Weapons

Voto:

La cittadina di Maybrook si sveglia con un’orribile sorpresa: diciassette bambini, tutti della stessa classe elementare, alle 2:17 del mattino si sono alzati dai loro letti, hanno spalancato la porta di casa e sono corsi nella notte con le braccia leggermente protese, come piccoli aerei. Nessuno li ha più visti. Un solo alunno, il timido Alex Lilly (Cary Christopher), è rimasto nel proprio letto, ma non sa aiutare gli inquirenti a fare luce su ciò che è accaduto. L'insegnante Justine Gandy (Julia Garner) diventa il capro espiatorio della comunità: sguardi, minacce, e l'etichetta di strega. Archer Graff (Josh Brolin), padre di uno degli scomparsi, decide di indagare per proprio conto, incrociando le traiettorie di Justine, del suo amante - l'agente sposato Paul Morgan (Alden Ehrenreich) - del preside Marcus Miller (Benedict Wong) e del tossicodipendente senzatetto James (Austin Abrams). I loro cammini convergeranno verso la casa della famiglia Lilly nella quale qualcosa di antico e famelico si è insediato: la zia Gladys (Amy Madigan).


banner Aliexpress per oggetti legati al cinema

LA RECE

Grande successo commerciale e di critica che si distingue per una curata struttura narrativa, la quale riorganizza la storia attraverso i punti di vista dei vari personaggi. Nonostante il titolo fuorviante, il film rifugge le letture sociopolitiche e anche il didascalismo dell’elevated horror, presentandosi invece come una cruda e disturbante fiaba nera. Cast in stato di grazia, una tensione sapientemente gestita e jump scares efficaci, la pellicola offre un altissimo livello di intrattenimento e lancia una nuova memorabile icona del terrore.

Secondo horror di Zach Cregger dopo Barbarian (2022) e successone di pubblico e critica, con uno degli horror mainstream meglio riusciti dopo la “fase” Ari Aster-Robert Eggers. Il film, genuinamente perturbante, è concettualmente meno impegnato di quanto si dica, però anche tecnicamente più curato di quanto appaia sulle prime: struttura alla Rashomon (1950) con il dramma visto da più punti di vista, la meccanica del capro espiatorio, l’evidente vita complicata di tanti abitanti di Maybrook e la fuga dei bambini nella forma della Napalm Girl vietnamita del 1972 (leggi nei trivia). Troviamo poi un lavoro corale di gente in stato di grazia su cui svetta Amy Madigan (moglie di Ed Erris), che si vede attribuire giustamente un Oscar, e una manciata di jump scares efficacissimi. Tutto questo è incartato in una fiaba nera che richiama a gran voce “Il pifferaio magico di Hameln”, “Hansel e Gretel” e altre cose torve dei terribili fratelli Grimm. Il titolo, come accennato, porta fuori strada molti e scatena letture socio-politiche inadatte alla circostanza, dato che il regista riferisce non solo un’origine autobiografica al dramma, ma anche il fatto che non vi siano connessioni con le stragi scolastiche compiute con armi da fuoco. Né vi è una connessione con il mitra che si vede nel sogno di Archer: è un'immagine sospesa, priva di risoluzione. Insomma, qui si tratterebbe di weapons giusto perché le vittime della strega Gladys diventano armi al suo servizio tramite la sua magia del sangue. Certo, si potrebbe aprire una riflessione sui bambini che possono diventare marionette nelle mani di adulti in malafede, o come tutti lo si possa diventare nelle dovute circostanze; tuttavia, queste riflessioni sembrano una morale un po’ forzata e non necessaria per un film che va già benone come innesto di un orrore ancestrale in una fetta di America moderna. Weapons, pur sembrandolo e, per qualità, essendolo, rifiuta il didascalismo e il moralismo dell'elevated horror, e funziona proprio per questo, oltre che per una struttura di una certa complessità L'incipit attiva subito l’immaginario archetipico della fiaba: «Una notte, diciassette genitori misero a letto i propri figli per l'ultima volta.» Cregger frammenta il racconto in capitoli intestati ai singoli personaggi, come nel succitato film del 1950 o in Pulp Fiction (1994), ed ogni segmento riorganizza ciò che avevamo visto: quanto era marginale nel capitolo di Justine diventa centrale in quello di Archer, e il gesto di un personaggio si carica di senso quando lo rivediamo dal suo punto di vista. Non è un caso. Weapons è, prima del suo plateale momento horror, un dramma su una comunità dilaniata da un trauma collettivo e incomprensibile, richiamando un precedente illustre per il gancio della sparizione inspiegabile che è Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir. La comunità di Maybrook, incapace di elaborare l'incomprensibile, converge, così come avveniva nelle fiabe, sulla caccia alla strega che, su un corollario un po' misogino, è caccia alla bella donna single, fragile (alcolizzata) e tentatrice (amante del poliziotto). Il fomentatore Brolin, dall'altro lato della barricata, le fa da contraltare come padre in lutto perpetuo. Alden Ehrenreich (l'ex Han Solo di Ron Howard, 2018) è un poliziotto sfibrato da alcol e adulterio; Austin Abrams dà vita al tossico James che vive ai margini e s’arrabatta in una vita minima. Il coup de théâtre finale porta il nome di Amy Madigan che entra nel terzo atto con una presenza incredibilmente lurida e incisiva, dopo aver lampeggiato come jump scare. Qua e là, Cregger non dimentica di prestare qualche momento umoristico il quale stempera una tensione che, in più di una sequenza si fa tesa, ed in una cornice complessiva bigia e grigia, ovvero quella della sparizione di bambini (cfr. The Black Phone, 2022 o la fonte ammessa Prisoners, 2013). Finale concitatissimo che è piaciuto un po’ a tutti. Tuttavia, a mio giudizio, la cosa davvero riuscita è questa riscrittura moderna dell’archetipo stregonesco: l’inserimento nella normalità della famiglia media di una variabile totalmente “altra”, imprevedibile e terribilmente spietata, ovvero la strega che rapisce i bambini e ne mangia la forza vitale, mostra un Male così assoluto che può essere distrutto solo da un suo medesimo strumento di morte. Capolavoro, no: in questo stesso anno vedo i Peccatori come film horror d’elezione critica, ma, indubbiamente, Weapons è un horror di ottimo livello e d'innegabile intrattenimento, oltre a dare vita ad un villain, zia Gladys, di tutto rispetto. Consigliato eccome.

TRIVIA

Zach Cregger (1981) dixit: “Gladys, come tema, è molto autobiografico e riguarda la mia infanzia. Non è che sia entrata una donna malvagia nella mia vita, ma si trattava più che altro di crescere in una famiglia con problemi di alcolismo. L'idea di una nuova entità che entra in casa e capovolge la dinamica familiare, e prende un posto sicuro e lo trasforma in un luogo spaventoso, e cosa fa ai bambini, e cose del genere.” (IMDb.com)

⟡ A monte di una spesa di circa 38 milioni di dollari, il film ne ha incassati 270 milioni.

⟡ Come indicato in recensione, i bambini sciamano di casa con la postura della «Napalm Girl». Per la precisione, si tratta della foto di una ragazzina vietnamita nuda ed ustionata ritratta nell’immagine di guerra vincitrice del Premio Pulitzer «The Terror of War», scattata in Vietnam dal fotografo Nick Ut l'8 giugno 1972. Phan Thi Kim Phúc, bambina di 9 anni nuda e in lacrime, che scappa dal suo villaggio dopo essere stato colpito da un bombardamento aereo. La foto è diventata una delle più suggestive della guerra del Vietnam, e forse di tutte le guerre, per la sua capacità di trasmettere il dramma delle vittime innocenti di guerra.

⟡ Amy Madigan si è voluta assicurare sul set che tutti gli attori bambini non avessero davvero paura di lei.

⟡ Il giovane attore che era stato scelto per il ruolo di Alex, venne sostituito perché, in brevissimo tempo, ebbe uno slancio di crescita che lo rese inadatto al ruolo.

⟡ Per lo stile visivo del film, Zach Cregger si è ispirato a Prisoners (2013) di Denis Villeneuve. Cregger ha elogiato la fotografia di quel film: “La fotografia di Prisoners è meravigliosa … sbiadita, cupa, nuvolosa, piovosa… Volevo davvero evocare visivamente tutto ciò che il film evocava», cercando di catturare lo stesso senso di autenticità, soprattutto nel modo in cui Villeneuve e Sir Roger Deakins avevano catturato il disordine delle case e la sensazione generale di disorganizzazione.

⟡ Deadline Hollywood ha riferito che la New Line Cinema si è aggiudicato la sceneggiatura in una guerra di offerte contro, presumibilmente, la Universal Pictures, Netflix e la TriStar Pictures. Alcune parti dell'accordo consistevano in una somma di denaro a otto cifre, un via libera per la produzione e privilegi definitivi per Zach Cregger, nonché la garanzia di un'uscita nelle sale. Gli addetti ai lavori lo hanno definito un accordo senza precedenti in tempi moderni ed è stato paragonato a ciò che fu offerto a M. Night Shyamalan il Sesto senso (1999).

⟡ L’efficacissimo trucco di Gladys, creato dal responsabile del reparto trucco Leo Satkovich insieme all’effettista Jason Collins, mira a farla assomigliare a un volatile rapace.

⟡ Zach Cregger, nei titoli di coda del film, ha ringraziato il regista David Fincher; ciò perché il secondo ha dato molti spunti tecnico-realizzativi al primo.

⟡ Amy Madigan aveva 75 anni quando vinse l'Oscar come migliore attrice non protagonista per questo film, rendendola la seconda persona più anziana a vincere il premio. La più anziana è Dame Peggy Ashcroft, che aveva 77 anni quando vinse l’Oscar per Passaggio in India (1984).

⟡ La moglie di Zach Cregger, Sara Paxton, appare brevemente come una delle madri dei bambini scomparsi.

⟡ La scuola utilizzata nella produzione è la Brockett Elementary a Tucker, Georgia, un sobborgo di Atlanta. Nel film, la scuola è raffigurata a una distanza considerevole dalla casa di Alex, come dimostra il fatto che il bambino cammina per qualche tempo e percorre più strade per tornare a casa. In realtà, la Brockett Elementary School, la vera scuola utilizzata per le riprese, si trova direttamente dietro la casa di Alex Lilly: il cortile è letteralmente adiacente al cortile della scuola.

⟡ Zach Cregger ha dichiarato che è in corso un prequel di Weapons, intitolato informalmente “Aunt Gladys”.

⟡ Il regista Paul Thomas Anderson lo ha definito uno dei suoi film preferiti del 2025.

⟡ Zach Cregger ha rivelato di aver detto ad Amy Madigan che poteva scegliere tra due diverse opzioni per i retroscena di Gladys. Opzione uno: Gladys è una persona normale che usava la magia nera per curare la sua malattia. Opzione due: Gladys è una creatura non umana che usa un trucco bizzarro nel misero tentativo di imitare gli umani.

⟡ Quando Gladys incontra Marcus, gli dice che i genitori di Lilly hanno la tisi, un nome antiquato per la tubercolosi. Si evince, dall’uso di questo termine, che la donna sia vecchia di secoli e prefigura anche il motivo per cui rapisce i bambini: consuma la loro forza vitale per mantenersi in vita. Questo spiega anche perché i bambini e certi adulti rimangano danneggiati dal sortilegio della strega, mentre Archer esca dal sortilegio senza danni, cioè poiché vie è stato poco in quella condizione e la sua forza vitale non ne è stata intaccata.

⟡ Justine stava facendo lezione alla sua classe sui parassiti poco prima che i bambini venissero rapiti, e il preside Marcus viene visto guardare un documentario sul Cordyceps e i suoi effetti sulle formiche. Ciò implica derubarli del loro libero arbitrio e costringerli a fare tutto ciò che vogliono i parassiti, così come Gladys si impadronisce della casa di Alex e si impossessa delle persone con la sua magia.

⟡ Quando Alex viene mostrato sdraiato sul letto, la sua sveglia mostra le 11:34, o “hEll”, inferno, se visto capovolta.

⟡ Amy Madigan ha provato più di 20 parrucche diverse prima di scegliere quella rossa sgargiante che indossa nel film.

⟡ La scena di Gladys che scappa dai bambini Amy Madigan ha insistito per fare tutta la corsa da sola, anche se l'ultima parte della caduta di Gladys è stata eseguita da una controfigura.

⟡ Archer ha un incubo che coinvolge Matthew e uno mitra M16 galleggiante che si libra nel cielo sopra la loro casa. Nella stanza di Matthews, appesa direttamente di fronte al letto dove Archer dorme, c'è una locandina di un grosso fucile automatico, cosa che, forse, al di là del titolo del film, contribuisce in parte a far sì che Archer lo veda nel sogno.

Nel film ci sono due allusioni a Shining (1980). La prima riguarda il modo in cui la madre di Alex cerca di acchiapparlo sfondando la porta del bagno e affacciandosi attraverso il legno distrutto, così come faceva Jack Torrence per prendere la moglie. L'altro riferimento è relativo alle ore 2:17 del mattino, quando i bambini scappano di casa. Nel libro di Stephen King, la stanza è ben nota la malignità della stanza 217, che nel film diventa la 237.

⟡ La scena in cui la mamma di Alex entra nell'auto di Justine e le taglia una ciocca di capelli con un paio di forbici mentre quella dorme è un omaggio a una scena simile visibile in Creep (2014), la differenza è che la vittima di Creep era a casa sua.

⟡ Quando Justine si nasconde da Marcus all'interno della stazione di servizio, un cartello vicino alla cassa dice che la lotteria è di 666 milioni di dollari, numero notoriamente legato al Maligno.

⟡ La scritta vandalica «Witch» fatta all'auto di Justine verosimilmente da Archer, è, in fondo, la risposta al mistero dietro la sparizione dei bambini.

⟡ Pur essendo cose logicamente disgiunte, non è un caso che Paul si punga un dito con una siringa e Gladys si punga il dito con una spina per la sua magia del sangue.

Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di alto livello

Titolo originale

Id.

Regista:

Zach Cregger

Durata, fotografia

128', colore

Paese:

USA

Anno:

2025

Scritto da Exxagon nel settembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0