Sette femmine per un sadico
Voto:
Una donna ignuda corre a gogò attraverso una zona boschiva, inseguita da un torvo figuro a cavallo. Come fa, mi chiedo, la signorina a non farsi malissimo ai piedi sgambettando su un terreno accidentato? Ormai ho quell'età da ragionamento antinfortunistico anche di fronte ad una bella nudità femminile. Bene. Ad ogni modo, chi la insegue per farle passare un brutto quarto d’ora è il Conte Boris Zaroff, da cui il titolo originale di un film, les weekends maléfiques du Comte Zaroff vietato dalla censura francese prima ancora di arrivare nelle sale. A mio giudizio, l'allarme censorio fu un po' eccessivo per cautelare il pubblico dalla storia di Boris (Michel Lemoine), nobile che, dietro una facciata di rispettabilità, nasconde un animo perverso fomentato dal maggiordomo Karl (Howard Vernon). Tormentato dal ricordo di Anne (Joëlle Coeur), la donna amata e perduta in circostanze che non vengono ben chiarite, Boris è scivolato in un universo di allucinazioni in cui donne reali e fantasmi si sovrappongono in un groviglio di erotismo e violenza. Detto così, e con quell'incipit che ricorda il cacciatore del racconto "Il gioco più pericoloso" di Connell, pare di trovarsi di fronte a qualcosa di valido; invece, Sette femmine per un sadico è un film realizzato molto male e parecchio improntato ad un erotismo di fattura scarsa retta solamente dalle belle anatomie delle femmine del titolo... ma erano sette davvero? Mi pare meno. ad ogni modo, il soft-core di Lemoine pare un'anticipazione di ciò che divenne poi il suo piglio hard fra il Settanta e l’Ottanta. A questo proposito, grande fucina di titoli hot in sentore di termodinamica: Le calde labbra di Emanuelle (1974), Porno febbre del piacere (1974), Lorna, una bocca in calore (1983), Ardori perversi (1983). Lemoine, che firma regia, sceneggiatura e interpretazione principale, sembra più interessato a costruire una sequenza di tableaux erotici vagamente surreali - surreali soprattutto perché malissimo realizzati - che a sostenere una vera struttura narrativa. Il mood un po’ necrofilo è quello dei fumetti gotico-erotici tipo "Oltretomba", con una trama flebile che connette una serie di siparietti erotici, alcuni dei quali francamente risibili, quali il ballo della donna a seno nudo al ritmo di funky synth che, però, sentiamo noi come colonna sonora mentre lei, nella stanza, non ha nessun diffusore audio (perciò balla per dei minuti una musica che, evidentemente, sente nella sua testa); oppure, un’altra ragazzotta, con un corpo notevole, che sembra godere follemente sul letto mezza annodata a un pitone di piume ma senza mai toccarsi i genitali, solo piegandosi e contorcendosi; ricordavo che accedesse diversamente ma forse sono io che non ho mai ben compreso i segreti dell’orgasmo femminile. Sta di fatto che Lemoine, che ambiva ad essere un mezzo Jean Rollin (Violenza ad una vergine nella terra dei morti viventi, 1970; Zombie Lake, 1981), non trova né narrativa, né recitazione né immagini buone per sostenere la sua ambizione. Joëlle Coeur, musa del cinema erotico francese degli anni Settanta, è relegata al ruolo di apparizione spettrale su cui si regge l'intera architettura psicologica del film; un'architettura davvero fragile. Presenza pedestre anche del buon vecchio Howard Vernon (Sinfonia per un sadico, 1962; il Diabolico dottor Satana, 1962; Dracula contro Frankenstein, 1972) che fa quello che può con un personaggio scritto con i piedi. Film avarissimo per chi sia in cerca di buon cinema, e stiracchiato per chi voglia esplorare l’euro-sleaze. I cultori del cinema erotico di quei tempi e di quei budget potranno trarne qualche diletto ma occorre superare una prima parte davvero pietosa che taglierebbe le gambe anche ai meglio intenzionati. Io, con la ripromessa di informarmi meglio sui meccanismi del piacere femminile, perintanto sconsiglio.
Fast rating

Titolo originale
Les week-ends maléfiques du Comte Zaroff
Regista:
Michel Lemoine
Durata, fotografia
82', colore
Paese:
Francia
1974
Scritto da Exxagon nell'aprile 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
