Macabre

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Voto:

In una notte piovosa nei pressi di Bandung, un gruppo di amici in viaggio verso Giacarta - Adjie (Ario Bayu), sua moglie Astrid (Sigi Wimala), la sorella di lui Ladya (Julie Estelle), e gli amici Jimi (Daniel Mananta), Eko (Dendy Subangil) e Alam (Mike Lucock) - soccorre lungo la strada Maya (Imelda Therinne), una giovane donna che dichiara di essere stata rapinata. Per ringraziarli, Maya li conduce alla propria abitazione e li presenta alla madre, Dara (Shareefa Daanish), una donna dai modi cortesi e dall'aspetto impeccabile, che insiste per trattenerli a cena. Ma quella che doveva essere una sosta di cortesia si rivela una trappola mortale.


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LA RECE

Esordio nel lungometraggio dei Mo Brothers, Macabre innesta il backwood brutality domestico - anche se tutti ne parlano come di uno slasher! - nel contesto indonesiano con energia visiva notevole ma scrittura diseguale. La violenza artigianale e le prove di Daanish ed Estelle sono i punti di forza; le cadute nel registro comico e la superficialità dei personaggi secondari i limiti principali.

Primo lungometraggio per il duo indonesiano Stamboel e Tjahjanto (V/H/S/2, 2013; V/H/S/94, 2021), meglio noti come Mo Brothers, che nasce come espansione del cortometraggio Dara (2007), già incluso nell'antologia Takut: Faces of Fear, e costituisce il primo titolo distribuito dalla singaporiana Gorylah Pictures fondata da Eric Khoo e Mike Wiluan. La circolazione del film nei festival internazionali, prima ancora dell'uscita domestica, segnala la volontà di posizionare il cinema di genere indonesiano al di fuori dei circuiti locali, storicamente dominati da fantasmi tradizionali e mitologie mistiche. La struttura narrativa segue il modello della backwood brutality in ecosistema domestico, nella tradizione di Non aprite quella porta od anche Hostel se ci poggiamo più sul lato torture-porn: un nucleo familiare deviante, una casa-trappola, vittime ignare introdotte con un pretesto di ospitalità. I Mo Brothers impiegano circa venti minuti per presentare i personaggi e costruire l'atmosfera, prima di scatenare la violenza; una scelta che tradisce una certa ambizione registica ma che risente di un prologo drammatico non del tutto convincente. Il rapporto tra i protagonisti resta superficiale e l'attesa si regge più sulla tensione formale (il ticchettio dell'orologio, la simmetria inquietante dell'arredamento, la cortesia glaciale della bella Dara) che sulla profondità dei caratteri. Buono, invece, il registro visivo, con una fotografia cupa e satura e un uso dello splatter artigianale che privilegia il trucco protesico agli effetti digitali. E il sangue non manca di certo, né la brutalità, facendo di Macabre un piatto non idoneo a chi non piacciano i sapori forti. Sul piano dell'interpretazione, emerge di misura la presenza scenica di Shareefa Daanish, premiata come migliore attrice al Puchon International Film Festival: la sua Dara è tanto bella quanto misurata e perturbante, oscillante fra compostezza matriarcale e pericolosità stregonesca. Julie Estelle, nel ruolo di Ladya, incarna una final girl tenace e fisicamente credibile, e il suo scontro finale con Dara costituisce uno dei momenti più riusciti. Gli altri paiono molto di contorno e sostituibili senza grosse perdite. Va riconosciuto ai Mo Brothers il merito di aver imposto una grammatica dell'orrore diversa in un panorama dominato dal sovrannaturale folcloristico, anche se la direzione è quella di un cinema horror occidentale ormai qui da noi un po’ logoro. Pellicola con un suo decoro e ben realizzata ma, da occidentale, dovendo vedere prodotti provenienti dall'altro capo del mondo, allora preferisco che siano maggiormente caratterizzati dalla cifra culturale del luogo in cui sono stati prodotti. Comprendo, però, anche le logiche produttive di vendita.

TRIVIA

Timo Tjahjanto (1980) dixit: “La nostra amicizia risale a molto tempo fa, al 2002; condividiamo entrambi lo stesso amore per i film di genere. Personalmente, ho sempre voluto diventare un regista, e penso che questo desiderio risalga al 1997, quando avevo 17 anni, l'anno in cui morì Akira Kurosawa. Ricordo di aver letto un articolo intitolato L'imperatore è morto, e mi misi a documentarmi su questo regista, a cercare i suoi film, e da allora la mia vita è cambiata. La scelta del nome Mo Brothers è stata una decisione consapevole da parte nostra: sapevamo che volevamo realizzare film accessibili a un pubblico internazionale, e dato che i nostri due nomi sarebbero stati troppo esotici e difficilmente pronunciabili, è nato il marchio Mo Brothers.” (Easternkicks.com).

⟡ Si tratta del primo film indonesiano ad essere stato vietato in Malesia.

⟡ Shareefa Daanish ha dovuto recitare stando su una piattaforma per apparire più alta dei suoi co-protagonisti.

⟡ Il duo di registi Mo Brothers composto da Tjahjanto e Stamboel non sono veri fratelli.

⟡ Il regista Timo Tjahjanto, successivamente, si è sposato con l’attrice Sigi Wimala che, nel film, interpreta il ruolo di Astrid, la ragazza incinta.

⟡ Anche grazie a questo film, Julie Estelle - che ha messo su qualche chilo per preparare il suo ruolo per questo film - è divenuta una delle scream queens più importanti in Indonesia, avendo poi interpretato personaggi principali e secondari in molti altri film horror come la trilogia originale di Kuntilanak (2006), un altro film di Timo Tjahjanto la Notte su di noi (2018); e Gerbang Neraka (Firegate, 2016).

⟡ Il regista Joko Anwar (Impetigore, 2019) si presta ad un cameo nei panni di uno dei ragazzi che hanno incontrato Ladya al bar all'inizio del film.

Fast rating

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Titolo originale

Rumah Dara

Regista:

Mo Brothers (Timo Tjahjanto e Kimo Stamboel)

Durata, fotografia

96', colore

Paese:

Indonesia

Anno

2009

Scritto da Exxagon nell'aprile 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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