VHS Viral
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Voto:
Secondo sequel, o terzo episodio, nel franchise horror ad episodi emerso con V/H/S (2012), e ci arriviamo già un po’ spompati. Il riferimento alle videocassette, elemento fondativo della serie, sopravvive qui solo nel titolo e viene abbandonata anche la struttura della storia di contorno, non più la ricerca di una cassetta maledetta ma un inseguimento urbano surreale: un giovane (Patrick Lawrie) pedala disperatamente dietro un furgoncino dei gelati che ha rapito la sua fidanzata, mentre la città si trasforma in teatro di violenze inspiegabili catturate ossessivamente da telecamere e smartphone. Quindi digitale, non VHS magnetico. Dante the Magician di Gregg Bishop (Siren, 2016) narra di un illusionista (Justin Welborn) che scopre un mantello dotato di poteri autentici; gli effetti digitali qui funzionano perché integrati in una messa in scena che sfrutta appieno le possibilità del mezzo. Il mantello magico, che si nutre di carne umana, regala al protagonista una grande fama che verrà pagata a caro prezzo. Episodio dal soggetto anche sì interessante ma con attori lontani dall'incisività. Con Parallel Monsters di Nacho Vigalondo, dopo Timecrimes (2007) esplora ancora il topos dell'universo parallelo attraverso una lente che incrocia satanismo e body horror. Quando lo scienziato Gustavo Salmerón apre un portale dimensionale simultaneamente al suo alter ego speculare, la premessa fantascientifica vira rapidamente verso territori perturbanti. Il film del balzo nell'universo parallelo ha sempre il suo perché, e il disvelamento progressivo delle stranezze del mondo "altro" non smette mai di incuriosire. Questo di Vigalondo il segmento decisamente più intrigante. Bonestorm di Justin Benson e Aaron Moorhead (the Endless, 2017; Spring, 2014) chiude il trittico con un approccio da cinema urbano che segue dei giovani skaters recatisi in Messico per sballarsi ma finiscono in un luogo sede di un mostruoso culto che evoca zombi e demoni. Il corto fa esplodere una violenza artigianale (ma c'è molto digitale) che fa simpatia, ricordando l’horror indie di qualche videomaker, ma non riesce a risultare efficace come spettacolo. La cornice della wraparound story girata da Sarmiento (Deadgirl, 2008) avrebbe dovuto articolare un discorso sulla circolazione virale dei contenuti nell'era digitale, ma si limita a giustapporre sequenze di violenza mediate da schermi, senza costruire un vero pensiero sull'iperconnessione. Le singole storie possiedono spunti anche interessanti ma restano intuizioni mai pienamente sviluppate, o comunque incapaci di fissarsi nella memoria dello spettatore. La sensazione prevalente è quella di un progetto assemblato per necessità distributive. Per completisti o spettatori occasionali.
Fast rating

Titolo originale
V/H/S Viral
Regista:
Justin Benson, Gregg Bishop, Todd Lincoln, Aaron Moorhead, Marcel Sarmiento, Nacho Vigalondo
Durata, fotografia
81', colore
Paese:
Spagna, USA
2014
Scritto da Exxagon nell'anno 2020; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
