Kobra

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Voto:

Il dottor Carl Stoner (Strother Martin), brillante ed eccentrico erpetologo, assume David Blake (Dirk Benedict) come suo nuovo assistente di laboratorio e gli somministra una serie di iniezioni sperimentali di veleno di cobra, cosa che il giovane uomo accetta senza farsi troppe domande. Quando David si lega alla figlia di Stoner, Kristina (Heather Menzies), il siero ha già iniziato a fare il suo effetto, ovvero trasformare David in un ibrido uomo-serpente che sarebbe in grado di sopravvivere in una società scarsa in risorse.


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LA RECE

Innesto dell'archetipo del mad doctor nell'animal horror, anticipando il filone ofidico che culminerà andrà fino ad Anaconda ed oltre. Curiosità da seconda serata dove l'atmosfera provinciale prevale su quasi tutto il resto. Un prodotto che, tra ingenuità narrative e fascinazione per i rettili, risulta godibile solo in condizioni di indulgenza.

Singolare tentativo di innestare il tropo del mad doctor, di tradizione filmica già vecchiotta nei Settanta, nella corrente natural/animal horror con illustri precedenti (gli Uccelli, 1963; Willard e i topi, 1971) e che poi riesploderà con lo Squalo (1975). A dirla tutta, solo l’anno prima, William Grefé proponeva Stanley, poco noto exploitation floridiano con un reduce del Vietnam che addestra serpenti per punire chi lo ha maltrattato. Kowalski, veterano della serie B con esperienza circa animali balordi (Attack of the Giant Leeches, 1959) firma un'opera, scritta da Daniel C. Striepeke, che si fa forte dell’utilizzo di veri serpenti, animali che, almeno a quei tempi, sembravano ancora cosa assai esotica, da cui poi lo sviluppo pellicole consimili, che vanno da King Cobra (1981) a Venom (1981), da Spasms (1983) a Mamba (1988), fino ad arrivare ad Anaconda (1997) eponimo di cose ancora più moderne (Anaconda, 2024). Kobra si articola in due tempi abbastanza netti: la prima sezione procede con ritmo tiepido, accumulando dettagli sul mondo dei serpenti attraverso un approccio quasi documentaristico (con tanto di caveat testuale in incipit) che conferisce alla pellicola una certa efficacia visiva, dato che si sono usati solo serpenti veri e si sono evitati grossolani giochi di editing. La deriva frankensteiniana culmina in un epilogo grottesco che materializza l'ossessione scientifica di un mad doctor che dialoga con i suoi serpenti come fossero interlocutori possibili. Così, Dirk Benedict, futuro Sberla dell’A-Team (1983-1987), e, qui, volto ingenuo di efficacia limitata, finisce per farsi ricettacolo passivo della follia scientifica del primo. A lato, una sostituibile Heater Menzies, cresciutella dai tempi di Luisa von Trapp (Tutti insieme appassionatamente, 1965), nel ruolo di un studentessa sottotono con fascino oratoriale. La dimensione più problematica risiede nella gestione della suspense narrativa: il film impiega tre quarti della sua durata per svelare ciò che lo spettatore intuisce fin dalle prime sequenze. La trasformazione di David procede attraverso segnali visivi graduali - ovviamente la muta della pelle - ma la vera metamorfosi viene rimandata fino all'epilogo con il povero David mutato brutalmente ed esposto al circo come in Freaks (1932). Tuttavia, questo film da seconda serata si gioca le migliori carte nel primo tempo, in cui si costruisce un'atmosfera di inquietudine subdola che striscia fra la normalità provinciale della piccola città, con una certa sgradevolezza legata al vedere tutti questi animali in gabbia, compresa una mangusta nervosetta alquanto. Povera. Il meccanismo dell’horror palesato s’ingolla le potenzialità critiche del soggetto, ovvero la riflessione sui limiti dell'intervento umano sulla biologia, ma, d’altronde, lo scienziato di turno è uno che vuole risolvere i futuri limiti delle risorse facendoci diventare animali a sangue freddo. Insomma, castronerie a parte, in certe specifiche condizioni di gradevole obnubilamento del sensorio, Kobra potrebbe essere anche sinuosamente godibile.

TRIVIA

Strother Douglas Martin Jr. (1919-1980) dixit: “L'età è una risorsa per gli attori caratteristi tanto quanto lo è per il buon vino. Le esperienze umane, sia positive che negative, lasciano il segno sul volto e sul portamento. Qualche ruga sul viso e qualche capello grigio, uniti alle idiosincrasie che un attore adotta nel corso della vita, contribuiscono a completare la personalità dell'attore. Per quanto mi riguarda, più un attore caratterista invecchia, più la sua posizione si fa salda.” (IMDb.com)

⟡ Tutti i serpenti velenosi presenti erano autentici e il cast ha dovuto interagire con loro durante le riprese. Solo nella scena in cui Strother Martin afferra la testa del cobra reale durante lo spettacolo è stato utilizzato un serpente finto. I serpenti velenosi non sono stati privati dei denti durante la produzione. Per questo film sono stati importati dalla Thailandia cinque cobra reali, lunghi dai 3 ai 4,5 metri. Erano stati catturati di recente in natura ed erano in buona salute, con piena capacità di produrre veleno. Le scene di mungitura di "Snake Park" erano reali e miravano a imitare ciò che Bill Haast faceva quotidianamente nel suo Serpentarium in Florida. A ogni ripresa venivano raccolti circa 30 grammi di veleno, senza arrecare alcun danno ai serpenti. Per ogni ripresa veniva utilizzato un cobra diverso. Le riprese hanno richiesto quasi un giorno intero, poiché i cobra trascorrevano la maggior parte del tempo cercando di fuggire dal recinto piuttosto che sollevarsi nella tradizionale modalità di attacco dei cobra.

⟡ La mangusta nel film era in realtà un taira (Eira barbara), noto anche come tolomuco, un mustelide originario delle zone tropicali dell'America Centrale e del Sud America. Si è utilizzato un taira perché negli Stati Uniti continentali è illegale possedere manguste come animali domestici, a causa del modo invasivo in cui hanno invaso una delle isole Hawaii.

⟡ Originariamente intitolato "SSSSnake", i distributori ne cambiarono il titolo per rendere il film più misterioso agli occhi degli spettatori.

⟡ Questo film venne distribuito dalla Universal in double-bill con Mai con la luna piena (1973) , uno degli ultimi double-bill distribuiti dallo studio.

⟡ A un certo punto dello sviluppo, a Steven Spielberg fu chiesto di dirigere il film, ma questi rifiutò.

⟡ Si tratta della prima produzione Zanuck-Brown che poi sfornerà blockbuster quali lo Squalo (1975) e Deep impact (1998).

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

Sssssss

Regista:

Bernard L. Kowalski

Durata, fotografia

99', colore

Paese:

USA

Anno

1973

Scritto da Exxagon nel febbraio 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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