il Figlio di Dracula

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Voto:

Kay Caldwell (Louise Allbritton), figlia di una facoltosa famiglia della Louisiana, organizza un ricevimento nella tenuta di Black Oak per accogliere il Conte Alucard (Lon Chaney Jr.), un aristocratico ungherese conosciuto a Budapest. Una cartomante zingara avverte Kay di un pericolo incombente. Il padre della ragazza viene trovato morto e Kay eredita la proprietà. Nonostante sia promessa al fidanzato storico Frank Stanley (Robert Paige), Kay sposa in segreto Alucard, suscitando lo sgomento della sorella Claire (Evelyn Ankers) e del medico di famiglia, il dottor Harry Brewster (Frank Craven). Frank, insospettito, scopre che il nome "Alucard" letto al contrario rivela la vera identità del Conte: Dracula. In effetti, non era difficilissimo da capire… Nel corso di un violento confronto, Frank spara al vampiro ma il proiettile lo attraversa e uccide Kay. Dracula, tuttavia, la riporta in vita come creatura delle tenebre. Kay confessa a Frank di aver architettato l'intero piano: sposare Dracula era solo il mezzo per ottenere l'immortalità. Il Conte, però, ormai incontrollabile, semina il terrore nella comunità locale, costringendo il professor Laszlo (J. Edward Bromberg) e lo sceriffo Dawes (Patrick Moriarty) a intervenire.


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LA RECE

Film che soffre di un Lon Chaney Jr. inadeguato per indossare mantello del Conte e di una sceneggiatura che accumula eventi senza costruire tensione, ma trova il suo riscatto nella performance di Louise Allbritton, la cui Kay Caldwell ribalta le gerarchie del gotico classico trasformandosi da preda in burattinaia. Gli effetti speciali di John P. Fulton, con la prima trasformazione completa pipistrello-uomo della storia del cinema, restano un contributo pionieristico che trascende i limiti del B-movie. Un capitolo minore ma non trascurabile della mitologia vampiresca.

Terzo capitolo della saga vampiresca Universal dopo il capostipite con Lugosi e l'apprezzabile la Figlia di Dracula (1936), il Figlio di Dracula segna il momento in cui la serie scivola definitivamente nel territorio del B-movie, pur conservando lampi d'inattesa originalità. Titolo, comunque, ingannevole. Il protagonista non è il figlio del Conte ma Dracula in persona, ribattezzato Alucard con un anagramma mica tanto esoterico. La scelta del titolo rispondeva semplicemente alla logica seriale dello studio, avendo già esaurito la variante "figlia" nel capitolo precedente. La sceneggiatura di Curt Siodmak, artigiano prolifico dell'universo fantastico Universal (suo il copione de l'Uomo lupo, 1941), procede a un ritmo che sacrifica la costruzione drammatica sull'altare dell'accumulo di eventi: scene che avrebbero bisogno di respiro vengono compresse fino all'assurdo; un matrimonio segreto e un omicidio si susseguono nell'arco di pochi minuti. Però, dentro questa frenesia narrativa, Siodmak innesta un'intuizione notevole: lo spostamento del vero centro di potere dal vampiro alla sua vittima. Kay Caldwell non è la fanciulla inerme della tradizione gotica; è una stratega spregiudicata che attira Dracula in America con un piano preciso, sposarlo per carpirne l'immortalità e, quindi, cercare di estenderla al suo vero amore. In questa inversione delle gerarchie predatore-preda risiede il fascino più autentico del film. Louise Allbritton interpreta Kay con un'intensità misurata e calcolatrice che ne fa una delle prime antieroine consapevoli dell'horror classico. Lon Chaney Jr., al contrario, resta il problema irrisolto della pellicola. Fisicamente imponente ma privo del magnetismo aristocratico che il ruolo esige, il suo Dracula appare goffo quando, invece, dovrebbe essere sinuoso o incutere terrore. Chaney aveva trovato la sua dimensione ideale nel tormentato licantropo del succitato film del '41, e il mantello del Conte gli cade addosso pesante, e, comunque, lontano dall'elegante sinuosità di Lugosi (Dracula, 1931). La regia di Robert Siodmak, fratello dello sceneggiatore e futuro maestro del noir, sfrutta con competenza gli interni ricostruiti della palude ma raramente trascende la routine di genere. Interessanti, invece, gli SFX. John P. Fulton, che in seguito vincerà l'Oscar per i Dieci comandamenti di DeMille, firma sequenze all'epoca rivoluzionarie: per la prima volta nella storia del cinema, un vampiro si trasforma compiutamente da pipistrello a forma umana davanti alla macchina da presa; la celebre scena della nebbia che si materializza in figura solida conserva una capacità artigianale che per molti film di molti anni dopo fu solo un sogno irrealizzabile. Comunque, tolto il fattore villain femminile vestito dalla Allbritton (1920-1979), questo film resta l'ultimo capitolo in cui Dracula appare come personaggio autonomo nella serie Universal, prima di venire relegato a comprimario nei crossover con il mostro di Frankenstein e l'Uomo Lupo.

TRIVIA

Creighton “Lon” Tull Chaney (1906-1973) dixit: “Niente è più naturale dell'orrore per me.” (IMDb.com)

⟡ Louise Allbritton (1920-1979), madre del futuro sceneggiatore e regista Charles Aidman, fu anche scrittrice di gialli sotto lo pseudonimo di Lois Hobart. Morì di cancro alla spina dorsale a soli 58 anni.

⟡ Durante le riprese, Louise Allbritton e il co-protagonista Robert Paige scherzavano costantemente con i loro compagni di cast. Pare che in un'occasione, Pat Moriarity e Paige, girando una scena in cui aprono una bara, rimasero stupiti trovandoci Allbritton all'interno, completamente nuda.

⟡ Si tratta del primo film sui vampiri della Universal ad essere ambientato negli USA contemporanei. Non ci sono scene ambientate in Romania, né scene ambientate in Inghilterra.

⟡ Quando il professor Brewster legge un libro sul Conte Dracula, le prime quattro righe iniziano con: «Che razza di uomo è questo Dracula?» e terminano con «Sono circondato da terrori a cui non oso pensare»; questi sono estratti parafrasati dal capitolo III del romanzo di Bram Stoker.

⟡ Nel film, i vampiri non mostrano mai i canini. Il turco Atif Kaptan fu il primo attore a mostrare i classici canini da vampiro in Drakula Istanbul'da (Dracula in Istanbul) del 1953. In Nosferatu del 1922, l'attore Max Schreck aveva, invece, lunghi incisivi.

⟡ Etta McDaniel e Sam McDaniel, che appaiono insieme come attori in questo film nei panni dei domestici afroamericani, erano anche fratello e sorella, nonché fratelli di Hattie McDaniel che aveva vinto un Oscar per il suo ruolo in Via col vento (1939).

⟡ Lon Chaney Jr. è il primo Dracula a mostrare una grande forza fisica sullo schermo, scagliando il protagonista maschile attraverso una stanza con la sola forza di un braccio.

⟡ Compositore Hans J. Salter ricicla qui la partitura scritta per la Taverna dei 7 peccati (1940).

⟡ Le automobili classiche utilizzate nel film includono: una berlina Buick Special del 1936, una Packard 120 convertibile del 1937, una coupé Oldsmobile Series 60 del 1939.

⟡ L'alias Alucard, ovvero Dracula scritto al contrario, è stato utilizzato anche dal discepolo di Dracula in 1972: Dracula colpisce ancora! (1972).

⟡ Nelle scene iniziali, lo stemma impresso sul bagaglio di Dracula è quello del regno austro-ungarico di Galizia e Lodomiria, parte dei Territori della Corona austriaca e attualmente diviso tra Polonia e Ucraina. Dracula, invece, era un abitante della Transilvania, ora Romania, ma fino al 1919 faceva parte del Regno di Ungheria, che era l'altra metà dell'Impero austro-ungarico.

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di livello così così

Titolo originale

Son of Dracula

Regista:

Robert Siodmak

Durata, fotografia

82', b/n

Paese:

USA

Anno:

1943

Generi e Temi

Vampiro

Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0