i Peccatori
Voto:
1932, Delta del Mississippi. I gemelli Smoke e Stack (entrambi Michael B. Jordan), reduci dai bassifondi criminali di Chicago, fanno ritorno alla cittadina in cui sono cresciuti. Rilevano una vecchia segheria con l'intenzione di trasformarla in una juke joint, un locale con musica dal vivo riservato alla comunità afroamericana. Per la serata inaugurale, i due reclutano il cugino Sammie Moore (Miles Caton), chitarrista blues di grande talento; il pianista Delta Slim (Delroy Lindo); i fornitori cinesi Bo Chow (Yao) e Grace Chow (Li Jun Li); il mezzadro Cornbread (Omar Benson Miller) come buttafuori; e Annie (Wunmi Mosaku), la moglie che Smoke aveva abbandonato, ai fornelli. Tra i presenti anche Mary (Hailee Steinfeld), ex fiamma di Stack, e la cantante Pearline (Jayme Lawson). L'apertura è un trionfo, finché non si presenta il vagabondo irlandese Remmick (Jack O'Connell), con due complici, offrendosi di suonare bluegrass: Smoke nega l'ingresso ai tre, i quali, però, sono vampiri e circonderanno l'edificio stringendo i superstiti d’assedio.
LA RECE
Incursione di Ryan Coogler nell’horror, con ricollocazione del mito vampiresco nel Sud rurale degli anni Trenta e nella sua comunità nera. Il vampiro diventa allegoria dell'omologazione che promette appartenenza al prezzo della differenza, mentre il blues si fa archivio vivo della diaspora. Trascinato da un doppio Michael B. Jordan e da sequenze di bellezza rara. In ambito di produzione horror, qui siamo davvero a livelli elevati.
L’horror sulla negritudine che a Jordan Pelee (Get out, 2017; Nope, 2022), pur con tutti i suoi encomiabili sforzi, non era ancora riuscito. Novanta milioni di dollari di budget e 370 di ricavi ma, soprattutto, 16 nomination all’Oscar e 4 vinti; sia il The National Board of Review che l'American Film Institute lo hanno inserito tra i primi dieci film del 2025. Metteteci pure un certo gradi di pressione esercitata dalla comunità afroamericana per il riconoscimento di questo film di Ryan Coogler, classe 1986, tuttavia, francamente, si tratta in effetti di un mezzo capolavoro in ambito horror, con alcune scene di una bellezza coreografica rarissima da vedere nel genere: coloro che si sono fermati a sottolinearne le similitudini con dal Tramonto all’Alba (1996) temo che abbiano parificato la proverbiale Fiat 500 con una Ferrari solo perché entrambe hanno quattro ruote. Il quinto lungometraggio di Coogler, dopo i popolari Creed e Black Panther, segna la sua prima incursione nell’horror, seguendo la tendenza recente di ricollocare il mito vampirico fuori dai suoi luoghi abituali: qui il Sud rurale degli anni Trenta con focalizzazione sulla comunità nera autoctona. Le riconosciute influenze del regista sono il suddetto lavoro di Rodriguez, Il romanzo "Salem's Lot" di Stephen King e, spunto più difficile da rilevare, The Last Rites of Jeff Myrtlebank (1962), episodio S3.E23 della serie Ai confini della realtà (1959-1964) che narra di un uomo, di una piccola città nella parte più meridionale del Midwest, che torna misteriosamente in vita al proprio funerale con grande shock dei suoi cari e del pastore, cosa che peggiora quando iniziano a circolare voci su cambiamenti nel comportamento di Jeff dopo la sua inaspettata resurrezione. D’altra parte, il vampiro afro ha una genealogia precisa, che parte dalla stagione blaxploitation di Blacula (1972), Ganja & Hess (1973) o il dinamico Blade (1998) e arriva a esiti recenti e obliqui come The Transfiguration (2016) o il Sangue di Cristo (2014) di Spike Lee, anche se un parente molto simile è, forse, the Devil and the Daylong brothers (2025), uscito appena tre mesi prima, il quale, alla stessa maniera ma in modo più poveristico, intreccia Sud, fratellanza e blues. Coogler prende deliberatamente tempo: per quasi un'ora, nulla lascia presagire l'orrore. Questa dilatazione è la scelta più intelligente del film, utile a costruire un ambiente credibile con il Klan, la mezzadria, le paghe date in buoni-merce, la passione interraziale, la musica e la malavita; tutto per farci affezionare a un ensemble che l'irruzione horror renderà poi doloroso perdere. Michael B. Jordan regge il doppio ruolo con grande disinvoltura, distinguendo i due fratelli quel tanto che basta; nessuno degli altri sfigura, da un Delroy Lindo dolente, al giovane Caton rivelazione autentica. Qua e là, notevoli chicche che, nel prosieguo, assumeranno valore, quali i tre corvi che volteggiano in posti specifici. In un film di grande eleganza in ogni suo settore, dai costumi alla fotografia. L’apice viene toccato nella sequenza nella quale Sammie si esibisce al juke joint di Smoke and Stack e la sua musica evoca artisti provenienti dal passato e il futuro; si tratta di una scena girata in sezioni, anche se le magie di montaggio la rendono uno splendido e dinamico piano sequenza che si conclude in modo letteralmente fiammeggiante con la telecamera che si inclina verso l'alto per rivelare il tetto in fiamme del locale, riferimento sia a ciò che si vedrà dopo, sia a «The Roof is on Fire» del 1984 del Rock Master Scott & the Dynamic Three (oltretutto, modo di dire rimasto nella festaiola cultura afroamericana; andatevi a vedere il video di Nelly - Hot in Herre, minuto 2:40). Si tratta di una sequenza strepitosamente dinamica e colorata, assolutamente fuori categoria per quanto riguarda, mediamente, il panorama horror - la cose più simili che mi vengono in mente sono le rutilante scene coreografiche di Baz Luhrmann - nella quale compaiono rapper, chitarristi elettrici afrofuturisti e ballerini africani e cinesi: la musica come archivio vivo della diaspora, capace di squarciare il velo tra passato e futuro. È l'intuizione più bella, e, forse, anche meno sfruttata di una sceneggiatura che non osa spingersi fin dove la sua stessa immaginazione la chiama. Tuttavia, il film ha diversi colpi da sparare e se i Peccatori perde l’occasione di giocarsi le carte sul tema della musica come evocatrice trans-temporale, riesce comunque a dare un’intelligente rilettura del vampirismo, cosa non facile per un mostro letterario e cinematografico sfruttato fino al delirio. Per Ryan Coogler, che sceneggia anche, il vampiro assume una funzione allegorica: non è solo un predatore ma è il volto seducente dell'omologazione, di un'integrazione che promette appartenenza al prezzo dell’eliminazione delle differenze, assorbendo corpi, storie e cultura. Questo viene sintetizzato da una battuta memorabile: “Ai bianchi piace la musica dei neri, non la gente che la fa”; la stessa dinamica di appropriazione che riguardò Presley e Jagger. Il procedimento non è del tutto nuovo: già Jordan Peele in Get Out (2017) ci aveva abituati a figure bianche tanto affabili quanto inaffidabili. Qui, però, si assiste a una torsione psicologica interessante. Il vero orrore non risiede nel morso, ma nel desiderio latente degli assediati di essere accettati. La tentazione di aprire la porta a chi promette comunità e riconoscimento, unita all'ingenuità di credere che ciò sia possibile, diventa il motore stesso della tragedia. La lotta finale del giovane protagonista, con quella "maledetta" chitarra stretta tra le mani, si gioca su una scelta cruciale: accontentarsi di vivere in pace o, peccando, rivendicare un’identità (etnica e sociale) condannata a un destino di passione. Una parola, quest'ultima, che reca nel proprio etimo il verbo latino patior: patire, soffrire. I Peccatori si conferma, così, un blockbuster horror anomalo. Troppo ricco visivamente per confondersi con l'horror medio, oltre che sovraccarico di chiuse, svolte e dichiarazioni d'intenti. In questo senso, persino la scelta di girare in formato IMAX finisce per magnificare esteticamente un Sud che, al contrario, dovrebbe restituire un senso di oppressione. Tuttavia, resta innegabile il peso culturale della pellicola; e non serve essere afroamericani per apprezzarlo, sebbene occorra esserlo per avvertirne i significati fin sotto la pelle. A sorreggere l'opera intervengono immagini e suoni di rara vitalità, un blues che si eleva a canto comunitario e una sensualità che cammina di pari passo con l’orrore. Voto alto ma non gonfiato: se avete una visione longitudinale ed un filo completa dell’horror come genere, questo film non può prendere comunque un voto inferiore all’otto. Sempre che ci si debba genuflettere a questa radicata sciocchezza dei voti ai film.
TRIVIA
Per il suo debutto, il regista Ryan Coogler (1986) ha deciso di ringraziare i fan per la loro presenza e i registi che lo hanno ispirato a realizzare il film. Lo ha fatto scrivendo una lettera a tutti noi: “Gratitudine eterna. Il mio cuore ne sta scoppiando. Voglio ringraziare ognuno di voi che ha acquistato un biglietto per vedere i Peccatori. Chi ha deciso di andare in auto per vedere il film in diversi formati. Chi ha comprato popcorn e da bere, ha prenotato una baby-sitter e poi si è fermato nell'atrio a chiacchierare e si è fatto un amico. Chi ha cambiato i propri orari di lavoro. Chi ha visto il film in gruppo. Ho avuto il dono dell'opportunità di fare un film ispirato alla mia famiglia e ai miei antenati, ma è sempre stato un film che volevamo fare per il pubblico, nelle sale. Abbiamo sempre pensato a voi, al pubblico, e abbiamo sentito la profonda responsabilità di intrattenervi e commuovervi nel modo in cui solo il cinema può fare. Credo nel cinema. Credo nell'esperienza teatrale. Credo che sia un pilastro necessario della società. È per questo che io e tanti miei colleghi abbiamo dedicato la nostra vita al mestiere. Non possiamo fare quello che facciamo se non ti presenti. Il pubblico del cinema mi ha permesso di sognare, trovare una carriera e costruire una vita più sostenibile per me e la mia famiglia. E l'unico modo che conosco per ringraziarvi per questo è continuare a sfruttare la mia esperienza umana personale e le mie relazioni per farvi scoprire altre storie in linguaggio cinematografico. Vedere la tua risposta al film ha rinvigorito me e molti altri che credono in questa forma d'arte”. (IMDb.com)
⟡ Il film, con le sue profonde radici nel genere blues del Mississippi e i temi dell'invito alle forze del male, trae molta ispirazione dalla leggenda di Robert Johnson, il famoso chitarrista e blues man che divenne noto come «Il re del Delta Blues». La storia narra che Johnson, desideroso di diventare musicista ma non possedeva abilità musicali da ragazzo, vendette la sua anima al Diavolo in cambio di un talento straordinario, alcuni lo definirono addirittura «soprannaturale». Man mano che queste voci si diffondevano, Johnson, si diceva, decise di esaltare questa stessa storia e iniziò a cantare canzoni piene di allusioni al Diavolo, alla morte, alla magia nera e all'aldilà. Divenne il musicista più famoso del suo tempo, ma la sua vita personale fu segnata da difficoltà, inclusa la morte di un nascituro (molto simile a Smoke), e morì a soli 27 anni. Sebbene la causa ufficiale del decesso fosse la sifilide, si diceva che fosse stato avvelenato per aver dormito con la moglie di un altro uomo. Le persone che conoscevano Johnson e la sua musica arrivarono a sospettare che il Diavolo fosse finalmente venuto a prendere l'anima di Johnson, credendo che continuasse ad invitare il male attraverso le sfumature oscure della sua musica; un avvertimento stranamente simile a quello che gli dà il padre pastore di Sammie, che «se balli con il diavolo troppo a lungo, uno di questi giorni ti seguirà a casa».
⟡ È particolarmente significativo che Remmick venga introdotto in fuga dai cacciatori di Choctaw. Non solo il film è ambientato nella storica patria dei Choctaw, ma c'è anche una lunga storia di cooperazione tra i Choctaw (e i nativi americani più in generale) e gli irlandesi. La carestia irlandese delle patate avvenne sedici anni dopo che i popoli Choctaw, Cherokee, Muscogee, Seminole e Chickasaw furono costretti a percorrere il Sentiero delle Lacrime. Conoscendo in prima persona la tragedia e la fame, i sopravvissuti di Choctaw e Cherokee hanno donato centinaia di dollari per sostenere gli aiuti in caso di carestia. Nel 2017, l'Irlanda ha eretto la scultura Kindred Spirits in riconoscimento dell'amicizia tra i due popoli, con una scultura complementare chiamata Eternal Heart installata sulla terra di Choctaw nel 2024. Quando la pandemia di coronavirus è iniziata nel 2020 e le nazioni Navajo e Hopi sono state colpite particolarmente duramente, l'Irlanda ha inviato una donazione di due milioni di dollari, accreditandola alla gentilezza dei Choctaw nel momento del bisogno.
⟡ Jack O'Connell ha firmato nonostante abbia potuto leggere la sceneggiatura solo una volta, poiché il suo personaggio cantava musica folk irlandese, un sogno diventato realtà per un fan del genere come lui.
⟡ Dolly Li, giornalista e regista di documentari asiatico-americano, spiega la presenza cinese nel film: «I cinesi originariamente venivano qui per lavorare nei campi di cotone. Con la fine della schiavitù, i proprietari delle piantagioni non potevano più dipendere dalla manodopera gratuita degli schiavi, così si sono rivolti ai cinesi, che erano economici, usa e getta e politicamente muti. Ma con condizioni difficili e una retribuzione esigua, il lavoro nei campi non durò a lungo. Ben presto iniziarono ad aprire negozi di alimentari in piccole città su e giù per il delta... Questi negozi hanno svolto un ruolo estremamente importante nel Sud segregato, servendo la comunità nera quando la comunità bianca non lo faceva. E questo è significativo perché voleva dire che oltre il 70% della popolazione faceva la spesa e i beni di uso quotidiano da una piccola comunità cinese. Il negozio di famiglia di Freida, Min Sang, è nato negli anni '30 come due edifici separati dalla strada: uno per i neri, l'altro per i bianchi. Né bianca né nera, la comunità cinese si è trovata al centro». Questa situazione di due punti vendita separati è fedelmente rappresentata nel film.
⟡ Le riprese si sono svolte principalmente a New Orleans e nelle aree circostanti della Louisiana durante la primavera del 2024, il che significa caldo elevato per la maggior parte del tempo.
⟡ Christopher Nolan e la sua socia/moglie, la produttrice Emma Thomas, hanno assistito Ryan Coogler nelle riprese con la pellicola da 65 mm.
⟡ Si dice che la chitarra di Sammie sia appartenuta alla leggenda del blues Charley Patton. Si diceva spesso che Patton fosse di origine irlandese, choctaw e afroamericana... i tre gruppi etnici menzionati all'inizio del film.
⟡ Quando Stack sta cercando di reclutarlo, Delta Slim menziona il suo lavoro al Messenger. C'è davvero un Messenger a Clarksdale dove si svolge il film: è la più antica sala da biliardo/juke club del Mississippi e segnava l'ingresso, nella parte del Nuovo Mondo della città, che ospitava club di jazz e blues. Venne aperto dalla famiglia Messenger nel 1907.
⟡ Il predicatore che odia la musica ed è padre di Sammie, Jedidiah, è interpretato da Saul Williams, musicista e poeta.
⟡ Il compositore Ludwig Göransson ha descritto il film come una colonna sonora personale e ambiziosa, che riflette il suo percorso musicale. Göransson si è ispirato alla musica blues ed ha eseguito la colonna sonora con una chitarra risonatrice Dobro Cyclops del 1932, la stessa che Sammie usa per tutto il film. Ludwig e sua moglie Serena Göransson hanno affittato uno studio convertito da una chiesa a New Orleans e hanno lavorato con il cast provando le loro canzoni più volte.
⟡ L'auto di Smoke and Stack è una PG Automobile di C.R. Patterson & Sons. Questa vettura ha una sua importanza storica, in quanto è stata la prima automobile costruita e prodotta dai neri negli Stati Uniti nel 1915.
⟡ In cambio dei diritti di distribuzione del film, il regista Coogler avrebbe anche chiesto agli studios il privilegio del primo dollaro lordo, il privilegio del montaggio finale e la proprietà del film 25 anni dopo la sua uscita. Il privilegio del primo dollaro lordo (in inglese First-Dollar Gross) è un accordo contrattuale per il quale si riceve una percentuale degli incassi totali del film a partire dal primo biglietto venduto, prima ancora che lo studio cinematografico abbia recuperato i costi di produzione o di distribuzione; è molto profittevole come accordo per gli artisti, in quanto i classici contratti a "utili netti" (Net Profit), spesso non vengono mai pagati a causa di complesse pratiche contabili che alzano al massimo i costi di produzione. Anche l’accordo di proprietà dopo 25 anni è cosa concessa di rado. La Warner, però, c’ha visto bene, dato l'enorme successo del film e le 16 nomination agli Oscar.
⟡ Durante la pre-produzione, il regista Ryan Coogler compositore inviato Ludwig Göransson diverse registrazioni degli anni '30 e '40, in particolare quelle di Robert Johnson e Tommy Johnson.
⟡ Uno dei modi per adattarsi ai due ruoli, ha portato Michael B. Jordan ad indossare un paio di scarpe di misura piccola quando interpretava Stack, in modo che risultasse nervoso e non riuscisse a stare fermo; mentre per Smoke, indossava una taglia troppo grande, in modo che non si muovesse molto.
⟡ La croce a forma di X nelle travi della chiesa era un omaggio a Black Panther: Wakanda Forever (2022) diretto da Ryan Coogler.
⟡ Il personaggio di Remmick, che è irlandese, si identifica con i personaggi neri per un parallelismo fra l’esperienza storica degli afroamericani e quella del popolo irlandese costretto a lavorare una terra ricca e abbondante, ma che veniva loro negata.
⟡ La reazione di Michael B. Jordan nella scena in macchina quando Miles Caton inizia a suonare la chitarra e a cantare «Travelin'» è genuina. Jordan non aveva idea del potere della voce di Caton.
⟡ Per questo film, Ryan Coogler è diventato il settimo regista nero nominato all'Oscar come miglior regista; nessuno di loro ha vinto. Il film è stato nominato per 16 Academy Awards, più di ogni altro film nella storia, superando Eva contro Eva (1950), Titanic (1997), e La La Land (2016), con 14 nomination ciascuno. Questo film ha ricevuto una nomination in tutte le categorie ammissibili tranne una, quella per la migliore attrice protagonista.
⟡ Quasi tutte le inquadrature panoramiche dei personaggi importanti includono grandi uccelli neri che volano o sono sui tetti.
⟡ Autumn Durald Arkapaw è diventata la prima donna di colore a vincere l'Oscar per la migliore fotografia.
⟡ Lo strumento che suona Remmick è un banjo a cinque corde, il che è appropriato perché il banjo è un derivato americanizzato di uno strumento africano (l'akonting) arrivato in America con schiavi africani. In altre parole, il banjo incarna il tipo di assimilazione e appropriazione che Remmick rappresenta.
⟡ Ryan Coogler è diventato il secondo regista nero a vincere l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale, dopo Jordan Peele per Scappa - Get Out (2017), un altro film dell'orrore.
⟡ Ryan Coogler ha detto che il film è stato direttamente ispirato dalla struttura e dall'intensità della canzone Metallica: One (1989). Ha spiegato che voleva che il film sembrasse un brano musicale, che combinasse la «semplicità e la natura profonda di una canzone del Delta blues» con il «contrasto, la variazione e l'inevitabilità» del brano dei Metallica.
⟡ Le riprese principali sono iniziate a New Orleans il 14 aprile 2024 e si sono concluse il 17 luglio. È stato girato dal direttore della fotografia Autumn Durald Arkapaw su pellicola da 65 mm utilizzando una combinazione di fotocamere IMAX 15-perf e Ultra Panavision 70 e le scene si alternano quindi tra i rapporti di aspetto 1. 43:1 e 2. 76:1. Girando questo film, Arkapaw è diventata la prima direttrice della fotografia donna a girare un film su pellicola IMAX di grande formato.
⟡ Il film si svolge interamente tra la mattina del 15 ottobre 1932 e la mattina del giorno successivo.
⟡ Remmick menziona come i cristiani «si impadronirono della terra di suo padre». Dato che è irlandese, ciò significherebbe che era vivo prima che l'isola si convertisse completamente al cristianesimo, collocando la sua vita mortale tra il V e il VII secolo, facendolo avere almeno 1300 anni.
⟡ Quando vengono presentati per la prima volta, Smoke indossa un abito in tweed con berretto piatto tipico di un irlandese, mentre Stack indossa una fedora con un abito gessato accessoriato con pezzi dorati che si ispirano a uno stile più italiano. Ciò suggerisce che i fratelli si vestano in modo appropriato per mimetizzarsi sia con la North Side Gang che con la Chicago Outfit in città.
⟡ Durante l'esibizione di Sammie al Juke Joint, accanto ai vari spiriti di artisti africani e afro discendenti del passato e del futuro evocati dalla potenza della sua musica, si può vedere uno spirito vestito in stile operistico tradizionale cinese che danza vicino ai Chow, dimostrando che il potere di Sammie evoca gli spiriti del passato ancestrale delle persone che ascoltano la musica, non solo degli artisti.
⟡ Leggenda del blues Buddy Guy è stato lieto di partecipare per la pura gioia di essere in un film per una volta, specialmente uno che considerava importante per la cultura Blues a cui aveva dedicato la sua vita.
⟡ In una o due riprese di Stack post-vampirismo sono evidenti cenni all'inquadratura di Jack Nicholson in Shining (1980), usando l'angolazione della telecamera direttamente sotto di lui mentre appoggia la testa e le mani contro la porta.
⟡ I sopravvissuti che mangiano spicchi d'aglio per vedere chi di loro potrebbe essere un vampiro richiama una nota scena dell’analisi del sangue visibile nel film la Cosa (1982).
⟡ Il film è il quinto dei cinque film sui vampiri ad essere nominato agli Oscar. I primi quattro film sono Dracula di Bram Stoker (1992), Intervista col vampiro (1994), L'ombra del vampiro (2000), e Nosferatu (2024). E’ anche il secondo film sui vampiri ad essere nominato agli Oscar nel giro di due anni.
Fast rating
Titolo originale
Sinners
Regista:
Ryan Coogler
Durata, fotografia
90', colore
Paese:
USA
Anno:
2025
Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0
