V/H/S/Beyond
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Voto:
Settimo capitolo del franchise antologico inaugurato nel 2012 (V/H/S), V/H/S/Beyond arriva sulla piattaforma Shudder nell'ottobre 2024 dopo il debutto al Fantastic Fest e prova a rinfrescare la formula abbandonando i fantasmi per abbracciare l'immaginario ufologico e fantascientifico. L'operazione dà risultati diseguali, ma include almeno due segmenti che valgono da soli il prezzo del biglietto. Il segmento di raccordo, Abduction/Adduction firmato dal documentarista Jay Cheel, spezza la tradizione low-fi della serie proponendo un finto reportage televisivo con appassionati di UFO, scettici e personaggi mediatici che discutono il confine fra prova e testimonianza; l'idea è ambiziosa ma l'estetica pulita stona con l'anima sporca del franchise, salvo redimersi con una rivelazione conclusiva inquietante. Stork di Jordan Downey (Thankskilling, 2008; the Head Hunter, 2018) inaugura le danze in modo decisamente dinamico: attraverso le body-cam di una squadra tattica in irruzione presso un'abitazione sospettata di sequestri di neonati, il corto vira rapidamente in un massacro in prima persona con creature simili a zombi e qualcosa di ben più bizzarro nascosto in cantina, chiudendo con un'immagine finale che resta impressa. Dream Girl di Virat Pal, qui al suo vero esordio al lungometraggio, sposta l'azione a Mumbai, dove due paparazzi si intrufolano sul set di una star di Bollywood: dopo un breve numero musicale, l'episodio precipita in un confronto sanguinoso con un'entità poco chiara nella sua natura: sembra di intuire che si tratta di un cyborg creato dal suo produttore; come dire che questo tipo di soggetti dello spettacolo sono delle creature senz'anima generate e manipolate. Se ho capito bene. Ad ogni modo, il cyborg si trasforma in una sorta di divinità vendicativa e strappa facce in cerca, evidentemente, di identità a spese dei suoi stessi fan. Tema non sciocco ma corto poco intrigante. Live and let dive di Justin Martinez (già visto in V/H/S per il segmento 10/31/98 - Radio Silence) è probabilmente il picco tecnico dell'antologia: un gruppo di amici festeggia un compleanno con un lancio dall'aereo che, però, si trova a incrociare un disco volante inseguito da caccia militari, e la conseguente collisione in aria porta a una lotta per la sopravvivenza in un agrumeto sottostante; la sequenze in caduta libera è davvero ben fatta e le creature aliene esibiscono un design viscerale, anche se, come spesso accade, si paga pegno a la Cosa (1982). Fur Babies dei fratelli Christian e Justin Long (attore in Tusk, 2014 e Barbarian, 2022) segue un gruppo di attivisti animalisti che indaga su un sospetto asilo per cani, con evidente debito verso il succitato Tusk di Kevin Smith, mescolando una venatura di humor nero e body horror; l'operazione funziona come pezzo autonomo ma è avvertito come anello debole per la sua totale estraneità al motivo alieno che dovrebbe unificare l'antologia. Stowaway, esordio registico di Kate Siegel su sceneggiatura del marito Mike Flanagan, è, invece, l'ancora emotiva dell'intero film: la bella Alanah Pearce interpreta Halley, donna spezzata che ha abbandonato la famiglia per documentare luci sospette nel deserto del Mojave sperando di catturare la prova di un'esistenza extraterrestre. La regia è capace di rendere palpabile l'isolamento della protagonista prima di sfociare in un orrore cosmico che colpisce sul piano intimo prima ancora che su quello spettacolare. Con quasi due ore di durata V/H/S/Beyond, è il capitolo più lungo della serie, e la coerenza tematica vacilla nei segmenti che ignorano il filo alieno, ma quando funziona, ricorda perché questo franchise sopravvive da oltre un decennio. Comunque, roba valida solo
Fast rating
Titolo originale
Id.
Regista:
Jay Cheel, Jordan Downey, Christian Long, Justin Long, Justin Martinez, Virat Pal, Kate Siegel
Durata, fotografia
114', colore
Paese:
USA, Emirati Arabi Uniti
Anno:
2024
Generi e Temi
Cosmic horror, Portmanteau, Alieni/UFO, Found Footage, Registe Horror, Monster movie, Sci-Fi, Splatter
Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
