Creatura artificiale

origine

Germania

l'Alraune è una creatura a metà tra il botanico, il demoniaco e l'essere umano artificiale, indissolubilmente legata alle credenze popolari sulla radice di mandragora che ha fattezze umane. La mitologia cinematografica e folkloristica tedesca descrive l'Alraune come una donna creata artificialmente dall'unione tra lo sperma di un uomo impiccato e una radice di mandragora. Sullo schermo, questa creatura si incarna tipicamente nella figura di una femme fatale gotica, capace di portare rovina agli uomini che la circondano. Il mito ha trovato la sua consacrazione letteraria nel 1911 con la pubblicazione del romanzo fantastico "Alraune. La storia di un essere vivente" di Hanns Heinz Ewers. Il libro esplora la credenza popolare attraverso la lente della scienza oscura: l'opera inizia con un concepimento privo di rapporto sessuale da cui nasce la ragazza Alraune. Nel romanzo, l'eiaculato proviene da un assassino sessuale e viene prelevato al momento della sua esecuzione sulla ghigliottina, mentre la madre surrogata è una prostituta. La ragazza Alraune cresce mostrando una spiccata predisposizione promiscua e una natura fatale. Finisce per provocare il suicidio dello scienziato responsabile della sua fecondazione artificiale, per poi diventare l'amante del nipote di lui, Frank Braun. La sua tragica parabola si conclude quando cade preda del vampirismo e decide di togliersi la vita gettandosi nel vuoto.

Nel cinema

⟡ Alraune, the Gipsy (1913). Corto di cui non si conosce il regista

⟡ Sacrifice (Michael Curtiz, 1918).

⟡ Sacrifice (Alraune, die Henkerstochter, genannt die rote Hanne, Eugens Illes, 1918)

⟡ l’Alraune e il golem (Nils Chrisander, 1919)

⟡ La Mandragora (Henrik Galeen, 1928)

⟡ Alraune (Richard Oswald, 1930)

⟡ La mandragora (Arthur Maria Rabenalt, 1952)

⟡ Die Alraune (ep. del serial Floris von Rosemund, 1975). Episodio di un seria ungherese al quale partecipò Rutger Hauer

⟡ Mandrake (2010)

anguirus, kaiju del cinema giapponese
Angurius

genere

Kaiju

origine

Giappone

Anche conosciuto come Angilas, nome originale poi cambiato in Anguirus nel 1959. Kaiju presente nella saga dei film di Godzilla, è stato più spesso un suo alleato, anche se, in alcune occasioni, è stato anche suo avversario. Si tratta di una sorta di anchilosauro mutato, un dinosauro quadrupede (benché si possa ergere temporaneamente sulle due zampe) vagamente simile ad una grande tartaruga spinosa, con diverse corna nella parte superiore della testa e un unico corno nella zona del naso, tale da farlo sembrare un rinoceronte; il carapace è pieno di spine taglienti, e la coda, più lunga del corpo, ha l’estremità anch’essa irta di spine. Anguirus non possiede alcuna abilità speciale e si scontra con i nemici opponendo semplicemente una grande tenacia e il suo corpo acuminato e resistente; in un’occasione ha mostrato di saper scavare per notevoli lunghezze. Nonostante la sua tenacia, Anguirus non ha mai vinto un combattimento senza l'aiuto di Godzilla.

Nel cinema

⟡ Il re dei mostri, (1955).

⟡ Gli eredi di King Kong, (1968);

⟡ Godzilla contro i giganti, (1972);

⟡ Ai confini della realtà, (1973);

⟡ Godzilla contro i robot, (1974);

⟡ Godzilla: Final Wars, (2004);

⟡ Godzilla - Il pianeta dei mostri, (2017).

aswang, demone filippino
Aswang

genere

demone

origine

Filippine

Una delle figure più temute e complesse della mitologia filippina: un predatore mutaforma che mescola i tratti del vampiro occidentale, del demone e del ghoul. Secondo il folclore, questa creatura vive mimetizzata nelle comunità umane per poi cacciare di notte, nutrendosi di sangue, carne e viscere, sia umane che animali. Il mito affonda le sue radici nell'animismo delle tradizioni indigene precoloniali. Tuttavia, con l'arrivo degli spagnoli nel XVI secolo, la figura dell'Aswang non sparì. I colonizzatori, infatti, la usarono per demonizzare i babaylan (le guaritrici e le sciamane locali), sovrapponendo i mostri del folclore alle pratiche religiose indigene nel tentativo di disincentivarne l'uso e spingere gli autoctoni verso il cattolicesimo. Il termine "Aswang" funziona, di fatto, come un grande ombrello che racchiude diverse sottospecie, con gerarchie e abilità distinte. L'Aswang comune è il mutaforma base, smascherabile da un dettaglio inquietante. Se lo si guarda negli occhi nella sua forma umana, il riflesso dell'osservatore all'interno della sua pupilla apparirà capovolto.I Bangkilan similmente all'aristocrazia vampiresca del Dracula occidentale, rappresentano una stirpe evoluta e superiore, legata all'antico gruppo dei Ka-Datuan. Di giorno appaiono come fanciulle di straordinaria bellezza; nella loro vera forma notturna restano affascinanti, ma sviluppano artigli affilati e piccole ali da pipistrello sulla schien, inoltre possono assumere le sembianze di cani, maiali, uccelli mortiferi e altre creature delle tenebre. Una delle meccaniche più affascinanti del mito riguarda la trasmissione della maledizione. A differenza dei potenti Bangkilan, che nascono già con i loro pieni poteri, gli altri Aswang o creature affini (come gli abwak, awok o tiktik) devono essere iniziati. Questo avviene tramite una perla o una pietra nera che l'Aswang cova all'interno del proprio corpo: la creatura può trasformare un normale essere umano in un mostro trasferendo questa perla dalla propria bocca a quella della vittima, solitamente tramite un bacio. I Bangkilan, grazie alla loro superiorità, possono utilizzare questo stesso rito di trasferimento per innalzare al loro rango un Aswang comune.

Nel cinema

⟡ Aswang o Shapeshifter (1992), un classico dell’horror filippino: una ragazza, una tata e un autista, in viaggio verso le campagne, finiscono in un remoto luogo di provincia terrorizzato dalla creatura.

⟡ Aswang (1994), indie americano che reinterpreta il mito.

⟡ Aswang (2011), Diretto da Jerrold Tarog, action-horror filippino che modernizza il mito del mutaforma combinando atmosfere dark e azione.

⟡ Tiktik: The Aswang Chronicles (2012), frenetico horror action comico, eccessivo e visivamente prossimo alle graphic novel. Ha avuto anche un sequel nel 2014 intitolato Kubot: The Aswang Chronicles 2.

⟡ Corazon: Ang Unang Aswang (2012), storia di Corazon che perde suo figlio e si vendica infliggendo dolore agli altri.

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