V/H/S/ 2
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Voto:
Il detective Larry e la sua assistente Ayesha irrompono in una casa alla ricerca di un adolescente scomparso. Lì, i due esaminano una serie di inquietanti videocassette che trovano sul posto. Questa la wraparound story di V/H/S/2, primo sequel del portmanteau found footage V/H/S organizzato da Brad Miska ed uscito solo l’anno prima. Pur rimanendo un prodotto di non troppa raffinatezza, e pensato per gli appassionati di horror, questo primo seguito lima le asperità più irritanti del formato found footage (shaky cam, etc…), risultando più compatto e leggibile con, però, solo un episodio sufficientemente valido tale da giustificarne la visione. La storia di cornice, Tape 49, racchiude il dispositivo narrativo degli investigatori che violano domicili altrui per visionare VHS maledette, che sono... Phase I Clinical Trials di Adam Wingard (Autoerotic, 2011; You’re next, 2011) propone una variazione found footage sul binario di The Eye (2002) dei fratelli Pang, con microchip oculare che trasforma l'occhio del protagonista in telecamera biologica. L'idea ha potenziale metacinematografico ma non entusiasma granché, a parte qualche balzo sulla sedia. A Ride in the Park di Eduardo Sanchez (the Blair witch project, 1999) e Gregg Hale (produttore del film del '99), tramite una GoPro, ci fa vivere l’azione attraverso il punto di vista di uno zombie, cosa che, comunque, si era già sperimentata in le Cronache dei morti viventi (2007); a parte questo rovesciamento prospettico, lo spettacolo del segmento è molto moderato. Safe Haven di Timo Tjahjanto (Macabre, 2009; the ABCs of Death, 2012) e Gareth Evans (Merantau, 2009) è il pezzo forte di V/H/S/2: una troupe televisiva va a intervistare il capo della setta Paradise Gates, il quale annuncia che il momento tanto atteso è prossimo. Quale momento? Lo vedremo: un delirio settario, un po’ zombie e un po’ no, con anche un parto abominevole che squarcia il ventre di una donna e ne fa fuoriuscire un demone. Segmento interessante e bizzarro che richiama in qualche modo il dramma di Jonestown (la pozione da bere) e un’apocalisse satanica. Slumber Party Alien Abduction di Jason Eisener (Treevenge, 2008; Hobo with a shotgun, 2011) chiude l’antologia con un gruppo di giovani vittime di rapimenti alieni, secondo logiche classiche di inseguimenti retroilluminati e umanoidi grigiastri. V/H/S/2 funziona come laboratorio di soluzioni POV, alcune brillanti, altre meno, ma con il solo Safe Haven a distinguersi davvero per potenzialità orrorifiche, cosa che non è detto sia sufficiente a convincere alla visione dell’intero film. Per i completisti si prosegue con V/H/S Viral (2014).
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
Simon Barrett, Jason Eisener, Gareth Evans, Gregg Hale, Eduardo Sánchez, Timo Tjahjanto, Adam Wingard
Durata, fotografia
96', colore
Paese:
USA, Canada, Indonesia
2013
Portmanteau, Zombi, Alieni e UFO, Splatter, Demoniaco, Sette e Culti, Mad doctor & Medical Horror, Soprannaturale
Scritto da Exxagon nel dicembre 2025 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
