Love
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Voto:
Murphy (Karl Glusman), giovane americano stabilitosi a Parigi con l’ambizione di fare il regista, trascorre il mattino del Capodanno accanto alla compagna Omi (Klara Kristin) e al loro piccolo figlio. Quando la madre di Electra (Aomi Muyock), giovane che Murphy ha amato con enorme intensità, lo chiama preoccupata per la scomparsa della figlia, Murphy precipita nei ricordi: l'incontro con Electra, la forza viscerale del loro legame, il progressivo sgretolamento del legame stesso e l’apertura a nuove esperienze che fa da leva all’addio. La cronologia viene deliberatamente dissolta in un mosaico non cronologico in cui il presente esiste solo come punizione per il passato.
LA RECE
Noé ambisce a costruire un film sentimentale che incorpori la sessualità non simulata come elemento drammaturgico organico, sottraendola alla logica del cinema erotico commerciale e restituendola al racconto degli affetti. L'operazione riesce esteticamente - fotografia, musica e recitazione naturale si fondono in un'atmosfera di autentica malinconia - ma fallisce strutturalmente: la narrativa si reitera senza evoluzione per oltre due ore, e la coppia protagonista, psicologicamente disfunzionale e verbalmente impoverita, impedisce una profonda identificazione emotiva. Rimane un guscio formalmente pregevole ma internamente vuoto, in cui la nostalgia non approda mai a catarsi e il desiderio si consuma nell'autoreferenzialità.
“Ho sentito di coppie aperte devastate dagli spifferi”, battuta che proferì non so più che comico, ma che pare essere adattabile sartorialmente a questo lavoro realizzato da Noé fra Enter de Void (2009) e Climax (2018). Dalle dichiarazioni dello stesso regista, Love nasce da un’idea per anni carezzata: il titolo originale del film, Danger, etichettava un progetto che avrebbe inizialmente coinvolto Vincent Cassel e Monica Bellucci, i quali, tuttavia, dopo aver letto il trattamento, si ritirarono ritenendolo troppo intimo per essere interpretato da una coppia reale; e tralasciamo per un attimo la perdita di non aver potuto vedere la Bellucci realizzare le scene poi compiute dalla Muyock. Quest’ultima decide, ahimé, di ridoppiarsi per la versione italiana e, così, abbiamo prova che, con la Bellucci, Aomi qualcosa condivide. Ma non divaghiamo, dalla defezione della Bellucci e Cassel nacque Irréversible (2002), costruito a tappe forzate per onorare gli impegni con i produttori già attratti dall'idea originaria; Love arrivò solo più tardi, con un cast di semi-sconosciuti, cosa che conferisce alla pellicola una grana autentica difficilmente ottenibile con nomi noti. L’idea, di base, non era realizzare un’opera provocatoria fine a sé stessa - benché Noé sia sempre Noé - ma realizzare una storia d'amore densa di malinconia e rimpianto, con le sequenze di intimità fisica che si inseriscono nel racconto con la stessa funzione ritmica e drammaturgica di brani musicali e, non a caso, la musica accompagna; tra le scelte sonore spicca l'utilizzo della celebre nenia di Profondo Rosso (1975) durante alcune sequenze intime, con un effetto straniante mica male. Aomi Muyock, Karl Glusman e Klara Kristin abitano il film con naturalezza, diretti da un Noé che desiderava improvvisazione mirata a conferire alle conversazioni un tono spontaneo e vitale. La sessualità non simulata - molto presente il pene di Glusman, in ombra i genitali delle attrici - è esteticamente ed eroticamente ben resa, così come le luci e la fotografia, il ché fa intuire quanto più bello potrebbe essere il prodotto pornografico se diretto con competenza e perizia; d’altra parte, artisti di competenza e perizia finiscono, comprensibilmente, a voler fare altro che non sia pornografico! Il problema di Love, ad ogni modo, è strutturale, non estetico. Se il film cerca di dare immagini ed emotività alla sensazione peculiare di perdersi nel ricordo di un amore passato (pare ci sia molto di autobiografico per Noé), d’altra parte non si sforza di costruire una narrativa che evolva; tutto si reitera per due ore e passa, e le scene sessuali finiscono o per tediare o per essere le tappe sfiziose di un percorso narrativo che ha tediato. Se, da un lato, risulta riuscitissimo il progetto di costruire un film sentimentale capace di penetrare … ah, le mot juste! … l’intimità di una coppia, cioè realizzare un film d’amore completo della sua visceralità, d’altra parte Love costruisce il suo universo romantico su una coppia psicologicamente non serena, incline all'autodistruttività, un poco eccentrica - quindi, difficile elemento di rispecchiamento per il pubblico - con un protagonista maschile passivo, egoista, incapace di crescita, non gradevole. Il sesso di Murphy ed Electra - nomi non a caso, leggi sotto - dura poco come manifestazione gioiosa e, presto, diventa strumento per silenziare la crisi degli affetti: più si sperimenta, più ci si illude di giungere al nucleo dell’intimità, mentre, invece, si rimane sulla superficie del rapporto e si evita la sua dialettica. La nostalgia che anima i protagonisti non diventa mai catarsi e rimane un gorgo narcisistico che inghiotte ogni cosa. Per non dire, poi, delle linee di dialogo stracotte (“Un giovane che vive senza amore è come un uccello senza cielo”), di cui il film è pieno, e che dovrebbero spennellare il film di verbalizzazioni giovani e belle ma che, invece, fanno risultare la coppia - la solita coppia pseudo-freak che si aggira per mostre e ambienti borghesi - povera di idee e di capacità verbali. Chi, con Love cerca una storia d'amore capace di risuonare oltre le classiche narrazioni dei sentimenti, troverà qualcosa di interessante; idem per chi è in cerca di un film erotico (spinto) capace davvero di essere erogeno. Meno bene la sensazione di trovarsi davanti ad un grande guscio estetico con un notevole vuoto al suo interno; visioni e vanità borghesucce che neutralizzano la tensione emotiva che, invece, dovrebbero sostenere.
TRIVIA
Gaspar Noé (1963) dixit: “In un certo senso, i film non mostrano quanto il sesso possa essere dolce o normale. Negli anni '70, durante la rivoluzione sessuale, molti registi hanno aperto nuove strade realizzando film con scene di sesso che non erano, per così dire, film erotici. C'è qualcosa di molto antiquato nel mondo in cui viviamo. I giovani possono trovare ovunque immagini di sesso crudele o meccanico, ma sono scollegate dalla vita reale. La rappresentazione dell'amore nella vita reale manca nei cinema. È un problema cronico. Quante persone vengono uccise nei film oggi? Anche in un film per tutti come La Passione di Cristo (2004), dove si parla solo di tortura. Perché quello può essere visto dai bambini, mentre due persone adulte che si baciano e si godono i loro corpi è un problema?” (IMDb.com)
⟡ Sei anni prima dell'uscita di questo film, la Muyock ha avuto un incidente che ha richiesto una lunga guarigione e continue cure mediche. A causa di una serie di trattamenti andati male, ha dovuto farsi asportare tre denti anteriori (due incisivi e un canino) poco prima della sua partecipazione al Festival di Cannes. Sapendo che non si sarebbe fatta sostituire i denti fino a luglio dello stesso anno, insistette comunque per andare a Cannes, perché: «Non si va a Cannes per apparire bene nelle foto. Ci vai perché è Cannes!».
⟡ Gaspar Noé ha dichiarato di non aver diretto gli attori durante le scene di sesso né di averne curato la coreografia. Ha spiegato di essersi limitato a sistemarli nelle giuste posizioni rispetto alla telecamera e poi di aver detto: «Ok, va bene così, iniziate la scena…». Ha aggiunto: «Una volta che le persone sono nelle posizioni giuste, va tutto bene. Sanno come comportarsi».
⟡ Karl Glusman ottenne la parte mentre era in un locale e incontrò una donna che gli chiese quale fosse il suo film preferito. Quando lui rispose Enter de Void (2009), lei gli rivelò di essere un'amica di Gaspar Noé e gli disse che lui stava cercando un attore americano per il suo prossimo film. Si misero in contatto su Skype, parlarono, decisero di incontrarsi in Francia, uscirono a mangiare, bere e ballare in diversi ristoranti e locali, e poi Noé gli offrì finalmente il ruolo da protagonista.
⟡ L'attore protagonista Karl Glusman ha raccontato che la primissima scena che ha girato per il film, il suo primo giorno di riprese, lo ritraeva mentre si masturbava fino all'orgasmo, con la telecamera focalizzata sul suo pene. L'attore ha dichiarato: «Il primo giorno di riprese, [il regista] mi ha detto: "È il momento del tuo primo piano!" Ha abbassato la telecamera all'altezza della mia vita e ha messo a fuoco. E ha detto: 'Va bene, togliti i pantaloni!' È stato il mio modo per rompere il ghiaccio." Glusman ha aggiunto che iniziare in quel modo lo ha reso nervoso, ma ha comunque portato a termine la scena.
⟡ Durante la conferenza stampa del film al Festival di Cannes, Gaspar Noé ha dichiarato che la sceneggiatura era lunga sette pagine.
⟡ Solo il protagonista Karl Glusman era già un attore quando sono iniziate le riprese. Le attrici Aomi Muyock e Klara Kristin non lo erano, e Gaspar Noé le ha scoperte per caso mentre era in giro a divertirsi. Ha raccontato che lo faceva continuamente: incontrava giovani attraenti e chiedeva loro se volessero recitare nei film, ma in ruoli secondari (anche se in realtà li stava valutando per ruoli da protagonista, ma non voleva che si illudessero per poi rimanere delusi). Se avessero mostrato interesse, avrebbe tirato fuori la fotocamera del cellulare e li filmava per vedere se erano fotogenici e, in caso affermativo, li faceva finalmente fare un provino con il protagonista Karl Glusman per confermarli nel progetto.
⟡ I nomi dei due protagonisti del film hanno un significato simbolico. Il nome di Murphy rimanda alla legge di Murphy, secondo cui «se qualcosa può andare storto, andrà storto». La legge di Murphy viene infatti mostrata nel corso del film tramite una didascalia. D’altra parte, Murphy prende anche il nome dalla madre di Gaspar Noé, Nora Murphy. l nome di Electra, invece, si ricollega al complesso di Electra, un concetto psicologico proposto da Carl Jung, che definisce il desiderio psicosessuale di una ragazza di possedere il proprio padre. In una scena, Murphy ed Electra parlano del padre di Electra e Murphy dice: «Electra ha un complesso di papà».
⟡ Nel corso del film, sulle pareti si vedono i manifesti di numerosi film. Tra questi figurano: Salò, o le 120 giornate di Sodoma (1975), M - il Mostro di Düsseldorf (1931), la Nascita di una nazione (1915), Taxi Driver (1976), Freaks (1932). Inoltre, in una scena Murphy ed Electra parlano di film e Murphy le dice che il suo film preferito è 2001: Odissea nello spazio (1968), che è anche il film preferito del regista Gaspar Noé.
⟡ Le riprese del film sono iniziate nell'ottobre 2014 e si sono concluse nel febbraio 2015, tre mesi prima della sua anteprima al Festival di Cannes. Gaspar Noé ha dichiarato che, una volta che il film è stato accettato al Festival di Cannes, ha dovuto lavorare praticamente 24 ore su 24 per prepararlo in tempo per la prima, aggiungendo di averlo terminato poche ore prima della prima ufficiale e di essere stato così esausto per lo sforzo da addormentarsi durante la prima proiezione ufficiale. Ha anche detto di essere stato felice di accettare una posizione "Fuori Concorso" per il film invece di un ambito posto in Concorso perché, ha detto, per lui era importante presentare il film in anteprima a Cannes, la sezione non aveva importanza.
⟡ Inizialmente si era pensato di affidare i ruoli di Electra e Omi ad attori porno, ma i produttori hanno rinunciato all'idea poiché non sono riusciti a trovarne nessuno che non si fosse rasato i genitali. I genitali rasati erano considerati poco realistici.
⟡ La musica nella scena di sesso al locale proviene direttamente dal film di John Carpenter Distretto 13: le brigate della morte (1976)
⟡ Gaspar Noé ha affermato che alcune scene di sesso del film sono reali, mentre altre sono simulate. Il regista ha inoltre preferito non rivelare quali fossero quelle simulate, lasciando agli spettatori la possibilità di distinguere il vero dal falso. "Penso che l'esperienza del sesso debba essere rappresentata in tutta la sua potenza, invece di essere ridicolizzata come troppo spesso accade", ha spiegato prima di precisare di aver agito anche in base ai desideri e alle esigenze degli attori: "Ho anche tenuto conto dei limiti degli attori. Per Karl Glusman (Murphy), la rappresentazione dell'eiaculazione è stata realizzata in modo naturale; le attrici vivono questa esperienza in modo diverso e ho rispettato i loro limiti."
⟡ Nel 2019 Aomi Muyock ha dichiarato di aver fatto una riflessione: non farà mai più sesso davanti a una telecamera. «È un'esperienza che si fa una volta sola. È stato interessante, ma non voglio più girare film erotici. Non voglio ripetere la stessa cosa», ha dichiarato al portale 20 Minuten.
⟡ L'ex fidanzato di Electra si chiama Noé, un riferimento a Gaspar Noé, che nel film interpreta proprio quel personaggio. L'ex fidanzata di Murphy si chiama Lucile, e questo potrebbe essere un riferimento a Lucile Hadzihalilovic (Évolution, 2015), moglie di Gaspar Noé.
Fast rating

Titolo originale
Id.
Regista:
Gaspar Noé
Durata, fotografia
135', colore
Paese:
Francia, Belgio, Brasile
Anno:
2015
Generi e Temi
Scritto da Exxagon nel giugno 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

