I Mostri delle rocce atomiche

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Voto:

Sul versante del Trollenberg, montagna alpina avvolta da una nube stazionaria che l'osservatorio locale registra come fonte di anomale emissioni radioattive, gli alpinisti cominciano a scomparire. Non solo. I cadaveri vengono rinvenuti decapitati. Alan Brooks (Forrest Tucker), agente delle Nazioni Unite che ha già incrociato fenomeni analoghi altrove, giunge a Trollenberg. Sul treno che lo porta a destinazione incontra le sorelle Pilgrim, artiste di varietà specializzate in esperimenti di telepatia: Anne (Janet Munro), la più giovane, è una sensitiva autentica, e qualcosa nella montagna sollecita le sue facoltà in modo crescente. Il professor Crevett (Warren Mitchell), astronomo a capo dell'osservatorio, teorizza che la nube non sia un fenomeno meteorologico ma il tramite di un'intelligenza aliena.


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LA RECE

Adattamento di una miniserie TV del 1956, il film incarna la variante psicologica del fantascientifico britannico: la regia di Quentin Lawrence costruisce un'atmosfera di autentica inquietudine finché la minaccia extraterrestre resta nella nebbia, filtrata attraverso le visioni della sensitiva Anne Pilgrim e scandita dalla compostezza quasi comica di adulti in cravatta che sorseggiano whisky in quota. Il film sopravvive nella memoria del genere soprattutto per l'influenza confessata da John Carpenter sul film Fog.

Il fantascientifico britannico degli anni Cinquanta obbediva a una logica diversa dal corrispettivo americano. Mentre Hollywood proiettava l'invasione aliena su scala continentale, il sottogenere anglosassone preferiva isolare una comunità, infiltrare la minaccia nel tessuto dell'ordinario, farla germogliare dall'interno. I Mostri delle rocce atomiche appartiene pienamente a questa tradizione che ha Stranger from Venus (1954) come altro esempio riferibile. Il film nasce da una miniserie tv in sei puntate del 1956, e la trasposizione cinematografica mantiene la regia di Quentin Lawrence e parte del cast originale; a scrivere la sceneggiatura viene chiamato Jimmy Sangster (gli Orrori di Frankenstein, 1970), firma abituale della Hammer, il quale compone qualcosa che, dichiaratamente ha influenzato Carpenter per la realizzazione di Fog (1979) e, per quel tema della nebbia come veicolo di morte e di alterità irrazionale, pare ovvio che anche Darabont, o meglio Stephen King, ne abbia ereditato tracce profonde. Per buona parte dei cultori, me escluso, il film funziona finché la minaccia resta celata nella nube - filtrata attraverso la psiche di Anne, attraverso le decapitazioni mute, attraverso i morti che camminano con la rigidità di burattini - ovvero, è nella dimensione evocativa che il film tocca la sua vetta. La crisi arriverebbe con la rivelazione. Gli alieni, quando si mostrano, sono creature monoculari e tentacolate la cui realizzazione tradisce i limiti produttivi: reggono l'inquadratura finché restano ai margini del visibile ma cedono nello scontro finale, dove i tentacoli sottili come cavi telefonici e i bombardieri in volo radente sull'osservatorio restituiscono un cinema di cartapesta. Indubbiamente vero che il film, nella sua prima parte, ha persino qualcosa di lewtoniano (leggasi ambiguo, il Bacio della pantera, 1942) per poi approssimarsi agli esperimenti (e all’effettistica) di Roger Corman con l’apparire dei mostroni tentacolari. Non solo. Io trovo assolutamente confacenti i mostri tentacolari per un assedio compiuto in una stazione brutalista costruita in alta montagna per ragioni scientifiche assolutamente poco comprensibili; ma con zoom ottici di potenza inusitata. Inoltre, non sono poi così in dissonanza con “gente di montagna” che beve, fuma e vesta elegante, ed un Forrest Tucker, con la sua fisicità bonaria da americano d'esportazione, che funziona da contrappunto ironico alla materia oscura che lo circonda. Presenza lolitesca della bella e sfortunata Janet Munro (seguite link per approfondimento) nel ruolo archetipico della giovane virginale che, in quanto tale, e per tradizione millenaria, è in connessione con il trascendente. Bilancio: film di evidente pochezza, fin dalla visione delle prime scenografie fatte da montagne dipinte e costoni di cartapesta, ma indiscutibilmente capace di regalare un valido intrattenimento, a patto di gioire del cinema d’antan con mostroni mossi da fili. Consiglio di fare esperienza di i Mostri delle rocce atomiche stando sotto le coperte con luminosità molto attenuata, pisolo incipiente e, per i più ardimentosi, tisana alla malva e biancospino. Una vita al massimo.

TRIVIA

Forrest Meredith Tucker (1919-1986), che morì giovane per cancro ai polmoni, dixit: “A giudicare dai segnali che il mio corpo mi manda, sono un uomo anziano. Considerando come ho maltrattato il mio corpo, 66 anni corrispondono all'incirca all'età di Matusalemme, ovvero circa 969 anni.” (IMDb.com).

⟡ L'effetto nuvola è stato ottenuto fissando un batuffolo di cotone idrofilo a una fotografia di una montagna.

⟡ Nella produzione televisiva originale, le creature si chiamavano "Ixodes".

⟡ Il mostro dagli occhi striscianti fa letteralmente una breve apparizione nel romanzo horror "It" di Stephen King . I bambini si imbattono nella creatura nelle fogne durante una parte del romanzo ambientata nel 1958.

⟡ È l’ultimo film prodotto dai Southall Studios, uno dei primi studi cinematografici del Regno Unito.

⟡ Negli Stati Uniti, questo film fu acquisito dalla DCA (Distributors Corporation of America) e distribuito in double-bill a the Strange World of Planet X (1958), anche quest’ultimo produzione britannica con protagonista l'attore americano Forrest Tucker. Per la sua uscita in America, il film fu ridotto a 75 minuti, perché i distributori americani volevano arrivare più velocemente alle scene con i mostri. La durata completa del film è di 84 minuti ed è stata ripristinata integralmente nell'edizione in DVD. Per la distribuzione USA, i film furono rititolati the Crawling Eye e the Cosmic Monsters. Sarebbero stati tra gli ultimi film distribuiti dalla DCA.

⟡ Alcuni degli effetti sonori sono stati tratti da Il Pianeta proibito (1956) .

⟡ Il film ha ispirato la canzone “The Crawling Eye” dell'album Famous Monsters del 1999 della band The Misfits .

⟡ I bombardieri utilizzati per combattere i mostri erano i Canberra della English Electric. Si trattava del bombardiere medio a reazione di prima generazione britannico, sviluppato dalla English Electric tra la metà e la fine degli anni '40. Rimasero in servizio nella RAF per oltre 50 anni.

Il mostruoso uomo delle nevi (1957), film della Hammer, ha, bene o male, lo stesso cast in un setting simile; non a caso viene citato all’inizio del film.

⟡ L'automobile che si vede più volte è una Citroën Traction Avant Sedan dei primi anni '50.

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Titolo originale

The Trollenberg Terror

Regista:

Quentin Lawrence

Durata, fotografia

84', b/n

Paese:

UK

Anno

1958

Scritto da Exxagon nell'aprile 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0

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