31
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Voto:
31 novembre 1976. Un gruppo di giostrai itineranti, capeggiato dalla coppia Charly (Sheri Moon Zombie) e Roscoe (Jeff Daniel Phillips), viaggia attraverso gli Stati Uniti a bordo di un camper sgangherato. Con loro ci sono Venus, Panda e Levon, anime randagie unite dalla vita precaria del luna park ambulante. Durante una sosta in una stazione di servizio isolata, il gruppo viene assalito e rapito da figure mascherate. Il risveglio avviene in un mattatoio industriale riconvertito in arena di morte. Tre aristocratici decadenti in parrucca settecentesca, Father Napoleon-Horatio (Malcolm McDowell), Sister Dragon e Sister Serpent, annunciano le regole del gioco: i prigionieri hanno dodici ore per sopravvivere agli attacchi di killer professionisti, mentre i rapitori scommettono sulle loro vite come fossero cavalli da corsa. La caccia ha inizio con Sick-Head, nano in uniforme nazista armato di coltelli, seguito da Psycho-Head e Schizo-Head, coppia di clown muniti di motosega. Ma il vero incubo porta il nome di Doom-Head (Richard Brake), assassino metodico e filosofeggiante che trasforma l'omicidio in performance artistica.
LA RECE
31 concentra virtù e limiti di Rob Zombie: visivamente riconoscibile e brutale ma narrativamente blando, con personaggi intercambiabili e una struttura da videogame a livelli. Emerge solo il Doom-Head di Richard Brake, il cui monologo iniziale è il momento più riuscito del film. Per i fan dell'estetica zombiana può funzionare; per gli altri resta un esercizio autoreferenziale.
Virtù e limiti del regista-musicista americano: un horror viscerale e stilisticamente riconoscibile ma costruito su fondamenta una narrazione così debole e risaputa che ciò che rimane è un esercizio di puro manierismo tortur-porn che esalti lo stile camp e “sudista” del buon vecchio Rob e della sua mugliera sempre presente e selvaggia. Per fare una cosa davvero indie come si conviene ad uno zombie, Rob finanzia il film tramite crowdfunding e fomenta i fans dicendo cose tipo che non avrebbe potuto realizzare un altro film con i personaggi de la Casa dei 1000 corpi (2003) e la Casa del diavolo (2005) perché sono di proprietà della Lions Gate; un dirigente della Lions Gate ha negato le affermazioni di Zombie, affermando che poteva fare quello che voleva con i personaggi perché erano ancora di sua proprietà. Va a sapere. Insomma, Rob gira in 20 giorni il suo film più brutale fino ad oggi - così dice lui stesso - e ci spende un milione e mezzo di dollari. Non molto, sembrano di più. Tuttavia, smacco, ne racimola nelle sale complessivamente 800.000. Tonfo. Perché? Sarà che la narrazione e il design del film ricordano un videogame a livelli coi vari boss da affrontare, o l’Implacabile (1987) se vogliamo stare nel mondo del cinema, con la Notte del giudizio (2013) come cornice per la sua premessa di violenza classista. Il problema è che il regista rocker, diversamente da quanto fatto nei suoi lavori precedenti, qui rinuncia quasi del tutto alla caratterizzazione, generando figure intercambiabili, ivi compreso il ruolo ritagliato per la moglie, lungo ma non specifico. Emerge, staccando di parecchie lunghezze tutti quanti compreso Malcolm McDowell, il Doom-Head di un Richard Brake a pieno regime e separato alla nascita da Jackie Earle Haley. E succede che il meglio del film cortocircuita proprio fra incipit e chiusa strette sulla faccia dell’attore, all’inizio monologante sulla natura della violenza come Tarantino ha insegnato che si fa. Al disotto di ciò, parecchio al di sotto, dialoghi funzionali, motivazioni inesistenti, finale che non è ben chiaro cosa debba significare se non volere a tutti costi offrire una chiusa cinica. Però, liquidare 31 come fallimento sarebbe ingeneroso. Zombie conferma una sua cifra rappresentativa, una suo peculiare espressionismo fatto di musica, kitsch, circense, degrado e psicopatia. Tutto questo compensa i vuoti narrativi? No, per la maggior parte degli spettatori; nì per i connoisseur di horror che sanno prendere la cosa come un divertissement tagliato a fette spesse; sì per chi ama l’estetica zombiana e userà l’aggettivo “autoriale” al posti di “autoreferenziale”. Basta sapersi collocare alla svelta e si eviteranno le maggiori delusioni. Per me è un nì senza voglia di rivedere il film, così come per tutti i lavori di Zombie a parte le Streghe di Salem (2012). Voto un po' severo.
TRIVIA
Rob Zombie (1965) dixit: “La gente ha una certa fissazione per i clown. Non so perché. Insomma, a me piacciono, non li trovo divertenti ma li trovo interessanti. Ma immagino sia per via del trucco: basta un po' di cerone, non servono molti effetti speciali, né costumi elaborati. Basta mettere un po' di trucco sul viso e la persona si trasforma completamente. Infatti è per questo che, con il personaggio di Richard Brake, ho mantenuto il trucco così semplice. Perché anche io ero stupito di quanto poco trucco si potesse mettere su qualcuno per fare perdere completamente i lineamenti, e non volevo perdere i suoi lineamenti perché sono piuttosto suggestivi. Ma se gli avessi messo questo trucco da clown pazzo, sarebbe stato come dire: be', ora non riesco nemmeno a capire cosa sta facendo il suo viso. E anche in un film come It (1990), quello originale, chi cazzo avrebbe potuto dire che quello era Tim Curry? È incredibile quanto possa il trucco trasformare il viso di una persona.” (IMDb.com).
⟡ Rob Zombie ha detto che il motivo per cui ha ambientato il film ad Halloween è perché ha letto una statistica secondo cui negli Stati Uniti il giorno di Halloween è il giorno in cui scompaiono più persone che in qualsiasi altro giorno, e ha pensato che sarebbe stata una premessa interessante per un film.
⟡ Sheri Moon Zombie stava smettendo di fumare durante le riprese, il che, secondo lei, ha contribuito ad aumentare la sofferenza del suo personaggio.
⟡ Rob Zombie disse al nano Pancho Moler di recitare molte delle sue battute in spagnolo dopo aver scoperto che Moler parlava fluentemente quella lingua.
⟡ La citazione di Franz Kafka che apre il film: "Un primo segno dell'inizio della comprensione è il desiderio di morire", è un aforisma che si trova nel libro "I quaderni in ottavo", una raccolta dei diari personali di Kafka scritti tra il 1917 e il 1919.
⟡ Mentre Doom-head sta per uccidere Charly con un coltello, dice "Lo facciamo in stile White Chapel?", chiamandola "Mary Kelly". Questo è un ovvio riferimento a Jack lo Squartatore che dava la caccia nel quartiere londinese di White Chapel, la cui ultima vittima fu la prostituta Mary Kelly.
⟡ Il montaggio cinematografico amatoriale dei lavoratori del luna park è stato realizzato con lo smartphone da Rob Zombie.
⟡ 31 è stato rieditato due volte prima che la MPAA gli assegnasse la classificazione R. Le prime due candidature sono state respinte con un NC-17.
⟡ Durante l'interpretazione di Richard Brake nel suo monologo d'apertura, l'attore sbatte a malapena le palpebre nell'unica inquadratura ravvicinata. La prima volta avviene al 45° secondo, poi non sbatte più le palpebre per 61 secondi. Questo ha contribuito notevolmente ad imprimere un senso di disagio alla scena.
⟡ Si tratta del primo film di Rob Zombie dopo la Casa dei 1000 corpi (2003) per il quale il regista ha composto la propria musica con alcuni dei suoi compagni di band.
⟡ Durante la scena di sesso tra Cherry Bomb (Ginger Lynn) e Doom Head viene mostrato uno spezzone di Nosferatu - Il vampiro (1922).
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
Rob Zombie
Durata, fotografia
102', colore
Paese:
USA
2016
Scritto da Exxagon nel gennaio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

