la Casa della paura

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Voto:

Incrocio produttivo bizzarro. Addizionate il produttore Dick Randall (il Pelo nel mondo, 1964; l’Amante del demonio, 1972), fondatore, nel 1973 della società di produzione e vendita di film Spectacular Trading Company Limited con sede a Hong Kong; il regista William Rose, proveniente dalla sexploitation, più sceneggiatore e attore (Fitzcarraldo, 1982) che regista; lo sceneggiatore Gianfranco Baldanello, assistente regista di molti film popolari e, qui, sceneggiatore. Ne esce uno spaghetti giallo di imitazione che copia le forme del genere senza rispettarne le regole, in primis per il fatto che i membri della setta sono noti quasi subito e resta un solo enigma, l'identità del boia, evidente richiamo ad altre pellicole di genere gotico-erotico (il Boia scarlatto, 1965), per il resto, la polizia segue indagini senza mordente e la tensione si disperde per circa un'ora. Dopo un prologo con una ragazza rapita, ferita con un coltello e gettata da una scogliera da una figura incappucciata di rosso, conosciamo Margaret Bradley (Daniela Giordano), appena uscita da un carcere femminile nel quale giura di essere finita da innocente e per colpa del fidanzato ladro. Grazie all'interessata mediazione di Alicia Songbird (Rosalba Neri) viene alloggiata nella pensione di Mary Grant (Giovanna Galletti), vedova che nutre rancore verso la giustizia dopo la morte del marito, vittima di un pirata della strada. Con lei vive il figlio Frank (Angelo Infanti). Margaret avverte passi furtivi davanti alla porta, vede riaffiorare una macchia di sangue sul pavimento e trova messaggi sinistri. Jack Whitman (John Scanlon), fratello di una ex inquilina finita in manicomio, indaga e si avvicina a lei. A capo dei fanatici c'è Mr. Dreese (Raf Vallone), che usa il boia in rosso per punire le ragazze peccaminose. Nel finale, sapremo chi si nasconde sotto la maschera del boia rosso, rivelazione che contraddice la corporatura del bruto mostrata altrove. Pur dialogando, a suo modo casereccio, con E sul corpo tracce di violenza (1974), uscito lo stesso anno, e con un'idea che va, come detto, dal giallo, al gotico, fino al cinema WIP (women in prison), le ambizioni vengono affossate da una modestia realizzativa evidente in ogni comparto, e anche l’accattivante Daniela Giordano (la Morte cammina con i tacchi alti, 1971; il Vizio ha le calze nere, 1975), Miss Italia nel ’65, rende poco come attrice e regge il ruolo con una presenza che il film sfrutta più del dovuto, marginalizzando Rosalba Neri e la Schubert. Daniela Giordano racconta: “Non ho ricordi particolari de la Casa della paura. Il regista era William Rose. Ero la protagonista. Recitavo in inglese quando necessario e gli attori erano tutti bravi. […] Brad Harris era un uomo sensibile e protettivo nei miei confronti durante la lavorazione del film. Rosalba Neri era una donna molto simpatica. Il regista sapeva dirigermi e c'era un buon rapporto tra noi. […] Tutto ciò mi sorprende e oggi mi fa sorridere perché, secondo il mio punto di vista, non è che il film fosse granché - anche se all'epoca ero molto gasata nel fare un film da protagonista con Raff Vallone - una brava persona.” (S. Iachetti, la Paura cammina con i tacchi alti, p. 125). Il film, ad ogni modo, non manca di qualche particolare accattivante secondo i dettami del tempo: la macchia di sangue che ritorna, i sotterranei, le sequenze oniriche e il boia rosso, i disegni tormentati come riflesso e prova del trauma (cfr. l’Uccello dalle piume di cristallo, 1971). Finale da fumetto pulp, fra rincorse, scazzottate e torture nelle segrete; momento risibile ma, almeno in quel contesto, la pellicola soporifera recupera di tono. Paura molto limitata, comunque, per questa Casa della paura, se non qualche momento con la gente sull'uscio della stanza di Margaret. Non sconsigliato ma, personalmente, poco apprezzato. Moderatamente cult, però, la presenza di Angelo Infanti in un ruolo assai diverso da quelli che l'hanno reso noto e beneamato.


Fast rating

etichetta di valutazione veloce del sito exxagon per i film giudicati di scarso livello

Titolo originale

The Girl in Room 2A

Regista:

William Rose

Durata, fotografia

84', colore

Paese:

Italia

Anno:

1974

Scritto da Exxagon nel novembre 2026 + TR; testo con licenza CC BY-NC-SA 4.0