Wrong Turn 6

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Quinto sequel della saga backwood brutality nata nel 2003 con Wrong Turn, qui in una veste insolita per il franchise, dato che si cerca d'innestare una dimensione identitaria su una serie nata come omaggio al brutale survival horror rurale. Il regista bulgaro Valeri Milev, subentrato a Declan O'Brien dopo tre capitoli consecutivi (nonché lo sceneggiatore Frank H. Woodward) tentano di spostare il baricentro dalla carneficina seriale verso il dramma familiare, con risultati che oscillano fra l'originalità, la pretenziosità involontaria e lo smarrimento narrativo. Danny (Anthony Ilott), giovane newyorkese orfano e oppresso da uno stato depressivo, scopre di aver ereditato l'Hobb Springs Resort, un vasto complesso termale inghiottito dai boschi della West Virginia. Vi si reca con la fidanzata Toni (Aqueela Zoll) e un gruppo di amici fra cui Vic (Rollo Skinner), Rod (Billy Ashworth), Jillian (Roxanne Pallett), Bryan (Joe Gaminara) e Charlie (Harry Belcher), trovando ad accoglierli i custodi Jackson (Chris Jarvis) e Sally (Sadie Katz), cugini dal comportamento sfacciatamente ambiguo e dalla relazione incestuosa. Attraverso di loro, Danny viene introdotto alla sua vera famiglia: il clan Hillicker, stirpe di cannibali endogamici di cui fanno parte i noti Three Finger (Radoslav Parvanov), Saw-Tooth (Danko Jordanov) e One-Eye (Asen Asenov). L'idea di fondo, l'eredità come trappola identitaria, avrebbe potuto conferire alla saga una profondità fino a quel momento estranea al franchise, un po' come ha anche fatto la saga di Non aprite quella porta, con esiti alterni, scavando nelle radici genealogiche del proprio incubo. Il problema è che Woodward non possiede gli strumenti drammaturgici per sostenere questa ambizione: i dialoghi risultano posticci, le motivazioni dei personaggi sfuggono a qualsiasi coerenza psicologica, e il presunto dilemma morale di Danny viene liquidato con una superficialità che svuota l'intero impianto, e non aiuta una recitazione complessivamente sottotono. Ad ogni modo, la vera contraddizione di Last Resort risiede nel rapporto fra le sue componenti exploitation e le velleità narrative. La serie Wrong Turn ha sempre funzionato come macchina di intrattenimento basata su un meccanismo elementare di “caccia all'umano” e, piaccia o meno, di violenza e splatter marcatissimo. Milev e Woodward riducono sensibilmente il gore rispetto ai predecessori per fare spazio a snodi narrativi più complessi ma, soprattutto, ad una notevole quota di contenuti sessuali, il primo dei quali in immediata apertura con una floridissima giovane ciclista che si denuda per fare l'amore con il suo boy in una pozza di acque risorgive. O almeno spero per loro che fossero risorgive, sennò sai che fango! Lei grandiosa, per carità; tuttavia, io, raggiunta l'età delle pomate e delle piaghe da decubito, noto che la ciclista off-road indossa un perizoma da competizione. Sarà comodo sgambettare veloce sul sellino con un perizoma siffatto? E con le irritazioni come la mettiamo? Vabbé, comunque lei bellissima e belline anche le altre scene di nudo e di sesso. Ma l'horror? Le scene erotiche appaiono come riempitivi privi di funzione narrativa, avvicinando il film più al soft-core horror che al backwood o allo slasher, contraddicendo la direzione narrativa più ambiziosa che il film, comunque, sembra voler perseguire. Quando, poi, il sangue arriva, le sequenze risultano certamente forti per un pubblico medio, ma più moderate rispetto a quanto il franchise aveva offerto finora. Buona, invece, la fotografia di Martin Chichkov e la location bulgara (il Rakovski Defence and Staff College, un'accademia militare a Sofia) che simulano con discreta efficacia il paesaggio appalachiano. Tuttavia, questa cura formale non riesce a mascherare l'inconsistenza di un prodotto che, nel suo insieme, molti giudicano il peggiore della serie. Io non l'ho visto così impotabile - sarà per la roba del perizoma di Talitha Stone… - tuttavia, non si può dire che si sia di fronte ad un horror di buon livello. Ad ogni modo, ora possiamo ricostruire la timeline del franchise: Wrong Turn 4 - La Montagna dei folli (2011), Wrong Turn 5 - Bagno di sangue (2012), Wrong Turn 6 (2014), Wrong turn - il bosco ha fame (2003), Wrong turn 2 - Senza via di uscita (2007), Wrong turn 3 - Svolta mortale (2009). Poi arriva anche il reboot totale: Wrong turn (2021).


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Titolo originale

Wrong Turn 6

Regista:

Valeri Milev

Durata, fotografia

91', colore

Paese:

Germania, USA, Bulgaria

Anno:

2014

Scritto da Exxagon nell'agosto 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0